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C’é la crisi del disco? Amazon.com se ne fotte e ti vende 10.000 titoli metal a quasi 4,00 euro!

zombieland-4Gli americani so gli americano, stanno sempre un passo avanti a tutti. Simpatie o antipatie, sono puntualmente in anticipo su tutti. Leggi il resto di questa voce

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C’é rimasto qualcuno che suona negli Exodus?

ExodusLa domanda è legittima. Secondo noi gli Exodus sono sempre stati una buona band, anche nei momenti peggiori della loro carriera. Non sono mai stati delle eccellenze, ma anche i dischi del ‘ritorno’ hanno dimostrato che per quanto riguarda il thrash metal non avevano niente da imparare da nessuno. Leggi il resto di questa voce

Kerry King e la sua ultima cazzata sui FINTI Slayer…

Kerry+King+Kerrang+Awards+Press+Room+r5C66RdwJqxl La telenovela dei FINTI Slayer sta superando il ridicolo. Come già avevamo specificato a suo tempo, ogni giorno ci arrivano dichiarazioni contrastanti. Leggi il resto di questa voce

Caro Eric, i Testament li rispettiamo, ma i Metallica sono un altro pianeta

Chuck+Billy+Eric+Peterson+Testament+Performs+OJ9F7oxfSe1lAdoro gli ultimi 2 album dei Testament, un ritorno ai fasti migliori senza quella puzza de vecchio tipica delle band senza idee che ‘ce provano’. “The Formation…” ed ancora di più “Dark…” sono album SUPERLATIVI! Leggi il resto di questa voce

I grandi del thrash tedesco tutti insieme appassionatamente!

Non appena la notizia che il Beastival, festival Tedesco che avrà luogo in quel di Geiselwind nella prossima primavera, vedrà riuniti sullo stesso palco i Big 4 del thrash tedesco, leggasi Kreator, Tankard, Destruction e Sodom, si è subito alzato un bel buzz mediatico fra fans (giustamente) esultanti e le solite polemiche, solitamente sollevate da gente che riuscirebbe a polemizzare anche sul fatto che se si mette una pentola piena d’acqua sul fuoco, “incredibile dictu”, dopo una decina di minuti inizia a bollire. Cosa ci sarebbe mai di male in un festival (al quale magari seguirà anche un tour …) che riunisce sullo stesso palco le quattro maggiori bands del thrash metal tedesco? Nulla, ma nonostante la semplicità di questo ragionamento è arrivato il solito sbroccaggio (come direbbe il grande Niccolò Carli) a colpi di “sono finiti”, “lo fanno solo per soldi”, “ormai è un trend” e via discorrendo. Premetto che per motivi anagrafici (i quaranta si avvicinano inesorabili …) non posso essere sospettato di essere un fan dell’ultim’ora del cosiddetto “teutonic thrash” ma di aver vissuto praticamente in diretta l’esplodere di questi quattro gruppi (mi bastò giusto recuperare gli albums d’esordio… sarei un bugiardo se vi dicessi che ero già così metallaro nel 1984 da chiedere alla mamma di comprarmi In The Sign Of Evil per festeggiare la promozione in seconda media!) e mi preme per questo rilevare un fatto puramente storico. Mentre già a fine anni ’80 si parlava di “quadrilatero del thrash” o di “big four del thrash americano” riferendosi a Metallica, Megadeth, Slayer e Anthrax (con qualche critico o fan che lamentava l’assenza di Exodus o Testament da questo ristretto club), la stessa cosa non avveniva per le bands tedesche, più giovani e con dati di vendita nettamente più bassi. Da questo unico punto di vista si può rimarcare la “secondarietà” della scena tedesca rispetto a quella americana. D’altro canto il thrash tedesco, proprio per la sua maggiore intransigenza, è diventato con il tempo quasi un sinonimo del concetto stesso di thrash metal (almeno in Europa) e mentre oltre oceano, se escludiamo gli Slayer, assistevamo a contaminazioni con l’hip-hop (Anthrax) e a netti ammorbidimenti del sound (Metallica e Megadeth), in Europa i Tankard continuavano a sparare thrash alcolico a tutta velocità, i Kreator raggiungevano forse il proprio apice con la doppietta Extreme Aggression / Coma Of Souls e i Sodom riuscivano a mantenere alte le proprie quotazioni con dischi come Better Off Dead o Tapping The Vein (dove brutalizzano ulteriormente il proprio sound). Unici esclusi i Destruction che, più sensibili alle sirene statunitensi, prediligono un approccio più tecnico che li porterà velocemente ad implodere per poi riformarsi nel 1999. Una veloce panoramica che serve a far capire che non c’è nulla di immeritato nel definire oggi Kreator, Destruction, Sodom e Tankard come i “Big Four” del thrash tedesco, visto che quel sound forgiato in oltre vent’anni di carriera ha creato uno stile riconoscibile e con migliaia di imitatori, al pari di quello americano, prediligendo un approccio più selvaggio e fedele alle origini del thrash metal. Un altro piccolo particolare: escludendo volutamente tutti i festival e le situazioni in cui queste bands hanno suonato insieme, non si può non dimenticare che un tour simile è già stato fatto oltre dieci anni fa (si chiamava Hell Comes To Your Town e annoverava Kreator, Destruction e Sodom che facevano gli headliners a rotazione, mentre ad aprire, in molte date, c’erano gli Holy Moses). Insomma gli organizzatori del Beastival e la rivista Legacy che ha messo fuori la mini compilation The Big Teutonic 4 (appoggiato dalla Nuclear Blast) per pubblicizzare l’evento non hanno a mio parere fatto nulla di così straordinario mettendo fuori questo EP, dove i nostri quattro grandi omaggiano le due bands ritenute alla base del thrash metal tedesco, ovvero Iron Maiden e Motorhead (avrei allargato il discorso a Venom e Tank, ma questo è un altro discorso). Già sentite le brillanti cover di Kreator (The Number Of The Beast), Tankard (The Prisoner) e Destruction (The Hammer), mentre parzialmente inedita la versione “sodomizzata” di Ace Of Spades (registrata solo nel Live In Bangkok). Insomma, bando alle seghe mentali, se riusciranno ad accordarsi per fare un tour insieme e vengono in Italia, io ci vado e mi distruggo l’osso del collo a furia di headbanging mentre voi rimarrete su facebook a discettare sull’opportunità di operazioni del genere, sull’importanza storica di queste bands ecc … sono stato chiaro? (Stefano Giusti)

