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Se ascoltavo power metal mi ero già suicidato, ma…

stratovarius-2013Le cose cambiano, però regà questa è ‘na cosa che merita attenzione. Qualcuno se li ricorda gli Stratovarius? Si, quer fenomeno che pe anni ha intasato le riviste metal di mezzo mondo ed ha omosessualizato (infrocito sarebbe più corretto) le nuove generazioni di metal kids? E’ uscito il nuovo video, fin qui direte ‘sti cazzi’, ok. Leggi il resto di questa voce

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Il Power Metal è come l’Olocausto: vogliamo il giorno della memoria!

this_world_needs_more_nazi_zombiePer chi sperava in un’estinzione inesorabile del power metal alla Stratovarius ho qualche brutta notizia, il genere purtroppo non sembra voglia saperne di togliersi dalle scatole, so per certo di giovani e vecchie schiere di cerebrolesi pronte a correre su due pedali ed a stritolarsi i genitali con il filo spinato. Leggi il resto di questa voce

C’era un volta il power metal: ANGRA – “Best Reached Horizons” (Spv)

Uno dei motivi per cui agli inizi della mia ‘carriera’ come scribacchino mi tirai dietro le bestemmie e le maledizioni di quasi tutta l’Italia metal del tempo, fu la mia palese avversità nei confronti del power metal e della cecità dei media di settore, ‘giornaletti’ il più delle volte troppo arroccati in sé stessi ed incapaci di accogliere le allora nuove sfide. Leggi il resto di questa voce

L’Italia che ci crede e non si arrende: HOLLOW HAZE & EVERSHINE

Nel cammin di nostra vita mai avrei detto di aver dovuto parlare del METALLO. Sapete no, quel genere dove si parla solo di METALLO. Il genere preferito da padre METALLO. Insomma METALLO. Per dimostrare al mondo che non sono fissato solo con il doom, con le cripte e sopratutto che non vivo nella bara del becchino che stava sotto la mia vecchia casa (si, ho vissuto sopra la dimora di un becchino), oggi vi recensisco non uno, ma ben due album di METALLO. Anzi POWA METALLO. Chiudiamo qua, o i Manowar tra poco mi chiederanno di pagargli i diritti d’autore. Comunque sì, oggi parleremo di emozioni. Quelle vere. Quelle emo. No, gli emo no. Prima di continuare, prima che qualcuno mi dica “cosa scrivi, vile eretico!”, una premessa per il futuro prossimo e non solo di questa recensione. Folk, power, prog, ma sopratutto metal/death core non sono proprio la mia tazza di tè, non per questo rifiuto concedergli un ascolto. Però sono molto selettivo, quasi razzista nella scelta dei gruppi. Tornando alla recensione, ecco che dal nostro bello stivale ci giungono all’orecchio due uscite che più metalliche di così si muore. Iniziamo dagli Hollow Haze ed il loro ultimo genito “Poison in Black”, una vera sorpresa. Leggi il resto di questa voce

TIMO TOLKKI – Eccovi le parole di un uomo che ha fatto sognare, piangere ed ha stupito milioni di ragazzi in tutto il mondo

intervista di Tarja Virmakari 

Timo Tolkki e la bella Tarja durante l'intervista

Gli Stratovarius, a questo a dedicato tutta la sua esistenza Timo Tolkki, al sogno poi realizzato di ‘sfondare’ con la sua musica. E’ partito dal basso Timo, ha fatto tanta gavetta senza mai smettere di crederci e di fango ne ha mangiato tanto prima di arrivare a quel successo che ne ha fatto una stella del metal a metà degli anni novanta, quando sembravano esistere solo tre generi musicali, power metal, black metal e new metal. Album come “Episode”, “Visions” e “Destiny” hanno veramente spopolato in tutto il mondo. Certamente non erano pochi i critici del fenomeno, forse non a torto, un esempio lampante è il nostro Aldo che li ha sempre giudicati la versione economica degli Helloween e niente di più, ma resta il fatto che quei dischi e quel periodo sono esistiti e qualcosa cambiarono, per quanto oggi sembra quasi che stiamo parlando di eventi preistorici. Comunque, ad un certo punto della sua vita, Timo ha dato di matto come si dice in gergo, ha iniziato a vivere una sorta di crisi mistica che lo ha portato prima a sciogliere la band, poi a riformarla ed infine a lasciare tutti i diritti su nome e canzoni agli altri componenti, oggi anch’essi inesorabilmente sulla via del tramonto. Così, dopo una breve esperienza con i Revolution Renaissance, se ne torna in pista con un libro e con un nuovo progetto tutto all stars! Signore e signori, la parola a Mr. Tolkki…

Veniamo entrambi dallo stesso quartiere di Helsinki. A che età hai scoperto la musica, e quando hai scoperto che sarebbe stata la tua vita?
Immagino di non averlo ancora scoperto. O forse sì, nel 1994, quando capii che gli Stratovarius avevano raggiunto un certo status. Prima di allora era fondamentalmente un mucchio di lavoro con poche soddisfazioni. A casa i miei genitori ascoltavano sempre musica, lo stereo era sempre acceso; per la maggior parte, canzoni finlandesi. La mamma mi disse che avevo tre anni quando si accorse che mi piaceva ascoltare musica. Ho cominciato a suonare la chitarra a sette anni, era una Landola con le corde di nylon. In quel periodo erano di moda gli Abba e i Beatles, oltre ovviamente al pop finlandese. È così che ho cominciato. Non mi piaceva molto quella musica, ma era ciò che si ascoltava a casa. Ho fondato la mia prima band a 13-14 anni; in quel periodo i miei gusti musicali si avviavano verso l’heavy metal grazie a Deep Purple e Rainbow. Ho avuto la mia prima chitarra elettrica a 10 anni. Lì cominciai ad esercitarmi massicciamente circa otto ore al giorno, per 7-8 anni. Ovviamente la scuola e la mia vita sociale passarono un po’ in secondo piano, ma nonostante questo non pensavo che quella sarebbe potuta diventare la mia vita… anche se ho iniziato a intuire qualcosa quando una ragazza mi chiese se poteva darmi un bacio! Leggi il resto di questa voce