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Speciale NUCLEAR BLAST: Hypocrisy, Lingua Mortis, We Came As Romans & The Defiled!!!

hypocrisyMi mancava scrivere qualche recensione? Si, no, boh, forse… Di sicuro mi mancavano le nuove uscite, era un botto che ascoltavo solo vecchia roba, buona quanto volete, ma sempre vecchia. Mi sono avvicinato ai nuovi dischi della NB con curiosità e con quel pizzico di insana incoscienza tipico di chi per la prima volta va a puttane e non sa che probabilmente si troverà di fronte un ‘puttano’ (allora si che so cazzi). Leggi il resto di questa voce

Se siete tanto vogliosi di farvi male questo è il disco per voi! CONTROL HUMAN DELETE “The Prime Mover” (Aural Music)


Rumori, pulsare di cuori, voci, tempi sincopati, chitarre di una precisione disarmante, tempi dispari. Quattro ragazzi che a vederli in foto sembrano gli emuli dei Bad Religion, campionamenti che, in realtà, a tratti sono un po’ troppo invadenti, anche se tutto sommato risultano azzeccati. Certo la batteria è finta come una banconota da trenta euro, talmente precisa da lasciare l’amaro in bocca; ma questo è industrial black metal e la drum machine è industrial. Un disco che gli amanti del genere ascolteranno con piacere, ma che i neofiti e gli scettici troveranno poco innovativo, in particolare alle soglie di un’imminente invasione aliena. Questo, una decina di anni fa, sarebbe stato un capolavoro, la bibbia del genere, un lavoro dal quale attingere ed imparare, un gruppo da ringraziare per l’ispirazione. Ma adesso… Leggi il resto di questa voce

Le 10 bands di cui il metal NON può fare a meno!

Dopo aver fatto rodere molti ani, soprattutto di persone che leggono ma non comprendono (come diceva la mia prof di italiano), vi proponiamo la nostra Top Ten delle bands imprescindibili per il presente e il futuro del metal. La classifica è in ordine sparso e casuale. Fuori gara i Black Sabbath, perché loro sono il metal personificato. Ebbasta. Ora voglio che, prima di accingervi a leggere questo pezzo, sappiate che appartengo alla classe 1982 e quindi molte delle mie scelte derivano dalla mia età biologica. Detto questo, un vero brutal crusher deve avere delle basi, degli appigli sempre a portata di mano per dirigere la rotta. Molti mancano, ma è una top ten, quindi se ci tenete proprio, alla fine del post troverete un elenco esaustivo di tutte le band che un vero metallaro deve almeno aver sentito nominare. Leggi il resto di questa voce

Super Cocktail Brutale con Nexus Inferis, Municipal Waste, Gorod & Rammstein!

Era tanto, troppo tempo che non tornavamo in pista con un nuovo e putrescente super cocktail brutale di quelli che vi saziano tanto! Allora eccoci di nuovo sulle vostre frattaglie puzzolenti con alcuni video veramente crush! Partiamo con i Nexus Inferis e la loro “The New Strain” tratta dall’ultimo ed apocalittico “A Vision Of The Final Earth”, roba da manicomio ragazzi, black metal industrializzato e polverizzante come non lo si sentiva da anni. Proseguiamo con “Repossession”, nuovo spassosissimo schiaffone marchiato Municipal Waste, la band thrash core più amata e ‘tossica’ del mondo. Leggi il resto di questa voce

RAMMSTEIN: baby industrial boyz!