Il thrash metal ci ha rotto le palle, o no?

Come tutti sanno, in questo angoletto che Aldo mi ha prestato per dare libero sfogo a qualsiasi cazzata mi venisse in mente, non ho mai lesinato parole pesanti ed altra robaccia per cui alcuni puritani si sono scandalizzati di sovente. Siamo metallari o borghesucci con il cappottino della Foy che la sera scapocciano con i Morbid Angel di “Radikult”, mentre il giorno appena sentono la parola ‘stronzo’ inneggiano alla Santa Inquisizione? Leggi il resto di questa voce

#11 Brutal Playlist: i più ascoltati da queste parti!

L’estate sta giungendo al termine, tutto sta per tornare alla normalità e, di conseguenza, speriamo che con l’arrivo dell’autunno finisca questo revival del thrash metal perché, siamo sinceri fino in fondo, tenendo presenti le dovute eccezioni ci ha sbrindellato i testicoli con tutte queste uscite mediocri: basta! Tra i già troppi cd/file promozionali che ci arrivano ogni giorno, diventa sempre più difficile trovarne qualcuno che nelle note di presentazione non ficchi in qualche modo la parola ‘thrash’, dall’uscita descritta come thrash metal vecchia scuola a quella che, pur trattandosi di funeral doom alla Unholy, deve comunque ricordare che un ex membro, oggi dedicatosi alla semina delle castagne, in gioventù militava nella sconosciutissima band tale x che faceva thrash. Per fortuna siamo lontani dagli anni in cui se non suonavi power metal alla Stratovarius non avevi diritto ad esistere, ma ci manca poco. Ho dei terrificanti incubi se ripenso alle copertine dei giornali dell’epoca, per non parlare delle recensioni e delle interviste, sembrava la fiera del rincoglionito. Leggi il resto di questa voce

TESTAMENT: beccatevi il nuovo video!

