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SLAYER, ANTHRAX, TESTAMENT & PANTERA: guarda i primi video live del Metal Masters 5!

phil-chuckPensavate fosse possibile vedere in una sola serata Kerry King (SLAYER), Charlie Benante (ANTHRAX), Frank Bello (ANTHRAX) Leggi il resto di questa voce

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1994 – 2014: i capolavori che compiono 20 anni!

1994 2014 i capolavori che compiono 20 anniPer molti il 1994 è un tempo lontano, forse sbiadito, ma chi ha vissuto quegli anni ricorda bene che disconi uscirono nel ’94, alcuni ottimi, altri da enciclopedia del metal! Leggi il resto di questa voce

PHIL H. ANSELMO & THE ILLEGALS: beccatevi il nuovo video!

#4 A me me piace: PHILIP H. ANSELMO & THE ILLEGALS – “Walk Through Exits Only” (Housecore Records)

PhilAnselmoNon mi credo Dio e nemmeno un suo seguace, non credo di essere il miglior recensore del mondo e manco lo sarò mai, per carità, ma una cosa lasciatemela dire: i dischi li ascolto. Leggi il resto di questa voce

#4 Con i ‘SE’ non si fa la storia: …e se Dimebag Darrell fosse ancora vivo?

Dimebag DarrellQuanti di noi se lo sono chiesti almeno una volta da quando è venuto a mancare: se Dimebag fosse ancora vivo? Sinceramente penso che non sarebbe cambiato niente. Leggi il resto di questa voce

I 10 brani metal FONDAMENTALI per fare del gran sesso!

Funeral-Party-Immagini-dal-film-6_midOgnuno di noi ha sempre avuto una sua colonna sonora ideale per fare sesso con la partner del momento, sia essa la fidanzata storica, la moglie o la bella rimorchiata in qualche club fumoso. Leggi il resto di questa voce

It’s Only Rock And Roll but che palle! Valient Thorr – Our Own Masters (Volcom Entertainment, 2013)

“Questo disco probabilmente è la cosa migliore che abbiamo mai fatto. A volte si dice sperandolo e poi non è così. Questa volta penso che quelli che hanno seguito la nostra carriera siano in grado di vedere la crescita”. Valient Himself

Ehm… sssssì. Non solo la copertina inguardabile (ma l’avete vista bene?) è degna di entrare nella mitica Gallery di Max Novelli e il suo Rude Awakening Metal, proprio tutto l’ultimo Valient Thorr è deludente. Intendiamoci, a momenti diverte, è gasante (e non nel senso che intendeva Hitler) e potrebbe fare da colonna sonora ideale se decideste di rapinare vecchiette all’uscita della posta mettendovi in cuffia una musica che consolidi la vostra convinzione di non stare più dalla parte di Bat-Man; io però mi aspetterei di meglio da questi tizi. Sì, lo so che i Foo Fighters sono il gruppo più derivativo della storia del rock ma è a loro che penso quando i Thorriors attaccano con No Strings Attacched, i Frou Faigher e ho detto tutto… Leggi il resto di questa voce

Perché a noi piace la più becera violenza: HATEBREED – “The Divinity Of Purpose” (Nuclear Blast)

Hatebreed-The-Divinity-of-PurposeAldo ha fondamentalmente abbandonato la baracca, sono triste e non ve lo nascondo. E’ anche vero che, essendo stato uno dei suoi principali interlocutori, posso dirmi sereno perché capisco che Brutal Crush cresce ogni giorno di più e stare dietro a tutto è cosa pesante per uno che ha perso gran parte del suo entusiasmo. Leggi il resto di questa voce

I 10 riff piú belli della storia dell’heavy metal!

tenacious d the pick of destinyDopo i 10 assoli più belli non potevo esimermi da una classifica sul centro focale di tutta la storia del rock: il riff. So bene che avrei dovuto limitarmi a scrivere Tony Iommi, ma esiste anche un discreto numero di lettori eretici che, pur vivendo nell’adorazione dei Black Sabbath, ancora non riconosce l’assoluta superiorità di Anthony, per questo ho deciso di buttare giù una lista laica usando come unico mezzo sempre e solo la memoria, questo perché certe bellezze per essere tali devono vivere incastonate nei ricordi, perciò niente aiutini da iTunes o dagli amici, solo un buon cognac, le mie Marlboro ed il silenzio… Leggi il resto di questa voce

