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ROADBURN 2014: un festival da non perdere!

RoadburnQuest’anno l’edizione del Roadburn spacca e molto. I nomi sono tanti e fanno gola. Leggi il resto di questa voce

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No posers, No shit! : DAEMONOKRAT – “Predators” EP (Autoprodotto)

Londra, una tranquilla mattina nuvolosa di metà giugno. Sono momentaneamente disoccupato. Mi alzo intorno alle 9 e mi faccio un caffè vero. Carico la mia Bialetti non prima però di aver acceso il pc per controllare posta e FB, il rituale mattutino. Scelgo di ascoltarmi World Dawnfall dei Terrorizer quando nemmeno un minuto dopo noto un post su uno dei tanti gruppi metal su Facebook, un video per la precisione. Una band italiana old school death-grind si legge. Inutile dire che rimango piacevolmente sorpreso dall’assurda coincidenza: il brano in questione è la cover di Corporation Pull-in dei Terrorizer! Non ci penso due volte e incuriosito oltremisura clicco per ascoltarla. Mi bastano pochi secondi per capire che questi fanno sul serio, già sono sulla mia lista dei gruppi da seguire e il mio desiderio di ascoltare qualcosa di originale della band cresce. Riesco a procurarmi il loro EP d’esordio Predators che ascolto attentamente a ripetizione. Leggi il resto di questa voce

Il grindcore è la colonna sonora ideale di Ken il Guerriero!

Non so voi, ma io ho un’insana passione per un certo tipo di Grindcore. Sono un nostalgico del suono totalmente caotico delle origini e di prima delle origini, del rumore puro e delle velocità sparatissime che come piccoli chiodi arrugginiti sputati da un Kalashnikov ti riducono la faccia a un succoso quarter pounder crudo che ti cade in pezzi dal cranio-groviera!
Non era solo il suono di quegli albums epocali, il loro grezzo approccio e la distruzione di qualsiasi forma di armonia a deliziarmi, ma anche quegli artwork così marcioni che già dalla copertina ti suggerivano cosa dovevi aspettarti. Un assurdo macello senza tregua. La “cosa” che tutti schifano, il vero “freak” fra i generi estremi, l’anti-musica.
La cosa che col tempo è spesso venuta a mancare nel genere è il cosiddetto effetto “sandstorm”. Quel tornado annientatore, quel frullare quasi continuo di strumenti distorti e blast-beats in cui però il suono di batteria e quello delle chitarre minimali si impastava alla perfezione creando una vera e propria scarica al plutonio fra colonie di ignari neuroni, visioni di tempeste acide e deflagrazioni atomiche sublimi all’orecchio masochista del cinico uomo moderno.
“Siamo alla fine del ventesimo secolo…il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche…(…) Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta…” Così recitava l’intro di Ken il Guerriero… mentre uno scenario di desolazione e morte, di venti tossici e mostruosità mutanti scorreva davanti ai nostri occhi…
Ho sempre associato quelle parole e immagini al Grindcore.
Per fortuna negli ultimi 15 anni c’è stato chi non ha ceduto ai trend che hanno visto il Grind diventare tecnico e superprodotto, più ragionato se vogliamo e ha anzi ostinatamente praticato quell’antica scuola di pestoni fatta di gente come Repulsion, Terrorizer, Napalm Death, Phobia, Doom, Extreme Noise Terror, Assuck, e compagnia riportando il “core” nel grind ovvero il punk più estremo e (chi più chi meno) socialmente impegnato quando non totalmente nichilista. Leggi il resto di questa voce

Cavallette pustolose e pioggia di merda secca nucleare, ovvero: una miniguida allo Spanish Grind! (Seconda Parte)

Vorrei proporvi una piccola guida all’acquisto e inizierei subito con i miei preferiti: i LOOKING FOR AN ANSWER da Madrid attivi dal 1999. Non vi sto a fare la lista degli innumerevoli split con altrettante innumerevoli bands più o meno “famose” che i nostri hanno vomitato nelle orecchie dei Grindcorers di tutto il mondo (uno anche coi nostrani Cripple Bastards) ma vi segnalo gli ultimi due albums Estinciòn (fantastica la copertina: dei maiali enormi e malefici intenti a divorare un uomo su uno sfondo di mucchi d’ossa assortiti) ed Eterno Treblinka ( con un artwork che mi ricorda certe covers dei Napalm Death). Leggi il resto di questa voce

