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La chiamano old school: PHANTOM ovvero il fantasma venuto dalla Francia – “Triumph Of Death”

ptodIl nome non è il massimo dell’originalità e la loro proposta è un thrash metal old school. Leggi il resto di questa voce

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Volete farvi venire un crampo al collo a colpi di thrash metal? TOXIC HOLOCAUST – “Chemistry Of Consciuness” (Relapse)

Toxic-Holocaust-Chemistry-of-Consciousness-2013I Toxic Holocaust (un po’ come tutte le band del cosiddetto “revival thrash” degli ultimi anni) o li si ama o li si odia. Personalmente vi dico la verità, mi piacciono molto più di quelle commercialate a nome Gama Bomb, Bonded By Blood e Evile che scopiazzano in malo modo. Leggi il resto di questa voce

Altro che il nuovo album dei Carcass, ascoltate gli ECOCIDE!

EcocideAnticipandovi che nei prossimi giorni pubblicheremo il nostro giudizio definitivo sul nuovo album dei Carcass, giudizio che vi anticipo non essere così positivo, da vecchio deathster mangia budella, amante di quel suono tombale e putrido dei primi anni ’90, vi caldeggio fin da adesso il debutto degli Ecocide, “Eye Of Wicked Sight”, forse il più bel disco death metal che ho sentito negli ultimi 3 – 4 anni, non esagero. Leggi il resto di questa voce

Old school is back: INCANTATION – “Vanquish In Vengeance” (Listenable)

IncantationCon un ritardo mostruoso vi presentiamo la recensione dell’ultimo Incantation, di questo mi prendo tutta la colpa senza attenuanti, però dovete capire che ho avuto tanti di quei cazzi che il tempo di recensire Vanquish in Vengeance era davvero troppo poco, almeno per quelle che erano le mie intenzioni, il ritorno di questi maestri andava trattato bene, con i guanti unti di merda come si confà al più putrido death metal d’annata. Leggi il resto di questa voce

Brutal is an attitude, death is a lifestyle: The Wakedead Gathering, Narmattaru, Inner Sanctvm & Ævangelist

splatters_gli_schizzacervelli_timothy_balme_peter_jackson_009_jpg_rbhhGrezzo, a me il death metal piace grezzo. Ovviamente non dirò mai la solita frase fatta, che solo i gruppi vecchi meritano e quelli recenti fanno tutti schifo altrimenti dovrei prendere armi e bagagli, smettere di recensire e rinchiudermi in una caverna su Marte ascoltando all’infinito i Death. Rimanendo qui, dietro le file di Brutal Crush, ho modo di poter ricevere ‘nomi’ che neanche lontanamente avrei mai immaginato di scoprire arricchendo la mia ‘encyclopaedia metallica’. Leggi il resto di questa voce

Brutal killers from Poland: MASACHIST, DEPOPULATE, INFIDEL & more…

C’é una Polonia che molti non conoscono, una Polonia underground a dir poco estrema e composta da un numero impressionante di band brutali. Allora eccoci a parlare di una manciata di produzioni che sazieranno i più putrescenti palati tra quelli di voi lettori, per questo ringraziamo i tipi della Godz Ov War che ci hanno voluto deliziare con le loro malsane oscenità sonore. Leggi il resto di questa voce

#3 This is True Metal: i dischi più cult che il metallo ci ha regalato negli anni ’80!

L’incredibile successo di questo spazietto retrò ci ha portati alla terza pubblicazione, ci credete che non me lo aspettavo minimamente? Si, ok, ero ben conscio della vostra adorazione nei miei confronti, ma tanto clamore per 4 vecchie fetecchie è stato sorprendente, anche se dimostra come nel nostro mondo la curiosità di riscoprire e riscoprirsi è sempre viva. Rispondendo ad alcune mail, vi confermo che non seguo una logica nella scelta dei dischi, vado random. Più semplicemente mi limito a spulciare tra i miei vinili cercando le cose che spero vi riescano ad interessare, o almeno a suscitare una sufficiente curiosità. Leggi il resto di questa voce

Scarica gratis “Toxic Waste”, il brutalissimo split di Toxic Holocaust e Municipal Waste!