I miei Voivod, i vostri non li conosco…

Sempre alla ricerca di una nuova penna per lo staff, visto che qui la regola è che ognuno nel suo spazio può dire ciò che vuole, prima di partire con uno speciale che di speciale non avrà niente, se non qualche reminiscenza giovanile, mi permetto di prendere le distanze dai ringraziamenti del Capo al defezionario Ceccamea e compagna (praticamente una penna inutile) per il lavoro svolto con noi. Dopo il mio palese invito ad una gang band cumulativa con lui e la sua signora, includendo anche la mia su richiesta, non solo non ho ricevuto alcuna risposta positiva, così come negativa, ma sono venuto a scoprire che ‘sto zozzone ci ha anche scaricati perché ha ingravidato la consorte! Per questo, caro Francesco, vaffanculo! Leggi il resto di questa voce

PANTERA: reunion possibile? Speriamo che Vince si convinca

A noi di Brutal Crush non piacciono i miti intoccabili, tantomeno apprezziamo i dogmi precostituiti dall’ignoranza comune. Siamo sinceri, i Pantera dell’ultimo periodo erano arrivati alla frutta, lasciando stare i drammi personali di Anselmo e le incompatibilità con Dimebag ed il fratello, il problema era anche livello musicale. Dimenticando l’insipido “Reinventing The Steel“, se Phil con i Down ha fatto vedere di avere ancora qualcosa da dire, i due fratelli Abbott, sia insieme con i Damageplan, sia solo Vince con gli Hellyeah hanno dimostrato di avere esaurito ogni idea. Leggi il resto di questa voce

Dopo i Pantera, solo lacrime e nostalgia: HELLYEAH – “Band Of Brothers” (Epic)

Al ricordo di Dimebag siamo tutti legati. A parte la triste fine che ha fatto, ciò che lo ha reso per noi tutti immortale fu il suo stile, un modo di suonare unico, pesante abbestia ma anche pieno di quel gusto che solo i più grandi sanno mettere su pentagramma. Tanta magnificenza fu scritta nero su bianco in due dischi che cambiarono inevitabilmente la storia del nostro genere, “Cowboys From Hell” e “Vulgar Display Of Power”, i due album con cui i Pantera si guadagnarono l’immortalità. E’ brutto sottolinearlo, ma va fatto: i Pantera degli album successivi, privi di idee, iniziarono ad estremizzarsi sempre più, prima con il discreto “Far Beyond Driven” e poi con il non esaltante “The Great…”, fino ad un ritorno ai tempi andati, una specie di mea culpa, con “Reinventing…”, dischettino senza un’anima e di mestiere da dimenticare. Non a caso ricordo ancora una recensione di Rumore firmata dal mai troppo avanti Claudio Sorge che li definì ‘l’ombra di sé stessi’. Perché i Pantera questo erano, una band che dopo anni di gavetta passati a fare il verso alla scena glam, per culo o classe non si sa, riuscì ad inventarsi un nuovo modo di fare metal, ma non andò oltre l’invenzione rimanendo arroccata su sé stessa fino all’inevitabile scioglimento. Leggi il resto di questa voce

16 – “Deep Cuts From Dark Clouds” (Relapse)

Recentemente si è affacciata sulla scena mondiale questa band californiana guadagnandosi quasi immediatamente una solida reputazione e un buon numero di fan al seguito, un nome di cui ho sentito parlare un gran bene. Oggi mi trovo ad avvicinarmi con una certa curiosità a questo lavoro propostomi in esame. Devo dire che i ragazzi ci sanno davvero fare, ritengo che i loro maestri Pantera, quelli dei vecchi fasti, fossero un tantinello più su, ma il sound proposto dai 16 non lesina tutte le componenti che una buona metal band dovrebbe avere: impatto privo di sterili estremismi, melodia mai melensa, tecnica senza barocchismi. Leggi il resto di questa voce

PANTERA: “Vulga Display Of Power” compie 20 anni, beccatevi tutta l’esibizione al Monsters Of Rock di Reggio Emilia del 1992!

