Annunci

Archivi Blog

Ci sono dischi che ti lasciano tramortito per giorni: NUT – “Babylon”

nutIl tempo è tiranno e bla bla bla, mea culpa, sono in un ritardo mostruoso nella recensione di questo disco e chiedo scusa a chi di dovere. Leggi il resto di questa voce

Annunci

Buon compleanno ANTiSEEN: 30 anni e non sentirli!!!

ANTiSEENAlzi la mano chi non conosce gli inventori del “destructo rock”… Ebbene, immagino sarete in tanti, ma credo che quando una band raggiunge il traguardo delle trenta primavere meriti almeno un applauso. Leggi il resto di questa voce

Cavallette pustolose e pioggia di merda secca nucleare, ovvero: una miniguida allo Spanish Grind! (Prima Parte)

Avevo circa 13 anni quando una sera a un programma radio ascoltai per la prima volta i Napalm Death. Il 1989 era agli sgoccioli e c’erano ancora Lee Dorrian e Bill Steer in formazione, per l’ultima volta. Era da poco uscito l’EP Mentally Murdered e io ne avevo letto una recensione pessima su HM. Non avevo la minima idea di cosa volesse dire il recensore, semplicemente non capivo cosa cazzo potevano suonare quei 4 inglesi da risultare così… così rumorosi e inascoltabili, così non-musicali. Potevo solo immaginarlo senza mai realmente avvicinarmi alla realtà. Leggi il resto di questa voce

#4 This Is True Metal: Speciale Epic Metal!

Chi ascolta heavy metal, in un periodo imprecisato della sua crescita, ha puntualmente il suo momento ‘epic’, quello in cui sogna di draghi sputa fuoco per le caldarroste, elfi da usare come segugi per i tartufi, maghi produttori di nuove sostanze stupefacenti e fate da sodomizzare nel nome di Odino. Leggi il resto di questa voce

Una bella padellata di metallo? Si, ma con una goccia di Napalm, grazie!

Aldo mi comunica che il mio primo “compito” è stato inviato via mail, apro la cartella con un certo timore e mi ritrovo tre cd da ascoltare e raccontarvi. Due gruppi li conosco, ma il terzo no. Andiamo a vedere chi sono: clicco sul link e mi si palesa in formato jpg la copertina … Cazzo che cover! Un vascello pirata in balia delle onde: “Wow, un po’ di sano pirate metal in perfetto stile Running Wild, e so’ pure tedeschi!”. Leggi il resto di questa voce

SLAYER: anche versione dubstep spaccano ‘i corn!

Gli Slayer non sono nuovi a remix e contaminazioni improbabili, forse non tutti lo ricorderanno ma gente come i Beastie Boys ha costruito i brani hip hop più belli di ogni tempo campionando Araya e compagni. Leggi il resto di questa voce

I miei Voivod, i vostri non li conosco…

Sempre alla ricerca di una nuova penna per lo staff, visto che qui la regola è che ognuno nel suo spazio può dire ciò che vuole, prima di partire con uno speciale che di speciale non avrà niente, se non qualche reminiscenza giovanile, mi permetto di prendere le distanze dai ringraziamenti del Capo al defezionario Ceccamea e compagna (praticamente una penna inutile) per il lavoro svolto con noi. Dopo il mio palese invito ad una gang band cumulativa con lui e la sua signora, includendo anche la mia su richiesta, non solo non ho ricevuto alcuna risposta positiva, così come negativa, ma sono venuto a scoprire che ‘sto zozzone ci ha anche scaricati perché ha ingravidato la consorte! Per questo, caro Francesco, vaffanculo! Leggi il resto di questa voce

Sangue italiano, temperamento caliente e gran chiavatore: chi cazz’é?

Dite la verità, a vederlo così, tipo Maria Sconsolata, con i suoi capelli in stile parrucca da mignotta messicana, quel viso da nerd divora ciambelle e l’espressione da segaiolo, fate veramente fatica a riconoscerlo, eh? Specialmente voi ragazze che, senza farne neanche troppo mistero, negli anni novanta sognavate di incontrarlo tutto sudaticcio dopo uno show di quelli indimenticabili per farvi cantare in privato “Dirty Black Summer”, sbaglio? No, non sbaglio, allora beccatevi la sorpresona: Leggi il resto di questa voce

MANOWAR VS MISFITS: è una scelta così difficile?