Cavallette pustolose e pioggia di merda secca nucleare, ovvero: una miniguida allo Spanish Grind! (Prima Parte)

Avevo circa 13 anni quando una sera a un programma radio ascoltai per la prima volta i Napalm Death. Il 1989 era agli sgoccioli e c’erano ancora Lee Dorrian e Bill Steer in formazione, per l’ultima volta. Era da poco uscito l’EP Mentally Murdered e io ne avevo letto una recensione pessima su HM. Non avevo la minima idea di cosa volesse dire il recensore, semplicemente non capivo cosa cazzo potevano suonare quei 4 inglesi da risultare così… così rumorosi e inascoltabili, così non-musicali. Potevo solo immaginarlo senza mai realmente avvicinarmi alla realtà. Leggi il resto di questa voce

I 10 riff piú belli della storia dell’heavy metal!

tenacious d the pick of destinyDopo i 10 assoli più belli non potevo esimermi da una classifica sul centro focale di tutta la storia del rock: il riff. So bene che avrei dovuto limitarmi a scrivere Tony Iommi, ma esiste anche un discreto numero di lettori eretici che, pur vivendo nell’adorazione dei Black Sabbath, ancora non riconosce l’assoluta superiorità di Anthony, per questo ho deciso di buttare giù una lista laica usando come unico mezzo sempre e solo la memoria, questo perché certe bellezze per essere tali devono vivere incastonate nei ricordi, perciò niente aiutini da iTunes o dagli amici, solo un buon cognac, le mie Marlboro ed il silenzio… Leggi il resto di questa voce

Born to be grind: DAMOKIS, TUSSOK, BAHAJANG & MUNTAH DARAH

lividity - to desecrate and defileLa pornosa Malesia, terra di sesso facile e cucina sopraffina, forse non tutti lo sanno ma è anche una delle più fiorenti lande del grind core, quello più truculento, brutale e senza compromessi che la vecchia scuola comanda. Come da tradizione asiatica, i malesiani sono gente tosta, poco incline alle sfumature del metal estremo occidentale, se credono in qualcosa la portano avanti all’infinito senza cambiare di una virgola alcunché, alla fine della fiera so dei cazzo de kamikaze, anche se un paragone con il Giappone li offende, perciò evitiamo. Leggi il resto di questa voce

NAPALM DEATH: guardati tutto il concerto di Miami!

Napalm DeathTra i mille vantaggi della rete c’é che ti puoi godere un concerto dove per mille motivi non sei potuto andare, tutto da casa comodamente seduto davanti al tuo pc, in mutande, con una birra in mano e scapocciando come un demente assumendo le pose più stupide del mondo, tanto nessuno ti vede. Leggi il resto di questa voce

Sono passati 25 anni, chi lo avrebbe detto? Free download della compilation celebrativa targata Earache!

25 anni, a pensarci mi vengono le lacrimucce… Mi sembra ieri che, con l’entusiasmo tipico del giovane erotomane in fissa per l’allora superba Sabrina Salerno, scartavo il cellophane dalla mia preziosissima copia in vinile di “Altar Of Madness”, indossavo la mia putrida maglietta di “Hallucinating Anxiety” dei Cadaver, avevo fisso nel walkman “The Lurker At The Threshold”, il demo dei grandissimi Catacomb (quelli francesi) e passavo le mie serate ad ammazzarmi di birra ed ‘altro’ ascoltando i putrescenti rimandi doomy di “Mental Funeral” degli Autopsy… Leggi il resto di questa voce

C’é chi va al Gods Of Metal e c’é chi va al Gods Of Grind: dai sfogo alla tua brutalità!

Si sa, noi di Brutal Crush siamo sempre stati dalla parte dell’underground più becero, malsano ed estremo. Così non ci venite a chiedere il perché, ma era naturale che supportassimo quello che per noi tutti è il festival dell’anno, una tre giorni (21/24/25 Giugno) anarcogrind con Nasum, Napalm Death, Wormrot, TSUBO, Buffalo Grillz e tanti altri macellai del suono con le mani sporche di sangue e le vostra interiora fra i denti! Come se non bastasse l’evento si svolgerà qui a Roma, perciò col cavolo che ci sposteremo per andare da qualche altra parte. Leggi il resto di questa voce

