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#8 Black Metal Underground: this is Armageddon!

black-metalLasciamo per un po’ da parte le foreste e le montagne innevate, le repentine tormente invernali e i grezzi vichinghi brandenti asce e spadoni, per proiettarci verso lo spazio sconosciuto, là dove in pochi hanno avuto il coraggio di arrivare (a parte il capitano Kirk e un manipolo di uomini dalle curiose divise colorate). Entriamo quindi nell’universo Darkspace che, da Berna, ci illustrano come sempre a modo loro l’inesplorato siderale. Leggi il resto di questa voce

Speciale Code666 out now: Negura Bunget, The Axis of Perdition e Johan Wolfgang Pozoj

Quando il boss Mancusi mi ha spedito le nuove uscite dell’italiana Code666, attualmente sub-label dell’Aural Music, avevo il sorriso stampato sul volto perchè questa etichetta in passato mi ha spesso dato soddisfazioni. A dir la verità, avevo un po’ trascurato le sue ultime produzioni e quindi mi approcciavo a questa recensione con l’entusiasmo di un universitario che reincontra la fidanzata dei tempi del liceo ad una festa di amici e finisce per limonarci, con tutto il carico di ricordi e incertezza che ciò comporta. Tuttavia spesso questo genere di pomiciate è una mezza delusione, vuoi perchè entrambi non siete più straight edge e ‘a fiatella de alcool è particolarmente fastidiosa, vuoi perchè lei ha un altro e nel momento clou, quando stai per svestirla, lei ti interrompe ricordandoti che tutto ciò è terribilmente sbagliato.

Non fa eccezione la pomiciata con la Code666 records: partiamo con i big del lotto in questione, i Negura Bunget dalla Romania con il nuovo Ep “Poartă de Dincolo”, a quanto pare l’act conclusivo del rapporto tra la band rumena e la Code666. Le caratteristiche che hanno reso nota e apprezzata questa band tra gli addetti al settore sono presenti anche in questo lavoro: capacità di unire estremismo sonoro alla tradizione della loro terra, momenti riflessivi, melodie sinistre, testi in rumeno che vertono intorno al concept  “Spaco Botilia, Amazo Familia”, già espresso dal loro connazionale Christian Chivu nell’ambito di Inter-Bari

Ovviamente, per gli amici rumeni che ci seguono, preciso che sto scherzando, mentre sono serio quando affermo che i Negura Bunget sono ormai una garanzia e anche questa prova, consistente in solo 4 tracce, è superata a pieni voti, e gli amanti del genere devono farla propria. E poi i gruppi black metal provenienti dalle periferie europee fanno sempre simpatia, soprattutto se hanno un batterista che si chiama Negru.

Proseguiamo questo speciale sulla Code666 con i britannici The Axis of Perdition, alla sesta uscita, contando anche il demo e l’Ep, con il nuovo “Tenements (of the anointed flesh)”. In teoria, sarebbero autori di un Industrial psycho metal o di un Occult Black Metal sperimentale: a dir la verità non sento nulla di tutto questo e poi non amo molto le definizioni originali a tutti i costi, per cui mi limito a dire, per inquadrarli, che mi ricordano le frustrazioni urbane degli Unsane (forse sono l’unico ad avvertire tale influsso) unite alle ferali intenzioni di un serial killer che attende il passaggio della sua prossima vittima, nella penombra di un vicolo cieco di uno scenario metropolitano, popolato da ratti e tossici addormentati tra i liquami organici. Leggi il resto di questa voce

NEGURA BUNGET – “Virstele Pamintului” (Aural Music/Code 666)

Negru è tornato dalle fredde foreste della sua Romania con un nuovo album della ‘nebbia nera’. Se a suo tempo rimasi colpito da quel capolavoro che portava il titolo di “OM”, oggi non posso che rimanere senza parole di fronte a questo nuovo platter che eguaglia, se non supera, i traguardi stilistici del suo predecessore, una cosa non facile. Sempre più lontani dagli stilemi black metal degli esordi, i Negura Bunget ci propongono un’opera maggiormente intrisa di soluzioni dark ambient/folk, un’opera che fa delle atmosfere a tinte horror e di un groove a dir poco decadente le sue fondamenta. Ovviamente alcuni vaghi richiami ad un certo ‘metallo nero’ non mancano per quanto, come ho poco sopra precisato, si tratta di rimandi estremamente vaghi. ”Tara De Dincolo De Negura”, “Arborele Lumii” e “Dacia Hiperboreana” gli apici di “Virstele Pamintului”, questo senza nulla togliere ad un disco che di per sé rasenta la perfezione. Amanti della notte, la ‘nebbia nera’ vi avvolgerà ancora una volta… (Aldo Luigi Mancusi)