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#7 Ecchissenefrega: tutte le notizie di cui potremmo fare a meno!

nachtmystiumNuovo giro, nuova corsa! Rieccoci a parlare di tutte le notizie inutili che sovraffollano il nostro mondo. Siete pronti per farvi quattro risate alla faccia di questi “sfigatoni” in cerca di gloria?

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Vi prego, ditemi che non è vero, ancora i SEPULTURA…

SepulturaOk, ci sono band che campano della gloria che fu, è pacifico. I nomi da elencare potrebbero essere senza fatica decine su decine. Indubbiamente ci sono modi e modi per vivere del passato, c’é chi lo fa in modo decoroso come gli Ac/Dc che producono ancora dischi più che buoni; i Metallica che giocano sul continuo cambiamento; i Motorhead che, come gli Ac/Dc, mantengono livelli qualitativi decorosi; i Kiss che riciclano sé stessi in modo così trash da risultare piacevoli. Leggi il resto di questa voce

#1 Echissenefrega: tutte le notizie di cui potremmo fare a meno!

Coroner---Band-memberL’altra sera ci trovavamo a cena presso la mia dimora con Aldo e, parlando del metallo, mi ha riferito della defezione del Cecca a cui aveva dato in gestione il nostro blog. Morale della favola abbiamo dovuto decidere cosa fare, se chiudere o rimetterci a scrivere consegnandone però la gestione materiale ad una terza persona. Leggi il resto di questa voce

E’ merda? Si, ma alla parmigiana: il nuovo album dei Soulfly

Che vi devo dire? No, ripeto, cosa cavolo vi devo dire che già non ho detto o non sapete della band di Max Cavalera? 14 anni, 8 dischi: una merda. Non che i suoi ex compagni, i Sepultura, se la siano cavata meglio con Maxi Bon alla voce, sia chiaro, ma “Enslaved” è metaforicamente il simbolo di una tragedia sonora, l’ultimo capitolo di una carriera discutibile, un serio attacco di ulcera intestinale che travalica le normali vie defecatorie e si espande come un’irrefrenabile emorragia nel resto del corpo. A nulla valgono le guest stars presenti, tra cui Fafara dei DevilDriver, altra band totalmente inutile. Un riff per una carriera. I Soulfly detengono questo record, un record dei peggiori, ma non conosco precedenti nella storia della musica da quando nella preistoria i Flinstones usavano le pietre anche per lavarsi i genitali. Leggi il resto di questa voce

L’orgasmo non perdona: 12 minuti e sei morta!

Tutti noi maschietti ci siamo sempre chiesti in cosa consista esattamente l’orgasmo femminile, un mistero su cui se ne sono dette tante. Di sicuro abbiamo sempre pensato che deve essere la sensazione più bella del mondo, cosa che deve avere pensato anche Bianca Borger Bezerra, giovane viziosetta di 21 anni brasiliana deceduta alla grandissima dopo ben 12 minuti consecutivi di orgasmo no stop! Leggi il resto di questa voce

TOXIC HOLOCAUST – “Conjure And Command” (Relapse)

Sempre dalla attivissima Relapse ci viene proposta la nuova uscita dei T.H.. Devo ammettere che sono rimasto piuttosto sorpreso perché dall’etichetta americana ho sempre ascoltato proposte estreme orientate sulle sonorità brutal/grind, mentre in questo caso ci troviamo di fronte ad una band che si riallaccia a vecchie movenze tipiche di un death/thrash che credevo scomparso ormai da tempo. Considerazioni a parte in ordine allo stile, non ho potuto non notare la veste grafica del cd in questione, estremamente minimale che richiama una certa frangia di gruppi di fine anni ’80 (copiosamente proposti da numerose piccole etichette del periodo, fino a determinare una tale saturazione del mercato che causò di fatto uno scoramento del pubblico verso il genere estremo fino alla “revanche” dell’orda death metal, eccezione fatta per i Sepultura che proprio da quel marasma emersero alla grande), tra i quali dominava una cronica carenza di idee che cercavano di supplire con un impatto “crushin” senza compromessi. Leggi il resto di questa voce

SEPULTURA – “Kairos” (Nuclear Blast)

Quanti di voi ricordano il mio ormai storico -1 al penultimo disco dei Sepultura? Tutti, o almeno tutti quelli che hanno sentito la leggenda del primo -1 affibbiato ad un disco nella storia del giornalismo rock italiano. Bene, se dovessi assegnare una valutazione numerica a “Kairos” penso che arriverei addirittura ad un -3, ma non lo farei per divertimento, bensì per tre motivi ben precisi: in primo luogo questa presa per il culo della copertina che vuole ricordare quelle dei primi dischi riportando alla mente una band morta e sepolta è una scelta miserabile. Secondo, continuano a suonare quel finto e pasticcioso hard core che vorrebbe tramutarsi in death metal e nella realtà non arriva a capo di niente. Terzo motivo, forse il più importante, questi non sono i Sepultura, sono la band di Kisser con il nome della band dei fratelli Cavalera, perciò decidessero un po’ cosa fare con una bella reunion, un tour celebrativo, un disco decente, o almeno simil decente, quattro coppe di champagne e chissene. Leggi il resto di questa voce

