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Thrash metal VS black metal? I nuovi dischi di DIE HARD & DECLINE OF I!

Al mondo ce ne è di gente strana, con le sue fissazioni e manie. C’è chi ad esempio si gasa nell’attesa di un nuovo album dei Manowar. Te li vedi in mezzo alla strada, tipo i fan dei Dethklok nella serie Metalocalypse. Piangono asciugandosi le loro true-lacrime col fazzoletto in pelle di drago, mentre pregano il loro santino di Richard Benson, implorandolo di concedergli una morte vichinga. Io invece, ascoltando “War Against Christ” ad ogni festa santificata, attendo un nuovo album dei Venom. Sto aspettando quel già annunciato futuro capolavoro di Cronos. Leggi il resto di questa voce

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WRECK OF THE HESPERUS – “Light Rotting Out” (Aestethic Death)

I Wreck Of The Hesperus sono un validissimo gruppo proveniente da Dublino. Formatisi nel 2004 e con all’attivo molti ep e collaborazioni varie, i nostri sono fautori di un marcissimo ed inesorabile sludge/drone/doom. Questo “Light Rotting Out” è il loro nuovo album, il secondo, dopo il debut ormai datato 2006. L’ironia della sorte vuole infatti che molto spesso i gruppi doom, oltre ad eseguire brani lenti, siano anche lentissimi nella loro stesura. Fortunatamente però questi cinque anni non sono passati invano, ma anzi ci riconsegnano una band in forma smagliante, fautrice di tre songs della durata complessiva di quaranta(!) minuti. “Light Rotting Out” è un monolito primordiale che rotola nel fango e nell’oscurità. Leggi il resto di questa voce

PEST – “Hail The Black Metal Wolves Of Belial” (Red Stream, 2003)

L’universo black metal, per quanto mutevole, iper-attivo, molto dispersivo, ma sempre affascinante, ci regala da sempre una moltitudine di bands che, pur rimanendo relegate nell’ambito dell’oscurità più assoluta (non solo musicale, ma soprattutto relativamente alle chance di successo comunemente inteso), e anzi forse proprio per questa loro caratteristica, diventano nel tempo dei veri e propri fenomeni di culto. È il caso di questi Pest finalndesi (è giusto specificare, visto che il nome non proprio originalissimo è stato utilizzato da almeno un’altra decina di gruppi), band maligna, blasfema e temibilissima, formatasi nel 1997, fautrice di una manciata di demo ed ep, tutti poi andati a costituire il fondamentale album/compilation “Hail The Black Metal Wolves of Belial”. Ah, che bel titolo, altisonante e volutamente spocchioso, che ben delinea le caratteristiche del combo finnico. Leggi il resto di questa voce

The Human Centipede – Nederland, 2010

I misteri della distribuzione cinematografica italiana vogliono che nelle sale arrivino film come Bitch Slap (che avrebbe anche il suo perché, se non fosse che vengono inspiegabilmente trascurate pellicole più meritevoli) e finiscano nel dimenticatoio lavori di autentico interesse almeno per un pubblico di nicchia. È il recente caso di The Human Centipede (prima parte di una trilogia), opera prima del regista olandese Tom Six. Film di genere che strizza l’occhiolino ai cultori del cinema horror di culto, The Human Centipede è quanto di più vicino ci possa essere al Cronenberg degli esordi e al suo concetto di ‘nuova carne’. In un periodo in cui si è letteralmente sepolti da remake, reboot e insipidi blockbusters, la genuinità (e anche una certa ingenuità) del film di Tom Six è quanto di più piacevole possa esserci per un annoiato divoratore di pellicole. La trama? Onde rovinarvi ogni eventuale sorpresa, può essere così sbrigativamente riassunta: un gruppetto di malcapitati giovani finisce nella casa di un chirurgo “deviato”, il cui intento è quello di assemblare un vero e proprio millepiedi umano. Come realizzare tale amenità? Leggi il resto di questa voce

VALHALL – “Red Planet” (Hausecore/Hammerheart)

Dopo una lunga trafila nell’underground, ecco il sospirato debut album dei Valhall. La release, prodotta nientemeno che da Phil Anselmo, le cui tracce furono registrate nel lontano anno 2000, oltre a vantare come ospite d’eccezione Fenriz dei Dark Throne alla batteria ed ai backin’ vocals, propone tutti gli elementi salienti del sound che ha connotato la band nei suoi lunghi anni di militanza, ossia uno stoner “duro e puro” suonato con maestria e classe. Ritmiche fuzz ‘n’ heavy che richiamano innegabilmente ai primi oscuri anni Sabbathiani, sapientemente miscelati al suono Hammond che contribuisce ulteriormente alla creazione di quell’atmosfera unica di quel periodo che ancora conta numerosi nostalgici estimatori. Leggi il resto di questa voce