Cazzo, 20 anni… Sembra ieri che usciva uno dei dischi più rivoluzionari della storia dell’heavy metal, quando un certo Dimebag Darrel, in compagnia di altri tre brutti ceffi, tra cui un certo Phil Anselmo, riscriveva le regole del power thrash con bordate di una brutalità fino ad allora mai concepita del calibro di “Mouth Of War”, “Walk”, “Fucking Hostile” e la iperballad “This Love”, tutti lucidissimi esempi di intelligente violenza urbana. Leggi il resto di questa voce

DREAM THEATER – “A Dramatic Turn Of Events” (Roadrunner)

Fondamentalmente qui a Brutal Crush non ce ne frega poi molto dei Dream Theater, vera passione del nostro guru Fabio Loffredo, ma visto che i suoi impegni ‘commerciali’ con il suo nuovo music store, Tarkus Records, l’hanno momentaneamente messo in stand by, a chi tocca secondo voi la recensione del nuovo “A Dramatic Turn Of Events”? Ok, non commentiamo, dico solo che qui basta dire che ti piacciono gli ELP e si credono che sei cresciuto ascoltando il Banco Del Mutuo Soccorso ed i King Crimson, tutte band che seguo con rispetto, ma non con chissà quale passione. E’ vero, anche io ho la mia copia di “Images And Words”, però sfido chiunque a trovarmi almeno 10 metallari nella propria zona che a suo tempo non comprarono uno dei dischi più importanti degli anni novanta insieme al black album dei Metallica, “Season In The Abyss” degli Slayer, “Vulgar Display Of Power” dei Pantera, “How The Gods Kill” dei Danzig e “Bloody Kisses” dei Type O’Negative. Leggi il resto di questa voce

CHRIST INVERSION – “Christ Inversion” (Hammerheart)

Che Phil Anselmo fosse da tempo uscito di cervello, è ormai cosa arcinota, ma con questo delirante progetto pseudo death metal stavolta s’é davvero superato! In questa release ci sono tutti gli elementi che il mio amato genere di sempre ha cercato di occultare come quel parente “pecora nera” che quasi tutti noi abbiamo in famiglia: nome satanista da operetta, artwork che nemmeno il peggior grafico da demo anni ’90 avrebbe partorito (pardon: scarabocchiato), titoli che non se li sarebbe sognati neppure un Glenn Benton in preda ad una sbornia da delirium tremens, ed una sorta di death/grind talmente sguaiato che era dai peggiori tempi dei Master e dei Sarcofago che non mi facevo tante risate. Leggi il resto di questa voce

MACHINE HEAD – “Unto The Locust” (Roadrunner)

I Machine Head: quanto di più inutile la storia del rock abbia partorito dai tempi degli Spinal Tap, quando questi almeno facevano ridere. Grazie ad un disco che sicuramente ha segnato un momento importante per la nostra storia, quel “Burn My Eyes” che ci fece dire a tutti nessuno escluso ‘ma che davvero questo disco l’ha scritto quello sfigato che suonava nei Vio-Lence, coso, come si chiamava? Ah si, Robb Flynn!’, un emerito sconosciuto che suonava in una delle più mediocri band thrash metal di ogni tempo è diventato un mito. Come ha fatto? Semplicemente ha saputo cogliere il momento giusto facendo il verso ai Pantera in modo furbesco. Leggi il resto di questa voce

MALEFICE – “Awaken The Tides” (Metal Blade)

Il thrash, cazzo, il thrash metal con i coglioni ottagonali che fa tu-pa-tu-pa-tu-pa-tu-pa, quello che non riesci a non sentire almeno 4/5 volte durante l’anno. Badate, non parlo del thrash più blasonato e ben fatto di gran signori come Slayer, Testament (dipende dal disco), Exodus (come per i Testament) o Overkill (quasi tutti splendidi), io parlo di quel thrash metal sporco e bisunto, fracassone, prevedibile e vecchio che facevano gente come i Whiplash, i Mortal Sin, i Forbidden o i Deathrow! Il vero thrash, inteso come il motore underground che mandava avanti il movimento, era fatto da queste adorabili merdacce di cui conservo gelosamente tutti i vinili. Pensate solo che signore case discografiche come Roadrunner, Megaforce, Music For Nation e la Metal Blade ci hanno fatto i soldi veri con il thrash metal, altro che cotiche. Leggi il resto di questa voce