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Avrà ragione Zakk Wylde? Cosa sono i Black Sabbath con Dio?

dio_iommiPoche ore fa l’ex cavalier servente di Ozzy ha dichiarato che i Sabbath con Dio alla voce non sono i Sabbath. In realtà questo è un dilemma che divide da anni i fan della band. Leggi il resto di questa voce

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BLACK SABBATH: se il nuovo album fosse una fogna a cielo aperto?

Black SabbathDei Black Sabbath qui a Brutal Crush ne abbiamo parlato in tutte le salse, da Aldo fino Franz Benvenuti, l’ultimo arrivato in ordine temporale, escluso me sono tutti in fibrillazione per il nuovo disco dei 4 di Birmingham. Leggi il resto di questa voce

Rottamare o non rottamare? Questo è il dilemma!

Ok ok, qui non facciamo né vogliamo fare politica, ci mancherebbe, però voglio prendere spunto dal ‘motto’ di Renzi per chiedermi e chiedervi se non sarebbe il caso di rottamare un po’ di vecchiardi e dare più chance alla bella gioventù. Mi spiego meglio. Il rock è morto da anni, si ripete all’infinito riproponendo ciclicamente le stesse cose, il metal che è parte del rock non è certo da meno. Se fino ad un anno fa tutti sembravano avere riscoperto il piacere più putrido del vecchio death metal, oggi gli stessi hanno riscoperto il piacere di usare lo skate ed indossare i jeans stretti con questo thrash metal qua e thrash metal la. Che palle! Sapete che c’é? C’é che voi fruitori finali siete proprio delle puttane, ma delle puttane di bassa lega e senza cervello. Perché? Leggi il resto di questa voce

L’Italia che ci crede e non si arrende: HOLLOW HAZE & EVERSHINE

Nel cammin di nostra vita mai avrei detto di aver dovuto parlare del METALLO. Sapete no, quel genere dove si parla solo di METALLO. Il genere preferito da padre METALLO. Insomma METALLO. Per dimostrare al mondo che non sono fissato solo con il doom, con le cripte e sopratutto che non vivo nella bara del becchino che stava sotto la mia vecchia casa (si, ho vissuto sopra la dimora di un becchino), oggi vi recensisco non uno, ma ben due album di METALLO. Anzi POWA METALLO. Chiudiamo qua, o i Manowar tra poco mi chiederanno di pagargli i diritti d’autore. Comunque sì, oggi parleremo di emozioni. Quelle vere. Quelle emo. No, gli emo no. Prima di continuare, prima che qualcuno mi dica “cosa scrivi, vile eretico!”, una premessa per il futuro prossimo e non solo di questa recensione. Folk, power, prog, ma sopratutto metal/death core non sono proprio la mia tazza di tè, non per questo rifiuto concedergli un ascolto. Però sono molto selettivo, quasi razzista nella scelta dei gruppi. Tornando alla recensione, ecco che dal nostro bello stivale ci giungono all’orecchio due uscite che più metalliche di così si muore. Iniziamo dagli Hollow Haze ed il loro ultimo genito “Poison in Black”, una vera sorpresa. Leggi il resto di questa voce

Il nuovo capolavoro della storia del rock? Può essere: TENACIOUS D – “The Rize Of The Fenix” (Sony Bmg)

6 anni sono passati dall’uscita del disco più importante da quando l’uomo ha iniziato a comporre le prime musiche nella preistoria battendo i cocci sui massi, l’album che ci ha svelato i segreti della storia del rock spiegandoci come i vari Eddie Van Halen e Jimmy Page siano riusciti ad incidere i loro capolavori. Sto ovviamente parlando di “The Pick Of Destiny” dei Tenacious D! Bene, la coppia formata da Jack Black e Kyle Gass, in compagnia del sempre fido Dave Grohl dietro le pelli, è tornata con “Rize Of The Fenix”, album annunciato come il nuovo capolavoro della storia, almeno da quando Mozart incise il suo Requiem. Risponde a verità questa presentazione? Si, si ed ancora si! “Rize Of The Fenix” è fottutamente bello, fottutamente heavy e fottutamente metal! Se siete rimasti senza parole di fronte alla magnificenza di “The Pick…”, allora rimarrete ancora più stupiti di fronte a questo nuovo masterpiece. Leggi il resto di questa voce