CONTROPOTERE – “Nessuna Speranza, Nessuna Paura” (Attack Punk Records, 1988)

Correva l’anno 1989, sullo zaino avevo scritto a caratteri cubitali “Can I Play With Madness?” ed ascoltavo quasi esclusivamente Slayer, Metallica e Sepultura. La mia vita era fatta di amici, heavy metal, qualche pomiciata saltuaria ed un mare di pippe, ma veramente tante. A scuola non andavo benissimo, ma riuscivo sempre a cavarmela alla meno peggio, diciamo che fin dalla tenera età mostravo le doti del buon avvocato, ma in più avevo una cosa, uno spirito realmente punk. Un giorno un mio amico, uno Slayeriano come me, nonché un Kreator maniac, mi invitò a casa sua per ascoltare un nuovo vinile che gli era appena arrivato (a suo tempo il cd ancora doveva attecchire). Leggi il resto di questa voce

Zombi 2 – Italia, 1979


Ci sono film che sono parte integrante della storia del rock, non parlo di simpatiche pellicole come Fusi Di Testa o Morte A 33 Giri, simboli del metal-nerd anni ottanta, parlo invece di capolavori dell’horror che per mille ragioni fanno parte dell’immaginario rock. Vogliamo ricordare quanto il Dracula intepretato da Lugosi sia importante oggi come ieri? Mi sembra superfluo. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH: mentre Ozzy freme, Iommi frena!

Sono anni che si parla di questa benedetta reunion dei Black Sabbath, per un attimo la cosa è sembrata anche fattibile, poi il nulla. Attualmente la situazione sembra abbastanza intricata, ancora di più dopo lo stop degli Heaven And Hell a causa della scomparsa di Ronnie James Dio. In principal modo sembra che, a differenza di qualche anno fa, oggi sia proprio il Madman ha volere questa reunion, anche se non lo chiede in modo disperato. Qui di seguito vi riportiamo le recenti dichiarazioni del duo Iommi/Osbourne, a voi aprire le scommesse per il futuro. Durante una breve intervista condotta lo scorso Giovedi (23 giugno) in occasione del lancio di una nuova galleria d’arte che celebra la storia e l’importanza dell’heavy metal, il giornalista Brad Sanders del sito Quietus ha chiesto a  Tony Iommi se c’era ancora speranza per rivedere i Black Sabbath in formazione originale: “Dovrete aspettare e vedere” ha detto Iommi che poi ha aggiunto “Ho appena parlato con Ozzy questa mattina, ultimamente ci sentiamo almeno tre volte la settimana. In questo momento lui sta facendo il suo tour ed io, dopo avere finito di scrivere la mia autobiografia (Iron Man: La mia vita con i Black Sabbath e oltre), ho registrato alcune cose con Ian Gillan. Leggi il resto di questa voce

MYSTICAL FULLMOON – “Scoring A Liminal Phase” (Blackmetal.com)

Era dalla fine degli anni novanta che non sapevo più niente di questa autentica leggenda del black metal italiano. Oggi, dopo più di un decennio, mi ritrovo finalmente fra le mani il loro ritorno, “Scoring A Liminal Phase”, un album che mi ha ricordato perché tanti anni fa ero andato letteralmente a ruota per questi ragazzi. Gli anni di assenza hanno migliorato le qualità della band milanese, allo stato attuale più padrona di sé stessa, sia in fase di scrittura, sia strumentalmente. Il black metal melodico ed arcigno del debutto è ancora tangibile ma, cosa da non sottovalutare, il songwriting  è stato contaminato da due fattori non trascurabili; in primo luogo parliamo di un arricchimento che potremmo definire sinfonico, il che però rende poco l’idea perché non parliamo delle pacchianate circensi dei Dimmu Borgir, bensì di una serie di arrangiamenti sapientemente dosati e mai ingombranti. In secondo luogo non mancano alcuni inserti dal vago sapore avanguardistico, ma niente di esagerato alla Cold Meat Industry. L’album, nella sua complessità, arriva dritto allo scopo e pesta giù duro come un dannato senza freni e senza perdere, tra le mille variazioni presenti, una sola goccia della sua malvagità. Leggi il resto di questa voce