Alba Dorata? L’idiozia greca

Non ci piace parlare di politica su Brutal Crush, certamente non schifiamo qualche bel gossip a luci rosse, ma da quando Silvio è tornato a pensare solo al suo Milan, mah… Ci manca l’ispirazione. Questa volta però la notizia è di quelle brutali, una ‘novità’ che non siamo riusciti a darvi in tempo reale perché noi per primi siamo rimasti increduli. Bene, la storia del mondo ci ha insegnato che, quando nel popolo scatta la paura, automaticamente prendono piede gli estremismi. Leggi il resto di questa voce

NAPALM DEATH – “Utilitarian” (Century Media)

Mentre Roberto Buccolini si vizia e stravizia con la sua rubrica, Francesco Ceccamea supera i limiti del visionario e Titti Angeramo ci dice il perché il metal italiano è una farsa, cosa che tra l’altro condivido, finalmente mi tocca recensire anche a me qualcosa di ‘importante’, non fosse altro per la storia che il nome dei Napalm Death rappresenta, tra dubbi ed incertezze, sia chiaro. I primi due album firmati Shane Embury che mi accaparrai furono “F.E.T.O.” ed “Harmony Corruption”, due produzioni diversissime ma allo stesso tempo spettacolari. La prima è ancora oggi un compendio di come deve suonare un disco grind core; la seconda, senza pretese di sorta, un esempio lucido e truculento di grande death metal. Leggi il resto di questa voce

CATHEDRAL – “Anniversary” (Rise Above)

Il canto del cigno, l’addio, per questo “Anniversary” si potrebbero dire le solite mille frasi fatte che si svendono ai funerali o nelle più tristi ricorrenze. Di fatto con “Anniversary” la band dell’ex voce dei Napalm Death, Lee Dorrian, chiude la storia della più importante doom metal band del mondo e lo fa bene: alla faccia della Nuclear Blast, finalmente due spicci con i Cathedral se li becca tutti lui facendo uscire l’album per la sua Rise Above. Definiti a suo tempo i Black Sabbath a 16 giri,  con il debutto “Forest Of Equilibrium” la band di Coventry riportò in auge l’ormai dimenticato doom metal, un doom però diverso da quello dei vari Saint Vitus, Trouble e Count Raven, un doom estremo, lentissimo e funerario, un doom che prendeva i Black Sabbath e li rallentava come nessuno aveva osato mai fare prima. Leggi il resto di questa voce

LOCK UP: play fast or die, parola di Anton!

Intervista raccolta da Tarja Virmakari


Ci sono interviste veramente problematiche, anche se sulla carta tutto sembra dovere essere impeccabile, eventi imprevisti rendono tutto più incasinato. Inizialmente dovevamo parlare con Shane Embury, ma l’intervista è saltata. Poi con Nicholas, idem. Alla fine ‘ci ha detto culo’ che siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con Anton. In altre occasioni avremmo tranquillamente evitato di ripetere più tentativi pur di concludere un’intervista, ma il nuovo disco dei Lock Up è un capolavoro così brutale che proprio noi di Brutal Crush non potevamo esimerci! Ad ogni modo, bando alle ciancie e passiamo ai fatti! Leggi il resto di questa voce

Super cocktail brutale con SAMAEL, LOCK UP e BLACK COUNTRY COMMUNION!

Potevamo non proporvi un nuovo e brutale cocktail di quelli che solo noi sappiamo putrescentemente fare? Ovviamente non potevamo privarvi di questi piaceri, allora eccoci con un’altra sanguinolenta proposta, questa volta in compagnia di Samael, Lock Up e Black Country Communion! Partiamo con i Samael di cui potete ammirare il video per la nuovissima “Luxferri”, singolo apripista di “Lux Mundi”, la loro ultima release uscita poche settimane fa per Nuclear Blast. A seguire vi presentiamo il trailer di “Necropolis Transparent”, il nuovo capolavoro death/grind dei Lock Up, la all star band che vede coinvolti Shane Embury (Napalm Death), Nicholas Barker (ex Cradle Of Filth e Dimmu Borgir) e Tomas Lindberg (At The Gates)! Leggi il resto di questa voce

Un po’ di grind alla LENG TCH’E ed al gusto NAPALM!

I gods grinders Leng Tch’E stanno per tornare in pista con l’ultrabrutale “Hypomanic”. L’album uscirà per la Season Of Mist, la stessa label di Dillinger Escape Plan e Morbid Angel. Ospite d’eccezione di questo nuovo video, “Totalitarian”, è niente di mento che sua maestà Mark “Barney Greenway dei Napalm Death; stay brutal!