I Testament sono una band strana. Per anni non si fanno né vedere né sentire, poi tutto ad un tratto se ne escono con un disco spettacolare e ti fanno ricordare che senza di loro il thrash metal non sarebbe stato lo stesso che oggi conosciamo tutti. Leggi il resto di questa voce

TESTAMENT: ascolta in anteprima il nuovo “Dark Roots Of Earth”!

Secondo noi, lo abbiamo scritto in fase di recensione, il nuovo disco dei Testament è un ritorno spettacolare, un album fottutamente heavy ma anche ricco di quel gusto melodico che solo i grandi sanno aggiungere senza cadere nel pacchiano o nel grottesco. Leggi il resto di questa voce

#10 Brutal Playlist: i più ascoltati del momento!

Come (s)puntualmente vi abbiamo abituati, rieccoci con la playlist del vostro blog preferito, o almeno quello che in questo momento state leggendo sul vostro tablet comodamente seduti over the tazza. Tirando le somme di metà anno, siamo sinceri, il 2012 non è stato chissà quale anno pregno di sorprese, almeno fino ad oggi. Dischi ottimi ne sono usciti, anche se non tantissimi, ma capolavori o disconi che faranno discutere per chissà quanti anni non se ne sono visti. Diciamo che, a parte le solite conferme quasi prevedibili, guardando ad un ipotetico domani non vediamo all’orizzonte chissà quali grandi novità. Leggi il resto di questa voce

Forse uno dei dischi del 2012: TESTAMENT – “Dark Roots Of Earth” (Nuclear Blast)

Dite quello che vi pare, ma per me i Testament hanno sbagliato veramente poco nella loro carriera. Dischi che molti a suo tempo schifarono come “Souls Of Black”, “Pratice What You Preach” e “The Ritual” a mio avviso sono eccellenti. Questo ostinarsi  di molti a dire che i Testament si fermano a “The Legacy” è insopportabile, ingiusto ed assurdo. Certo, è innegabile che iniziare una carriera con un capolavoro sia non facile per il prosieguo di una discografia, ma è anche vero che da “The New Order” in poi ogni loro album ci ha sempre regalato almeno 3-4 piccoli classici. Leggi il resto di questa voce

SHAKIRA: adoro i Metallica, guarda la sua cover di “Nothinig Else Matters”!

Ok, di gente che ascolta hard rock ed heavy metal è pieno il mondo, ma non c’é cosa più piacevole dello scoprire i più insospettabili tra i fruitori. Vogliamo parlare della passione per i Testament di Chiara Iezzi del duo Paola & Chiara? Del Presidente della Regione Lombardia, Formigoni, che se ne va a vedere il Big 4 perché sta a ruota con il vecchio thrash metal? Leggi il resto di questa voce

DENIAL FIEND – “Horror Holocaust” (Hammerheart)

Una parata di nomi altisonanti accompagna la presentazione di questa release che si preannuncia coma una specie di super band dell’estremo, ovvero Rob Rampy (D.R.I), Blaine Cook (The Accused), Terry Butler (Death, Six Feet Under, Massacre, Obituary) e Sam Williams (Down By Law), con tanto di comparsate degli “amici della cricca” Steve Swanson (Six Feet Under), Ralph Santolla (Deicide, Obituary) e James Murphy (Obituary, Testament), era ovvio, pertanto, che mi dovessi aspettare chissà quale delirio musicale da un progetto che vanta tutte queste premesse. All’ascolto devo però ammettere che tutte queste aspettative sono andate in parte deluse, l’album è senza dubbio una buona release, ma onestamente pretendevo qualcosina in più da una siffatta compagine che mi ha dato l’impressione di non essersi sprecata più di tanto (soprattutto gli ospiti). Innanzitutto trovo estremamente deludente il cantato, assolutamente inadeguato alle ritmiche proposte, uno strillato piuttosto vicino alle sonorità hard core che mal si adatta al tipo di impatto del riffing, oltre ad essere alquanto fastidioso per timbrica. Leggi il resto di questa voce

SUICIDAL TENDENCIES: beccatevi il nuovo video!