Ci sono cose che nella vita ti danno veramente soddisfazioni, ancora di più quando si tratta di scaricare gratuitamente e legalmente uno split di quelli che spaccano come questo firmato da due delle più marce thrash metal band del momento, Toxic Holocaust e Municipal Waste. Se poi a tutto questo sommate una bellissima cover in stile “Leprosy” dei Death, allora il gioco è fatto! Cosa? State ancora leggendo? Leggi il resto di questa voce

Ma ‘ndo vai se il metallo non ce l’hai: RUNNING WILD – “Shadowmaker” (Spv)

I veterani del genere non possono non conoscere una delle più longeve band del panorama metal europeo, ossia i teutonici Running Wild che, assieme a mostri sacri come Accept e Scorpions, rappresentarono una valida risposta alla storica scena Inglese, scena che comunque vanterà sempre il pregio di essere stata la fondatrice del movimento. La band in questione era nota soprattutto per l’attitudine scenica di rifarsi ai vecchi film sui pirati, peculiarità che ne caratterizzava il look, configurandosi come un caso pressoché unico nella storia del rock, uno stile che ne ha fatto un nome di culto presso molti kids di allora. Pur non riuscendo a raggiungere numeri eccelsi in fatto di vendite generali, il gruppo ha sempre goduto di una solida reputazione che ha mantenuto scevra da tentazioni commerciali o derive pseudo-evoluzionistiche all’insegna della fedeltà assoluta al proprio stile. Leggi il resto di questa voce

L’angolo del Buccolini: dischi estremi per estremi palati!

Parte la nuova rubrica per i più brutali tra voi lettori. Sia chiaro, non sempre tratteremo dischi indimenticabili in senso positivo, spesso e volentieri capiterà la solita valanga di merda, o concime per gli stronzi se preferite, ma state pur certi che in questo spazio tutto sarà strafottutamente brutale! Partiamo con l’esordio dei Rhope, “Turning Maybes Into Reality”: band piuttosto interessante per il suo stile crossover creato incrociando sonorità heavy con approcci melodici più vicini al “new sound” che all’attitudine tradizionale con la quale sono solito avere a che fare. Onestamennte non ritengo che questo lavoro possa accendere entusiasmi tra coloro che solitamente sguazzano nei putridosi sottogeneri del metal estremo cui solitamente mi rivolgo, io stesso non saprei come sbilanciarmi, certo la band è tutt’altro che “moscia” ma il sound proposto lo vedo più per un pubblico orientato verso band come Slipknot e System Of A Down piuttosto che per una masnada di rosicchiacrani come noi! Leggi il resto di questa voce

#5 Roba varia per gusti ricercati

Molte volte ci troviamo ad accumulare materiale arretrato, la colpa non è di nessuno in particolare. Così, come spesso accade in questi casi, ci dilettiamo con il presentarvi le nostre recensioni multiple. Ecco a voi un pó di roba varia per gusti estremamente ricercati, a cura del nostro buon Roby Buccolini, buon lettura!
COLDWORKER – “The Doomsayer’s Call” (ListenableRec.)
Tornano dopo 4 anni di silenzio gli scandinavi Coldworker con il loro secondo full-lenght (il primo era etichettato Relapse) per riproporci il loro sound ruvidamente groovy che si rifà smaccatamente alle vecchie sonorità del death metal dei bei tempi che furono. Certamente la band ci conferma di conoscere alla perfezione tutti i canoni del caro vecchio death/grind che allora imperversava nell’underground, come pure lo scrupolo nella loro applicazione sarebbe da dire encomiabile. Il problema da parte mia sta solo nel fatto che, pur trovandomi innanzi ad un prodotto ben fatto nel suo complesso, la band non ha saputo accedere in me quel non so che in grado di farli emergere dalla massa di release anonime che si accalcano da anni annaspando nello stagno della mediocrità in cui il metal estremo è ormai soffocato. Leggi il resto di questa voce

MALEFICE – “Awaken The Tides” (Metal Blade)

Il thrash, cazzo, il thrash metal con i coglioni ottagonali che fa tu-pa-tu-pa-tu-pa-tu-pa, quello che non riesci a non sentire almeno 4/5 volte durante l’anno. Badate, non parlo del thrash più blasonato e ben fatto di gran signori come Slayer, Testament (dipende dal disco), Exodus (come per i Testament) o Overkill (quasi tutti splendidi), io parlo di quel thrash metal sporco e bisunto, fracassone, prevedibile e vecchio che facevano gente come i Whiplash, i Mortal Sin, i Forbidden o i Deathrow! Il vero thrash, inteso come il motore underground che mandava avanti il movimento, era fatto da queste adorabili merdacce di cui conservo gelosamente tutti i vinili. Pensate solo che signore case discografiche come Roadrunner, Megaforce, Music For Nation e la Metal Blade ci hanno fatto i soldi veri con il thrash metal, altro che cotiche. Leggi il resto di questa voce

TORMENTED – “Rotten Death” (Listenable)