Addio a Dj Baffo: Roma ti saluta

Ieri sera, alle 21:00 circa, ho ricevuto la chiamata di un caro amico che mi faceva sapere della scomparsa di Baffo. Lo so, per molti di voi che vivono fuori Roma questo nome sarà nuovo ma, per chi come me è cresciuto in questa città, Baffo era più di un semplice organizzatore o Dj. Non voglio spendere fiumi di insensate parole e di mille cordogli, non sono il tipo, voglio solo omaggiare con due righe un vecchissimo amico, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita all’heavy metal, che sin dagli anni ’80, tra trasmissioni radio, serate e concerti, non ha smesso neanche per un attimo di ‘crederci’. Tutti a Roma siamo passati almeno una volta dal Baffo, fosse per una delle sue mille serate o per un concerto. Tutti ci abbiamo parlato, tutti lo abbiamo amato e, perché no, alcune volte criticato, ma tutti abbiamo sempre continuato a rispettarlo, sempre. Chi come me, Vincenzo Barone e Roberto Buccolini l’ha conosciuto bene, sa di cosa parlo. Baffo era una certezza, eravamo convinti che anche fra 20, se volevamo fare un tuffo nel passato, lui c’era, chissà in quale locale fumoso, con gli Slayer a cannone ed una birra in mano. Leggi il resto di questa voce

OZZY OSBOURNE – Da “Blizzard Of Oz” a “Scream” la storia del mito!

Copyright by Brutal CrushIl 2010, almeno a livello musicale, non ci ha regalato chissà che uscite, sempre escludendo le solite pochissime eccezioni. Al contrario, il 2010 ci ha donato non poche ciofeche e, non da ultimo, ci ha donato un’evitabile conferma ed un’evitabile delusione. La conferma è stata che gli Iron Maiden, a tutti gli effetti, sono arrivati al capolinea senza se e senza ma. La delusione è stata “Scream“, l’ultimo disco di Ozzy Osbourne, album che lasciava ben sperare con il singolo, ma che alla fine… Per raccontare la nostra storia dobbiamo peró fare un salto indietro nel tempo, un salto molto lontano, dobbiamo arrivare ad un giorno qualsiasi dell’estate del 1978, esattamente in un appartamento di Los Angeles dislocato non si sa bene dove. Lì, seduto su vecchio divano, c’é un ragazzo che ha probabilmente in mano una bottiglia di whiskey. Sta riascoltando per l’ennesima volta ed a tutto volume un disco, “Never Say Day” e, contemporaneamente, sta leggendo una lettera che gli è appena arrivata con la quale viene a sapere di essere stato licenziato dai Black Sabbath. Quel ragazzo è John Osbourne, detto Ozzy. Leggi il resto di questa voce

HEAVEN & HELL – “Neon Nights: 30 Years Of Heaven & Hell” (Eagle Records)