Dopo un breve periodo di latitanza dovuto ai miei problemini di salute oggi risolti (tranquilli, quello tutto ok), eccomi di nuovo tra voi con un rebus che mi ha tolto il sonno, quasi quanto l’ultimo incubo in cui Aldo mi attaccava due cavi dell’alta tensione sui capezzoli e mi prendeva a schicchere i testicoli ogni volta che sbagliavo la tabellina del 2, precisiamo che in matematica sono una zappa. Solo soletto in salone, di fronte al pc e con l’immancabile boccale di birra sempre pieno, sono rimasto un quarto d’ora abbondante dubbioso se premere play su “The Lord Of Steel” dei Manowar o “The Devil’s Rain” dei Misfits, all’apparenza due ascolti diversissimi, ma ne siamo così sicuri? Leggi il resto di questa voce

Le care vecchie mazzate di una volta: FRANGAR – “Bulloni GRANATE Bastoni” (ATFM)

Un insieme di sensazioni e ricordi che conservo dentro di me… Ecco cos’é la musica nella mia vita; è vero, sono un inguaribile romantico che conserva nel cuore ogni vibrazione mentale legata ad un cd o ad una canzone. Cosa centra questa prefazione? Semplice, ascoltando i Frangar (come i bolognesi Malnatt) dall’esordio discografico “Totalitarian War” del 2007, ho avuto un deja vu, ho provato la stessa sensazione che provai quando, tra metal estremo, hard rock da classifica e impazzimento grunge, si fece silenziosamente avanti un gruppo coi coglioni fumanti che suonava thrash metal cantando in italiano, gli Insidia. Dove voglio arrivare? La prolissa glottologia della lingua italiana nella grammatica, nonché nella sovente complessità della parola stessa inserita in un contesto musicale veloce come il metal più o meno estremo, lascia sempre li per li sbigottiti al primo ascolto, è inutile negarlo. Leggi il resto di questa voce

Tanti auguri Johnny Rotten!

Quando di solito si pensa alla celebrazione di un’artista, o è l’anniversario della morte, o è morto da poche ore, questo è un mal costume che dovremmo mettere da parte. A tal proposito conosciamo almeno un paio di becchini che appena aprono bocca lanciano delle autentiche maledizioni. Leggi il resto di questa voce

MADAME X – “Dive Cattive” (Ponderosa)

Quando ricevi il caro vecchio promo cd nel cartoncino con la sua biografia di accompagnamento su carta, permettetemi di dire che è sempre una bella cosa, oserei dire quasi un tuffo in un passato nostalgico oggi scomparso. A modo loro nostalgici sono stati anche i Madame X che con “Dive Cattive” hanno voluto dare il loro tributo ad un certo cinema italiano di culto degli anni ’60/’70 ispirandosi liberamente a piccoli capolavori come “Danza Macabra” di Margheriti e “La Dama Rossa” di Miraglia. Extra tributo è un brano dedicato a “Santa Sangre” di Jodorowsky, “La Donna Tarantola”, brano che nel contesto thriller/horror del disco ha un suo perché. Musicalmente possiamo dire di trovarci di fronte ad un’opera punk, per quanto il termine ‘opera’ in effetti cozzi con l’attitudine cafona tipica del punk rock, ma non vedo definizioni diverse per un album come questo, curatissimo ed ambizioso, in cui nulla è lasciato al caso, dagli arrangiamenti ai suoni. Leggi il resto di questa voce

MISFITS – “Devil’S Rain” (Misfits Records)

Dite quello che volete, ma quel logo bello sanguinolento conserva ancora tutto il suo fascino. Poco importa che della partita originale sia rimasto solo quello stonato di Jerry Only, poco importa se Danzig continua a dire che quelli venuti fuori dal 1995 non sono i Misfits, poco importa che tutta la loro fama si basa su 4 demo mal registrati, due singoli in croce ed un disco che ha fatto storia, “Walk Among Us”, per quanto ne so gli autori di “Devil’S Rain” si chiamano Misfits e tanto basta. Poi, se proprio dobbiamo dirla tutta, Glenn è stato il primo cantante, ma non è che lui fosse la vera mente della band, in realtà il vero horro maker del combo era proprio lui, il tanto deriso Only, quello che quando nei primi anni novanta è andato da Danzig per chiedergli di fare una reunion è stato accolto da un non proprio pacifico dobermann. Leggi il resto di questa voce

#3 Roba varia per gusti ricercati!