I Rammstein sono un cazzo di culto, insieme a pochi altri nomi sono la cosa più bella partorita dal nostro brutalissimo music biz dagli anni ’90 ad oggi, altro che tutte quelle cagate che 2 metal kids su 3 seguivano con devozione onanistica. Marziali, industriali, ironici, pesanti e pestoni, gli autori di “Mutter” hanno fatto realmente scuola, sia musicalmente che per presenza sul palco. Leggi il resto di questa voce

DEATHSTARS – “The Greatest Hits On Earth” (Nuclear Blast)

Quando penso all’industrial mi vengono in mente nomi tutti eccezionali come Die Krupps, Ministry, Rammstein e pochi altri. Quando invece qualcuno mi nomina i Deathstars mi viene in mente la versione povera e puerile di Manson con tanto di coretti stupidi e riff da incanta struzzi. Ancora oggi non riesco a capire il successo di questa band, una pietosa versione oltremodo commerciale ed infantile del industrial più sputtanato, con tanto di richiami a quelle movenze darkettone per cui le giovani quindicenni di ieri ed oggi hanno sempre dato di matto. Un tempo i greatest hits erano roba per pochi grandissimi che, per non lasciare il pubblico troppo a lungo senza niente, se ne uscivano con un bel best of, magari con l’aggiunta di qualche inedito vincente, vi basta pensare all’ultimo “Made In Germany” dei Rammstein tanto per rimanere in tema. Leggi il resto di questa voce

RAMMSTEIN – “Made In Germany” (Universal)

Non è un caso se uno dei miei pochi veri vanti nella mia carriera di scribacchino sia l’essere stato il primo ad avere dato addirittura la copertina di un magazine ai Rammstein, ovviamente in Italia. A suo tempo mi presi non poche critiche dai soliti idioti, ma la storia mi diede ragione. Non a caso oggi i Rammstein sono considerati un must anche e soprattutto dal popolo ‘metal’, sempre se l’espressione popolo sia accettabile. Con tutto questo non voglio dire che sono stato io ad importare la band in Italia, ma di sicuro ho dato un mio piccolo contributo. Perché i Rammstein sono diventati così importanti? Leggi il resto di questa voce

RAMMSTEIN: beccatevi il nuovo video!

Ricordo che quando conobbi i Rammstein era da poco uscito “Sehnsucht”, parliamo di metà degli anni ’90. Al tempo frequentavo con tutti gli amici le serate industrial del Black Out, quando questo stava vicino San Giovanni ed era l’unico punto di riferimento per chi ascoltava metal, gothic, punk, industrial e e tutta la roba più alternativa in circolazione. Ricordo bene che quando il dj metteva “Du Hast” si creava il panico in sala, non esagero, tutti ballavano quel brano e tutti amavano i Rammstein, robe che oggi ti sembrano follie. Leggi il resto di questa voce

SAMAEL – “Lux Mundi” (Nuclear Blast)

Consumata la parentesi purista di ritorno, forse un tantino paraculo a dire il vero, alle radici black metal, i Samael riprendono il loro cammino artistico con “Lux Mundi”, lavoro che tende a fondere non con malcelato mestiere, il passato avanguardistico con le sonorità più estreme che tanta malsana gioia hanno regalato agli estimatori della Nera Fiamma. Ecco quindi che questo platter non sembra aggiungere niente di memorabile allo scibile sonoro degli svizzeri, ma puntella quanto sciorinato negli anni grazie ad una prova sufficientemente credibile e trascinante. Leggi il resto di questa voce

SAMAEL – “Lux Mundi” (Nuclear Blast)

Perdonatemi se, prima di iniziare la recensione di “Lux Mundi”, mi permetto di rispondere pubblicamente ad un figlio di puttana, succhia cazzi e frocio che ha mal commentato la mia recensione di quella balena meglio conosciuta come Sarah Jezebel, mi riferisco a tale Alberto che ha definito la mia prosa una ‘zozzura’. Bene, cara la mia merdaccia, perché invece di nasconderti dietro un pc non me lo vieni a dire in faccia così ti faccio conoscere un paio di amici negri che lavorano nei campi e non vedono buchi da almeno due anni? Ok, dopo lo sfogo, passiamo ai Samael. Avete presenti dischi come “Passage” e “Eternal”, quelli che hanno anticipato di molto gli idolatrati Rammstein e compagnia industriale che tanto piacciono alle zoccolette gotiche? Ok, i Samael sono tornati a fare quella roba che a me piaceva tanto ed hanno deciso di smetterla con questa presa per il culo del ritorno al black metal, erano mediocri a suo tempo ed erano ridicoli oggi. Leggi il resto di questa voce