Non voglio stare qui a menarvela sulle solite verità che ho troppe volte ribadito in più sedi, non esiste riff al mondo che non abbia già suonato Tony Iommi. Purtroppo in questa occasione non dobbiamo tessere le lodi di Tony e dei suoi Sabs, bensì dobbiamo commentare il nuovo dvd commemorativo degli Heaven & Hell registrato in quel del Wacken, dvd che dobbiamo accogliere come un saluto a Ronnie James Padavona. A differenza del precedente live qui trovano spazio anche alcune chicche estratte dall’unico studio album della band, il favoloso ed oscuro “The Devil You Know”, oltre ad una certa mole di materiale extra, il che non è male. Di fatto peró, lo dico con la tristezza nel cuore, “Neon Nights” non ha molto senso e, ad un occhio malizioso, potrebbe sembrare un modo come un altro per sfidare con successo la crisi discografica internazionale sfruttando quattro nomi sacri della storia del rock, nonché la nostalgia per lo scomparso Ronnie. Lo sanno anche i sassi che i Black Sabbath con Dio cambiarono registro segnando una svolta verso la N.W.O.B.H.M. grazie a due album magistrali come “Heaven And Hell” e “Mob Rules”, per non dimenticare come riscrissero in modo magistrale le coordinate del più attuale doom metal con “Dehumanizer” o il recente “The Devil You Know” che ha invece esplorato i più profondi abissi infernali con quel suo incedere lento, oscuro ed asfissiante più incline ad un hard rock dalle forti tinte dark che al doom di cui Iommi è padre e padrone. La domanda peró è: i fans dei Black Sabbath volevano questo? In tutta sincerità credo di no, un no che nasce dalla realtà e non da preconcetto alcuno. Per quanto ho amato le peripezie di Iommi, Butler, Appice e Dio, le ho sempre considerate una parentesi, una parentesi bellissima e di grande importanza, ma la vera attesa era ed è per il ritorno dei veri Black Sabbath, quelli del debutto omonimo, di “Paranoid” e di “Sabotage” tanto per capirci. Proprio questa speranza, per beffa o coincidenza, oggi sembra sempre più concreta viste le ultime dichiarazioni di Ward ed il flop del nuovo album di Sir. Osbourne. Ed allora? Allora non esprimo giudizi che potrebbero sembrare non propriamente ‘gentili’ e lascio libertà di coscienza ai lettori per quanto riguarda questo capitolo conclusivo degli Heaven & Hell, capitolo che a titolo personale vi dico che faró mio anche in virtù della presenza di un bonus cd che riprende per intero quanto immortalato nel formato video, ma che non me la sento di consigliare a chi non è uno Iommi maniac. Leggi il resto di questa voce

JORN – “Dio” (Frontiers)

Non solo Masterplan. Jorn Lande continua a dar colore anche alla sua carriera solista, con lavori che mettono sempre in risalto il suo indiscusso talento, ma stavolta è andato incontro anche a forti critiche. Come al solito le polemiche sono ciò che affascina di più nel nostro mondo e si cerca ogni mezzo per poter sollevare polveroni, per sparlare o solo per il semplice piacere di puntare il dito. Io con questa recensione vorrei parlare di altro, della scomparsa del più grande cantante che la scena hard rock e metal mondiale abbia mai avuto; di un singer, chiamato da molti ‘il piccolo grande uomo’, con una voce incredibile; di un uomo, a detta di molti artisti ed anche miei conoscenti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, semplice, gentile e molto altruista; di un musicista che ha scritto l’hard rock e l’heavy metal, con i Rainbow di Blackmore prima e risollevando maestosamente i Black Sabbath con due splendidi lavori come Heaven And Hell e Mob Rules poi. Ronnie James Dio ha influenzato tutte le generazioni a venire, e penso venga spontaneo dare un piccolo tributo ad un artista di così elevato spessore artistico: lo si può fare con alcune righe scritte dai fans, o con questa mia recensione e con le altre scritte da ogni appassionato che vive su questa Terra: l’importante è farlo con il cuore e con la consapevolezza che il mondo della musica ha perso veramente un grande artista e che il vuoto lasciato rimarrà sicuramente incolmabile.
Jorn Lande, lo sappiamo tutti, ha nel suo cuore due grandi singer, uno è Dio, l’altro è Coverdale. Leggi il resto di questa voce

TENACIOUS D – Hollywood Loves Metal!