Quella che doveva essere una rubrica estemporanea, lentamente e senza troppe pressioni, si è trasformata in un appuntamento senza scadenza, un po’ come quando uno la sera decide di andare a mignotte e sa che vuole scopà, mica sa con chi andrà a scopà. Questa volta la vostra rubrica ambigua preferita è tutta all’insegna del punk, roba da crestoni debosciati in cerca di fumo e birra come siamo noi nello spirito! Leggi il resto di questa voce

NEGAZIONE: morto Fabrizio Fiegl

20110719-203551.jpg

Purtroppo ci ha lasciati precocemente Fabrizio Fiegl, batterista dei Negazione, la leggenda del punk/hard core italiano.
In un comunicato di poche ore fa Zazzo si è detto senza parole. Noi di Brutal Crush vogliamo ricordare Fabrizio con un verso dei Negazione che per noi è storia Leggi il resto di questa voce

SISTER: Stand up for your rights and fuck!

Intervista raccolta da Tarja Virmakari

Vogliamo parlare di rock’n’roll? Parliamone, ma facciamolo con cognizione di causa e non alla meno peggio. Troppi musicisti, specialmente qui in Italia, pensano che per fare del sano sleaze glam, magari con un pelino di punk in mezzo, basti cotonarsi i capelli, indossare una toppa dei Misfits e mettersi un filo di make up: stupidaggini. Prima di tutti questi accorgimenti estetici ci vuole la cosa più importante, una grande musica fatta di grandi riff e piena di energia! I Sister, la new sensation della Metal blade, sono questo, una band che ha inciso un disco che spacca di brutto ed ha un grande look. Il loro “Hated” ha colpito nel segno ed ha lanciato questi ragazzi dritti nel jet set dei grandi. Leggi il resto di questa voce

SFREGIO: eccovi un nome che non dimenticherete facilmente!

Oggi qui a Roma è festa, per l’esattezza è il natale di Roma. Ne dedurrete con me che nella città eterna stiamo intensificando il fancazzismo quotidiano tipico della nostra natura burocratica, chi sotto il sole, chi all’ombra di qualche alberello, chi rinchiuso in casa con il condizionatore al massimo ed una cassetta di birra ghiacciata sotto mano, magari con un occhio su facebook per trovare qualche anima pia pronta a venire stasera a San Lorenzo per vedere il Califfo. Leggi il resto di questa voce

COLISEUM – “House With A Curse” (Temporary Residence)

Non sono mai stato un fanatico dei Coliseum, a mio avviso troppo legati ad una certa scuola hardcore, così come non ho mai compreso il perché gente come i Baroness non manchi mai di tesserne le lodi, ma tant’é. “House With A Curse”, pur non avendomi fatto saltare dalla sedia, ha comunque migliorato il mio giudizio nei confronti del trio. Fondamentalmente la band continua nella sua miscela di suoni metal, strutture hardcore ed impatto punk, ma in questa sede tutto sembra più curato, più pensato e bene espresso. Complici della cosa, una produzione che spacca senza mezzi termini ed un songwriting maturo ed incisivo. Gli amanti della band non rimarranno delusi, così come gli scettici potranno ricredersi. Aggiungo, più per vezzo che per necessità, che non sono mai stato un amante di certi mix sonori, specialmente quando la matrice punk è così accentuata. Di sicuro gente come i Cro-Mags ed i Warzone sono ancora delle vette irraggiunte. (Aldo Luigi Mancusi)

DARKTHRONE – “Circle The Wagons” (Peaceville)

Dirò una cosa banale, ma se i Darkthrone del periodo black metal incisero dei capolavori che tutti gli amanti del genere non potevano fare altro che adorare come ad esempio “A Blaze…”, sugli ultimi album di Nocturno Culto e Fenriz non c’é da essere così ovvi, o li ami o li detesti. “Circle The Wagons” segue la scia del precedente “Dark Thrones And Black Flags”, ma mette da parte quasi tutto un certo groove dal sapore punk ’80 per concedersi ad un assalto ancora più vicino alla primissima N.W.O.B.H.M., ovviamente con tutta la tipica cafonaggine della band. I rimandi sono molteplici, dai sempre citati  Motorhead, ad alcune finezze degli Iron Maiden, passando per un certo thrash metal tedesco marchiato Sodom e/o Destruction. Ai più puristi fra gli amanti del duo dico che possono stare tranquilli, “Circle The Wagons” è prodotto da schifo ed è marcio dall’inizio alla fine. Da notare a tal proposito che, anche ne momenti in cui Nocturno Culto si cimenta in improbabili clean vocals, il sound dei nostri ‘old fashioned boys’ rimane del tutto invariato. Loro fanno quel che cazzo gli pare e lo fanno come cazzo gli pare, amati o odiati, loro restano sé stessi, il che oggi è un pregio raro. (Aldo Luigi Mancusi)