Annunci

Archivi Blog

Ce vo coraggio a indossà sta merda…

anthraxmotorslayerchristmasglobal_638Già il metallaro è abbastanza inguardabile per conto suo, i maligni direbbero che è sfigato, ma non voglio andarci giù pesante perché siamo alle porte del Natale, però qui abbiamo superato i limiti dell’indecenza (la decenza da mo che se la semo giocata). Leggi il resto di questa voce

Annunci

I 10 regali di Natale del VERO metallaro!

babbo_natale_metalLa domanda che tutti i metallari si pongono alle soglie del Natale è: mo che cazzo mi faccio regalare? Bene, noi di Brutal Crush vi veniamo incontro e vi suggeriamo una lista di ben 10 regali da chiedere a chi vi ama per rendere più heavy la vostra vigilia. Leggi il resto di questa voce

A scuola di rock’n’roll da zio Lemmy: MÖTORHEAD – “Aftershock” (UDR/Warner)

motorhead-detailSarebbe un po’ più adatto chiamarlo “nonno” Lemmy viste le ormai quasi SESSANTOTTO primavere (li compirà il 24 dicembre), ma mi piace più chiamarlo zio. Uno zio che tutti vorrebbero avere, un monumento della musica che tanto ci piace, che ha scritto pagine e pagine di storia condite da ironia, integrità artistica, tanta goliardia, simpatia e pure eccessi di ogni tipo. Leggi il resto di questa voce

#2 Messaggi Subliminali, la guerra è ‘figa’?: MOTORHEAD – “Eat The Gun”

Lemmy_KilmisterI Motorhead, anzi, Lemmy… Un uomo, un mito… Tralasciando tutte le vicissitudini e tutte gli episodi della sua carriera, musicale e non, leggetevi “La sottile linea bianca“, la sua autobiografia, e capirete di chi parliamo, ma in questo caso ci soffermiamo sui qualcosa di diverso, i testi dei Motorhead. Ditemi la verità, avete mai dato una sbirciata alle cagate immani che Lemmy ci ha da sempre propinato? Cioè, ci rendiamo conto che per un buon settanta per cento le sue sono accozzaglie senza un senso logico di parole messe lì ispirate da litri di Jack & Cola ingollati a più non posso? Leggi il resto di questa voce

MOTORHEAD: guarda il video dei 12 minuti di concerto al Wacken

MotorheadEccovi di seguito il video che immortala i 12 minuti di concerto scarso dei Motorhead al Wacken, show che ricordiamo è stato sospeso a causa di un malore di Lemmy. Sinceramente il signor Kilmister sul palco ci è sembrato, se non in forma smagliante, di sicuro meno malconcio di come le news lasciavano intendere. Leggi il resto di questa voce

MOTORHEAD – Interrotto show al Wacken per un malore di Lemmy

Classic Rock Roll Of Honour Awards 2011 In London - Musician PortraitsAbbiamo appena saputo che qualche ora fa i Motorhead hanno dovuto interrompere il loro show al Wacken perché Lemmy è stato vittima di un malore. Purtroppo le voci su di uno stato di salute non eccellente di Kilmister girano da un po’, non a caso l’uscita del nuovo album, “Aftershock”, va a rilento. Leggi il resto di questa voce

The Really Heavy Thing! HIGH ON FIRE 02 Academy Islington 08/02/2013 (London)

Io e il mio compare ne avevamo avuto abbastanza della routine cittadina settimanale. Alzatacce alle 5 del mattino, colazioni fuggevoli, corse folli per non perdere treni già stracolmi, la solita merda, i soliti scazzi, lo smog e il cielo grigio che volenti o nolenti incidono sull’umore, la solita vita dell’uomo moderno che vive in metropoli. Avevamo bisogno di staccare, di seguire il consiglio degli MC5 e mandare tutto affanculo. E cosa meglio di un concerto può darti la ricarica? E chi meglio degli High On Fire può accenderti la miccia in un freddissimo venerdì sera di inizio febbraio?
Li avevo già visti altre 2 volte, ammetto di averli ascoltati poco e di averli approfonditi solo di recente, ma il fascino su di me lo hanno sempre esercitato. Sarà che ho sempre ammirato il sound di Matt Pike fin da quei testi sacri che sono gli album degli Sleep, quel riffeggiare vorticoso che sa di antico e alieno, un evocazione e un’offerta su altari di nera pietra umida emersa da mondi altri. Uno stile unico che ha fatto e continua a fare innumerevoli proseliti. Forse troppi per i miei gusti… Leggi il resto di questa voce

I grandi del thrash tedesco tutti insieme appassionatamente!

