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Guida Pratica al Pornogrind – di PdG

Ben ritrovati, amici del Pornogrind, oggi e’ pasquetta, ieri LUI è risorto e pertanto mi girano i coglioni. Che poi a noi che mangiamo pane e gore ogni mattina in fondo la cosa starebbe anche bene: i morti che tornano a vivere ci stanno simpatici no?

Voglio dire: supponete che Pietro avesse aperto la grotta, e avesse trovato Cristo un po’ putrefatto, con lo sguardo vitreo, e che gli si fosse avventato contro strappandogli le budella a morsi, e alla messa di Pasqua anziché l’organo mettessero su i Jig-ai con Geishas Sucks European Cocks,

cazzo, mi farei chierichetto subito! Leggi il resto di questa voce

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Un tempo era la semplice carne, poi i cervelli, ora le tette: Zomboobies (Opai-Zuki Zombie) – Giappone, 2012

Per molti, forse per troppi, parlare di zombi vuol dire parlare di semplici cadaveri che riprendono vita per chissà quale misterioso virus, ma non è così semplice come si può pensare. Parlare di questi simpatici ex umani è una sorta di dedizione che ogni amante del cinema horror deve avere dentro di sé ed alla quale non può in alcun modo rinunciare. Ovviamente le miriadi di finti esperti e ciarlatani si sprecano, ma a noi di Brutal Crush cosa ce ne frega? Il Giappone,  non da ieri terra delle più indicibili perversioni sessuali e patria dei più indigeribili polpettoni horror di sempre, ha deciso di darsi all’americanissima ‘moda’ dello zombie con un prodotto anche in linea con le passioni nipponiche più fashion. Leggi il resto di questa voce

#7 Roba varia per gusti ricercati: Moonspell, Saint Vitus, Job For A Cowboy & Grand Magus!

Con una nuova veste grafica, in pratica abbiamo detto addio alla coppia de Il Vizietto per abbracciare una più classica orde di zombie, ritorna la rubrica più ‘speciale’ di tutto Brutal Crush, dove parole come diverso, marcio e pestone sono le fondamenta di una cultura decomposta e frammentata. Partiamo a bomba con una vera nefandezza, “Alpha Noir” dei Moonspell. Leggi il resto di questa voce

L’angolo del Buccolini: quando il metallo diventa marcio!

Rieccoci qui a servire l’ennesimo brodo di fango putrescente ai miei cari orchi succhiamidollo, il primo femore da spolpare ci viene servito dagli Eternal Deformity con “The Beaty of Chaos”. La band polacca conferma il trend della scena locale, ossia l’interpretazione accademica e canonica del nostro amato genere. Lo stile eviscerato dagli strumenti del gruppo, nel dettaglio, lo si può definire un death metal che strizza decisamente l’occhio a soluzioni melodiche che fecero la fortuna di band come Sentenced e Amorphis, applicato con estrema cura e diligenza pur senza aggiungere nulla di nuovo a quanto già proposto allora, un prodotto adatto a voi licantropi con il palato più raffinato, nulla di eccezionale ma gradevole. La parade di carcasse prevede ora un commento al lavoro dei Valkiria con il loro “Here The Day Comes”. Leggi il resto di questa voce

Day Of The Dead 2: Contagium – U.S.A. (2005)

Nel recente speciale da me redatto sulla filmografia degli zombi, volutamente non ho tirato in ballo questa pellicola, a mio avviso il peggiore tributo mai fatto a Romero in 40 anni di carriera. Viste peró le numerose richieste dei piú putrescenti tra voi lettori, eccovi un piccolo approfondimento: Day Of The Dead 2: Contagium ci vorrebbe spiegare come ha avuto inizio l’apocalisse dei non morti, non a caso ideologicamente si svolge 4 giorni prima de La Notte Dei Morti Viventi, peccato che in realtà questi quasi 90 minuti di nulla ci spieghino chiaramente come non deve essere un film sugli zombi. Leggi il resto di questa voce

ANTHRAX: Scott walk like a zombie!

Che il nuovo disco degli Anthrax, “Worship Music“, qui a Brutal Crush ci sia piaciuto all’inverosimile, non è un mistero per nessuno e, alla faccia di chi per partito preso continua sterili polemiche, noi ribadiamo che è il degno seguito di “Persistence Of Time”, ovvero un bel disco di thrash metal alla Anthrax ma al passo con i tempi! Leggi il resto di questa voce

ANTHRAX: Scott Ian diventa uno zombie!

Il nuovo disco degli Anthrax spacca, ve lo diciamo sin da adesso, ma di questo ne parleremo entro breve nell’apposito spazio dedicato. Nel frattempo ci è sembrato giusto informarvi di una piccola chicca putrescente che farà felici tutti i fans dell’horror e della band. Vedete quello zombie con l’espressione arcigna in apertura del qui presente articolo? Leggi il resto di questa voce

BLACK LABEL SOCIETY – “Order Of The Black” (Roadrunner)

Buttato fuori da Ozzy a metà del lavoro di songwriting di “Scream” per non si sa quali motivi, Zakk non ha perso tempo e si è buttato a capofitto su “Order Of The Black”. Neanche troppo tempo fa vi avevamo presentato il nuovo singolo, “Parade Of The Dead”, la cui copertina era un chiaro omaggio a “Dawn Of The Dead” di George A. Romero. Pur avendo sempre provato una certa stima per Wylde, autore di alcuni classiconi della discografia di Sir Osbourne come “Miracle Man”, “I Don’T Want To Change The World” e “No More Tears”, tanto per fare tre nomi facili facili, la sua carriera solista, sia con i Pride & Glory, sia a suo nome, sia con i Black Label Society, non mi ha mai entusiasmato più di tanto, se non in pochi casi, sempre sottolineando che il suo tocco è splendido. Ad ogni modo, “Order Of The Black” si presenta come, concedetemi l’azzardo, la migliore release targata BLS. La miscela? Il solito granitico hard rock a tinte southern cui il biondo guitar hero ci ha sempre abituati, ma in questo caso è un songwriting sopra le righe a fare la vera differenza. Sembra quasi che Zakk abbia fatto suoi riffs che aveva scritto per “Scream”, dico ciò perché quello che ho sentito sembra un disco scritto su misura per il Madman ma cantato dal nostro eroe, indi più ruvido. Da “Crazy Horse” a “Darkest Days”, passando per “War Of Heaven” e “Riders Of The Dead” vi andrete ad imbattere con un vero muro sonoro fatto di riffoni spettacolari, grandi vocals e melodie maledettamente catchy ed ispirate! Possiamo allora parlare di un capolavoro? Leggi il resto di questa voce