CAVALERA CONSPIRACY – “Blunt Force Trauma” (Roadrunner)

La Roadrunner mi dovrebbe pagare fior di euro per il fatto che da anni ascolto e recensisco ogni fottutissima cosa incida il signor Cavalera, con o senza il fratellino. Dopo quella presa per il culo che fu il debutto, i Cavalera Conspiracy tornano con un nuovo disco meno fintamente thrash e più onestamente pessimo come solo i Soulfy sanno essere! Noi siamo felici di questa ritrovata coerenza di Max perché, se uno incide i dischi con il culo, è giusto che si dedichi alla ‘petologia” e non all’ingegneria aerospaziale. Ad essere onesti, devo dire che quando ascoltai per la prima volta il debutto di questo progettino casalinguo, “Inflikted”, ci rimasi male perché al suo interno c’erano almeno due brani decenti, non belli, decenti. Questa volta invece mi ritengo ampiamente soddisfatto, finalmente un disco senza nei, monocromatico come la merda, perché alla fine questo disco è il figlio della merda. 11 brani in cui sembra di ascoltare i Soulfly che fanno male le cover di qualche inedito degli ultimi Sepultura, per non parlare del ripescaggio di qualcosina dal debutto dei mai rimpianti Nailbomb. Pensate sia tutto? No cari miei, le sorprese non finiscono qui, il disco è stato anche prodotto da Max! Ora figuratevi, se uno come Steve Harris che conosce la musica come pochi riesce a produrre male i dischi della sua band, come li potrà produrre un vecchio rasta petologo? Incredibile a dirsi, bene. Potrà sembrarvi assurdo ma anche il nostro scorreggione carioca ha fatto meglio di Harris, in effeti non ci voleva tanto. Per il resto troviamo la tristezza piú infinita di cui accennavo poco sopra, con il solito appeal finto rivoluzionario con cui Max ci scassa gli zebedei dai tempi di “Chaos A. D.”. In tutto questo la Roadrunner continua a non beccarne una e, non chiedetemi come, continua ugualmente a vendere un numero spropositato di copie di dischi, come farà non lo so. A tal proposito ho fatto una breve analisi economopsicologicodefecatoria dell’economia di questa label, analisi che voglio sottoporre alla vostra attenzione: in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia vende pochissimo, se non niente, siamo troppo pezzenti e troppo pirati per pagare queste nefandezze. In Norvegia e Finalndia quanto vuoi che venda? Insieme non fanno la metà dei cittadini residenti a Roma o Milano. In Germania? Leggi il resto di questa voce

SOULFLY – “Omen” (Roadrunner)

Ogni volta che mi sto per approcciare ad un nuovo disco dei Soulfly ho paura. Proprio poche sere fa ne ho parlato a ‘Potting e Ciccio quando ho preso il promo cd. Max Cavalera è un tipo bizzarro, ha inciso alcune delle più belle pagine della storia del metal con i Sepultura, ha diviso a metà critica e fans con i seminali Nailbomb ed ha insegnato a tutti come campare di rendita con i Soulfly, i The Cavalera Conspiracy neanche li cito per decenza. Dicevamo, ha insegnato a tutti come campare di rendita con i Soulfly, perché la verità è questa, i Soulfly sono la band dell’ex leader dei Sepultura ed ogni riferimento ai vari “Roots”, “Chaos A.D.” ed “Arise” è una costante di ogni articolo/recensione su questa band. “Omen” nella sostanza è il solito disco che da anni Max ci proprone senza cambiamenti; un riff a canzone, riferimenti molteplici alle sue passioni verso ritmi tribali e world music, i soliti urletti e… in pratica una noia mortale. Finanche un titolo pretenzioso come “Omen” non smuove di un minimo l’interesse. Ora, giusto per fare un ragionamento ‘corretto’, perché non si riappacifica con i suoi ex colleghi, fa pace con il cervello, riforma i Sepultura, incide un disco con gli zebedei esagonali, guadagna una faracca di soldi e se ne va a vivere in Africa con le tribù del Kenya danzando intorno ad un bel fuocarello e pregando per l’arrivo della pioggia mentre un indigeno gli costruisce la sua meritata capanna di paglia e sterco? Leggi il resto di questa voce