Non appena la notizia che il Beastival, festival Tedesco che avrà luogo in quel di Geiselwind nella prossima primavera, vedrà riuniti sullo stesso palco i Big 4 del thrash tedesco, leggasi Kreator, Tankard, Destruction e Sodom, si è subito alzato un bel buzz mediatico fra fans (giustamente) esultanti e le solite polemiche, solitamente sollevate da gente che riuscirebbe a polemizzare anche sul fatto che se si mette una pentola piena d’acqua sul fuoco, “incredibile dictu”, dopo una decina di minuti inizia a bollire. Cosa ci sarebbe mai di male in un festival (al quale magari seguirà anche un tour …) che riunisce sullo stesso palco le quattro maggiori bands del thrash metal tedesco? Nulla, ma nonostante la semplicità di questo ragionamento è arrivato il solito sbroccaggio (come direbbe il grande Niccolò Carli) a colpi di “sono finiti”, “lo fanno solo per soldi”, “ormai è un trend” e via discorrendo. Premetto che per motivi anagrafici (i quaranta si avvicinano inesorabili …) non posso essere sospettato di essere un fan dell’ultim’ora del cosiddetto “teutonic thrash” ma di aver vissuto praticamente in diretta l’esplodere di questi quattro gruppi (mi bastò giusto recuperare gli albums d’esordio… sarei un bugiardo se vi dicessi che ero già così metallaro nel 1984 da chiedere alla mamma di comprarmi In The Sign Of Evil per festeggiare la promozione in seconda media!) e mi preme per questo rilevare un fatto puramente storico. Mentre già a fine anni ’80 si parlava di “quadrilatero del thrash” o di “big four del thrash americano” riferendosi a Metallica, Megadeth, Slayer e Anthrax (con qualche critico o fan che lamentava l’assenza di Exodus o Testament da questo ristretto club), la stessa cosa non avveniva per le bands tedesche, più giovani e con dati di vendita nettamente più bassi. Da questo unico punto di vista si può rimarcare la “secondarietà” della scena tedesca rispetto a quella americana. D’altro canto il thrash tedesco, proprio per la sua maggiore intransigenza, è diventato con il tempo quasi un sinonimo del concetto stesso di thrash metal (almeno in Europa) e mentre oltre oceano, se escludiamo gli Slayer, assistevamo a contaminazioni con l’hip-hop (Anthrax) e a netti ammorbidimenti del sound (Metallica e Megadeth), in Europa i Tankard continuavano a sparare thrash alcolico a tutta velocità, i Kreator raggiungevano forse il proprio apice con la doppietta Extreme Aggression / Coma Of Souls e i Sodom riuscivano a mantenere alte le proprie quotazioni con dischi come Better Off Dead o Tapping The Vein (dove brutalizzano ulteriormente il proprio sound). Unici esclusi i Destruction che, più sensibili alle sirene statunitensi, prediligono un approccio più tecnico che li porterà velocemente ad implodere per poi riformarsi nel 1999. Una veloce panoramica che serve a far capire che non c’è nulla di immeritato nel definire oggi Kreator, Destruction, Sodom e Tankard come i “Big Four” del thrash tedesco, visto che quel sound forgiato in oltre vent’anni di carriera ha creato uno stile riconoscibile e con migliaia di imitatori, al pari di quello americano, prediligendo un approccio più selvaggio e fedele alle origini del thrash metal. Un altro piccolo particolare: escludendo volutamente tutti i festival e le situazioni in cui queste bands hanno suonato insieme, non si può non dimenticare che un tour simile è già stato fatto oltre dieci anni fa (si chiamava Hell Comes To Your Town e annoverava Kreator, Destruction e Sodom che facevano gli headliners a rotazione, mentre ad aprire, in molte date, c’erano gli Holy Moses). Insomma gli organizzatori del Beastival e la rivista Legacy che ha messo fuori la mini compilation The Big Teutonic 4 (appoggiato dalla Nuclear Blast) per pubblicizzare l’evento non hanno a mio parere fatto nulla di così straordinario mettendo fuori questo EP, dove i nostri quattro grandi omaggiano le due bands ritenute alla base del thrash metal tedesco, ovvero Iron Maiden e Motorhead (avrei allargato il discorso a Venom e Tank, ma questo è un altro discorso). Già sentite le brillanti cover di Kreator (The Number Of The Beast), Tankard (The Prisoner) e Destruction (The Hammer), mentre parzialmente inedita la versione “sodomizzata” di Ace Of Spades (registrata solo nel Live In Bangkok). Insomma, bando alle seghe mentali, se riusciranno ad accordarsi per fare un tour insieme e vengono in Italia, io ci vado e mi distruggo l’osso del collo a furia di headbanging mentre voi rimarrete su facebook a discettare sull’opportunità di operazioni del genere, sull’importanza storica di queste bands ecc … sono stato chiaro? (Stefano Giusti)