Vabbè, Aldo sostiene che gli svedesi non capiscano un cazzo, ma io non son mica d’accordo. Solo gli svedesi possono dare un nome così banale ad un gruppo (Tormented), intitolare il debut album dello stesso con un ancor più banale “Rotten Death” e suonare una ancora più banale (se possibile) musica, l’old school death/black metal (genere con una sua dignità ma, dopo 20 anni, non esattamente originale e vario), risultando ugualmente convincenti. Perchè, è inutile negarlo, il metallo gli scandinavi lo fanno meglio. Poi assegneranno pure i Nobel a cazzo, come sostiene Aldo (volevo rammentare anche il Nobel per la pace a quel filantropo di Kissinger!), ma hanno una rilassatezza di fondo nella loro vita (si vabbè, il tasso di suicidi è alto, ma non più alto di altre parti del mondo), grazie al livello di civiltà garantito dalle loro istituzioni sociali e politiche, che fa sì che gli svedesi possano occuparsi non solo di studio e lavoro a tempo pieno, ma anche di avere la mente sgombra per riuscire in ogni ambito della vita, non ultimo l’arte. Leggi il resto di questa voce

DER WEG EINER FREIHEIT – Black Metal Warriors!

Questa nuova esperienza virtuale ci dà molte possibilità in più rispetto alla carta stampata, lo potete toccare con mouse tutti voi. Ma ciò che personalmente mi appaga più di ogni altra cosa è il potere intervistare e mettere in evidenza chi ci pare. E’ il caso dei Der Weg Einer Freiheit, una black metal band old school devota alla migliore scuola di fine anni ottanta primi anni novanta, ma in grado di aggiungere al suo groove quelle tinte depressive che tanto piacciono ai devoti del verbo oscuro. La band, come leggerete voi stessi, non è composta da novellini in crisi di fanatismo satanico e dimostra passione ed umiltà, doti molto rare al mondo di oggi. (Aldo Luigi Mancusi)

ALLORA RAGAZZI, PARTIAMO CON ORDINE E PRESENTIAMO LA BAND AI LETTORI.

“Salve e innanzitutto grazie per il tempo che ci dedicate! I Der Weg Einer Freiheit sono nati ufficialmente nel Febbraio del 2009. Precedentemente tutti avevamo militato in altre bands ma sentivamo il bisogno di dare vita a qualcosa di realmente nero. Fondamentalmente non abbiamo un messaggio particolare da trasmettere con la nostra musica, noi suoniamo solo ed unicamente il più classico metallo in nero iniettandolo dei nostri dolori e della nostra passione”. (Leggi tutto)

ABRAXAS – The Old School Conspiracy

Se qualcuno oggi vuole parlare di metal estremo, volente o nolente, deve per forza di cose fare riferimento alla Relapse. Quella che un tempo era una piccola e tenace etichetta americana, oggi è un colosso del metal mondiale, vi basti sapere che tra i vari ha portato alla ribalta nomi come The Dillinger Escape Plan, Mastodon e Mortician! Ciò che però fa veramente grande questa casa discografica è il non essere mai scesa a compromessi ‘commerciali’. Ancora oggi, considerando i potenziali finanziari di cui questi ragazzi godono, alla Relapse non smettono di sfornare uscite coerenti con la propria storia, dalle robe più sperimentali a quelle più gore e classicamente putride come i nostri Abraxas, da poco usciti con un ultraviolento ep, un eccellente antipasto prima del massacro! La parola a Mike, la brutale voce di “Wretched Existence”. (Aldo Luigi Mancusi)

Allora Mike, stando ai fatti siete una band giovane, ma la vostra storia trova le radici in alcuni nomi di culto della scena death metal mondiale come Monstrosity, Vile, Pyrexia ed Hate Eternal

“Bene, tutto è nato quando Makoto ha lasciato gli Hate Eternal. Lui ha voluto tirare su la band e mi ha chiesto se volevo cantare, parliamo del maggio del 2009. Mi ha fatto sentire qualche canzone ed io sono rimasto colpito sin da subito. E’ stato così che abbiamo registrato il nostro primo ep appena io ho finito il tour con i Monstrosity. Ora abbiamo terminato le registrazioni per il nostro full lenght e stiamo aspettando che esca!”.

“Wretched Existence”, è un concentrato di puro ed incontaminato death metal, pesante e brutale. Vuoi descrivere con parole tue ai lettori il vostro suono?

“Bene, noi siamo tutti amanti della vecchia scuola death metal e del classico thrash metal dei tempi d’oro, è naturale che “Wretched Existence” abbia uno stile ‘datato’, ma è quello che volevamo sin dall’inizio. Quando sentirai le nuove canzoni vedrai che sono un po’ diverse e di death metal c’é solo la mia voce, i riff sono del più puro thrash metal e richiamano i vecchi Sepultura o Devastation”. (Leggi tutto)