Lo ammetto, se Brutal Crush avesse anche lontanamente dei fini commerciali, mettere in apertura il nuovo video dei Suicidal Tendencies sarebbe un errore. Il problema è che non siamo qui per business, siamo qui perché ci piace essere qui, rompere le palle al prossimo e dire la nostra, così come ci piace ricordare ai più giovani che c’é una band, una vecchissima band californiana, che ha letteralmente infuocato gli anni ottanta, prima incidendo uno degli album hard core più importanti ed estremi di sempre, poi suonando thrash metal come mai si era sentito suonare prima ed infine inventando il funky thrash con quel disco epocale che fu “Lights Camera Revolution”, l’album che ha aperto la strada maestra al concetto di nu metal molto prima che gente come Korn e Rage Against The Machine iniziassero anche solo a sapere di esistere. Leggi il resto di questa voce

ANGELUS APATRIDA – “Clockwork” (Century Media)

Cazzarola, cazzarola, supercazzola… Ci sono dischi che proprio non ti aspetteresti nel 2011, dischi che ti prendono a calci in culo dalla prima all’ultima traccia e ti dicono: ‘stronzone ricordati da dove vieni!’. Tu, solo a quel punto, ti ricordi che da piccolo avevi quela toppona gigante sul tuo giacchetto di jeans con sopra la cover di “The Legacy” dei Testament, quando per te la Bay Area era una ragione di vita ed ogni mattina, prima di andare al liceo, pregavi di fronte al tuo santuario dedicato agli Exodus per un’imminente catastrofe nucleare che portasse all’inagibilità degli edifici scolastici. Si, cazzo, quelli erano gli anni in cui ero un pischello con tanti brufoli, scapocciavo al Tenda a Striscie e mi ammazzavo di pippe su quella grandissima topa di Eva Grimaldi (che fine ha fatto?). Leggi il resto di questa voce

MALEFICE – “Awaken The Tides” (Metal Blade)

Il thrash, cazzo, il thrash metal con i coglioni ottagonali che fa tu-pa-tu-pa-tu-pa-tu-pa, quello che non riesci a non sentire almeno 4/5 volte durante l’anno. Badate, non parlo del thrash più blasonato e ben fatto di gran signori come Slayer, Testament (dipende dal disco), Exodus (come per i Testament) o Overkill (quasi tutti splendidi), io parlo di quel thrash metal sporco e bisunto, fracassone, prevedibile e vecchio che facevano gente come i Whiplash, i Mortal Sin, i Forbidden o i Deathrow! Il vero thrash, inteso come il motore underground che mandava avanti il movimento, era fatto da queste adorabili merdacce di cui conservo gelosamente tutti i vinili. Pensate solo che signore case discografiche come Roadrunner, Megaforce, Music For Nation e la Metal Blade ci hanno fatto i soldi veri con il thrash metal, altro che cotiche. Leggi il resto di questa voce

TORNADO – “Amsterdamn, Hellsinki” (Listenable)

La Listenable è nota a tutti per essere una delle etichette più fottutamente estreme del globo, dedita da sempre ad una passione maniacale per death metal, grind core e brutal death. Tra le loro produzioni più fetide non possiamo dimenticare i brutalissimi Jungle Rot e gli Hate, band che tantissimo deve al nostro capo! Anche se il mercato è in continuo mutamento, i cds non si vendono più e ci si deve adattare, la Listenable non si piega come hanno fatto molti, bensì trova un modo tutto suo per allargare il suo range. Come ci riesce? Con i Tornado, una delle band più originali e divertenti che ci potesse proporre! Prodotto negli Abyss Studios da sua eccellenza Tagtgren, “Amsterdamn, Hellsinki” altro non è che la summa perfetta dell’impossibile, thrash metal Bay Area e glam old school di Los Angeles, come dire i Metallica di “Ride The Lighting” con le melodie dei Motley Crue di “Shout At The Devil”! Leggi il resto di questa voce