La storia del rock, in particolare del metal, è costellata di band che sono nate per gioco, non ultimo il caso dei Tenacious D, ovvero la all stars band composta da Jack Black e Kyle Gass, il duo comico che abbiamo apprezzato in film come “Mars Attacks”, “Amore A Prima Svista” e “School Of Rock”. Jb e Kg hanno da sempre coltivato un’insana passione per il metal e l’hard rock di bands quali Motorhead, Led Zeppelin e The Who, con una predilezione particolare per i Black Sabbath e Ronnie James Dio.

Fu così che nel 1999 i due decisero di mettere su una band, un po’ seria, un po’ demenziale, con l’unico scopo di cambiare la storia del rock! Il debutto omonimo del 2001, che tra gli altri vedeva l’amico Dave Grohl alla batteria e Warren Fitzgerald dei The Vandals, al basso, non riscosse un grandissimo successo di pubblico, ma riuscì a catturare l’interesse dello scomparso Ronnie James Padovano per la canzone/tributo intitolata “Dio” (in seguito i Tenacious D fecero una comparsa nel video di “Push” dei Dio). Con la voglia di fare le cose in grande, Gass e Black scrissero la sceneggiatura di un film/musical atto a celebrare la grandezza dei Tenacious D, “The Pick Of Destiny”.

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RONNIE JAMES DIO – Per molti un mito, per altri un cantante, per tutti la storia

DOVE, COME, PERCHE’

Parlare di Ronnie James Dio… Prima di iniziare poniamoci una domanda, forse inutile, forse legittima, decidete voi, la carriera del signor Padovano, con i relativi intrecci di lusso, è stata un successo o un mancato successo? Con il senno del poi mi sento di dire che la risposta sta nel mezzo, sta nel mezzo perché non sempre chi merita 10 riceve 10, ma riprendiamo questo aspetto alla fine del nostro speciale e passiamo ai fatti. Non si sa esattamente quando e dove nacque Ronaldo Giovanni Padovano. Figlio della prima generazione di italiani emigrati in America, si dice fosse nato nel nostro bel paese e poi registrato come cittadino statunitense subito dopo lo sbarco della sua famiglia, ma le carte ufficiali indicano come luogo e data di nascita Portsmouth, 1942. Sin dalla più tenera età il talentuoso Ronnie coltivò un amore viscerale per la musica, pare che il padre fosse uso strimpellare i classici della canzone popolare italiana in occasione delle feste. Discograficamente risalgono alla prima metà degli anni sessanta alcune sue rarissime incisioni, vere chicche per collezionisti, anche se di scarso valore. Indipendentemente dalle versioni che molti fantasisti danno, dopo avere cavalcato con scarsi risultati l’onda della beat generation, Ronnie decise di darsi un nome d’arte sostituendo quel Padovano che faceva poco rock’n’roll con il più bizarro Dio, nome ispiratogli dalla figura del noto gangster Johnny Dio, non da motivi religiosi. Incredibile a dirsi, all’inizio della sua carriera Ronnie non riusciva a trovare spazi, lui stesso in un’intervista affermò che la sua voce era stata giudicata troppo ‘graffiante’ per gli sdolcinati clichès dei sixties, ma la fortuna non tardò ad arrivare. Nel 1970 fondò i The Elves, poi divenuti Elf. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH – Il Culto, La Storia, Il Mito

The Ozzy Years

“What is this, the stands before me? Figure in black which points at me. Turn around quick, and start to run. Find out I’m the chosen one…” Questi sono i primi versi dell’opener dell’omonimo debutto dei Black Sabbath, era il 13 febbraio del 1970, ma la nostra storia non inizia da qui. Provenienti da una band in linea con la beat generation chiamata Mithology, il giovane chitarrista Tony Iommi ed il fidato amico e batterista Bill Ward decidono di formare una gruppo che, almeno per quelle che erano le loro intenzioni iniziali, ricalcasse il loro amore per Hendrix, Beatles e Cream. Leggi il resto di questa voce