ORANGE GOBLIN – The 02 Academy, Islington (London), 15.02.2013

C’è una realtà inconfutabile: gli Orange Goblin rompono il culo ai ciclopi!
Ammetto che non sono uno dei miei gruppi preferiti in assoluto sebbene li abbia visti innumerevoli volte, mi piaccia la loro musica e abbia tutti i loro dischi, ma credo sia una band che dal vivo si fa apprezzare maggiormente. Si gusta meglio… per così dire. Vuoi per il sound compatto di basso, chitarra e batteria e l’energia che buttano copiosa sulle masse senza esclusione di colpi, vuoi per il personaggio Ben Ward, il frontman dalla voce bruta e abrasiva carburata ad alcol e canne, il gigante buono, il gaiser umano (vi è mai capitato di vederlo sbuffare birra come un cetaceo felice in crociera nel Mar dei Sargassi?).
Un vero trascinatore di folle adoranti, uno che sa come prendere il pubblico aizzandolo al movimento selvaggio fino all’ultima goccia di sudore e rendendolo partecipe quando non addirittura protagonista dello show!
Quel suo sguardo da pazzo scatenato quando nelle parti strumentali punta l’indice sugli astanti mentre il suo labiale dice “Lets go fuckin’ crazy!!!!” Leggi il resto di questa voce

La band più metal del mondo? Loro sono i COMPRESSOR HEAD!!!

CompressorheadCosa c’é di più metal del metal? Il metallo! E se vi proponiamo una band composta interamente da robots di metallo pesantissimo che si dilettano nella cover del classico dei Motorhead, “Ace Of Spades”? Leggi il resto di questa voce

Lemmy: non comprate il nuovo box set dei MOTORHEAD!

Chi l’ha detto che le rock star sono sempre e comunque avide di denaro da spendere in droga, alcool e puttane? Lemmy è uno di quelli che se ne frega e non le manda certo a dire, ancora meno ai discografici che vogliono mangiare sulla buona fede dei fans dei Motorhead, anche se lui per primo ci può guadagnare qualcosa. Leggi il resto di questa voce

IMPALED NAZARENE: per un bel Natale in famiglia, bevi la loro birra!

Di alcolici prodotti da band metal ne abbiamo visti uscire tanti, dai vini di Satyricon e Motorhead, alla bionda doppio malto dei Tankard, ma la birrozza degli Impaled Nazarene ci mancava proprio, una novità che non potremo certo non accompagnare alle nostre decorazioni firmate Metallica ed a quella cosa orribile che è il maglione degli Slayer. Leggi il resto di questa voce

#4 This Is True Metal: Speciale Epic Metal!

Chi ascolta heavy metal, in un periodo imprecisato della sua crescita, ha puntualmente il suo momento ‘epic’, quello in cui sogna di draghi sputa fuoco per le caldarroste, elfi da usare come segugi per i tartufi, maghi produttori di nuove sostanze stupefacenti e fate da sodomizzare nel nome di Odino. Leggi il resto di questa voce

Una bella padellata di metallo? Si, ma con una goccia di Napalm, grazie!

Aldo mi comunica che il mio primo “compito” è stato inviato via mail, apro la cartella con un certo timore e mi ritrovo tre cd da ascoltare e raccontarvi. Due gruppi li conosco, ma il terzo no. Andiamo a vedere chi sono: clicco sul link e mi si palesa in formato jpg la copertina … Cazzo che cover! Un vascello pirata in balia delle onde: “Wow, un po’ di sano pirate metal in perfetto stile Running Wild, e so’ pure tedeschi!”. Leggi il resto di questa voce

Lemmy è come la A.S. Roma, non si discute, si ama e basta: MOTORHEAD – “The World Is Ours Vol.2” (Emi)

Roba vecchia, roba nuova, la polemica è sempre la stessa. Fin dalla notte dei tempi c’é chi è ancorato alle tradizioni e non sa o non vuole guardare avanti, così come c’é chi per partito preso chiede e cerca solo novità. Poi c’é anche chi smania un compromesso con sé stesso ma alla fine non riesce quasi mai a mantenere un equilibrio. Chi ha ragione? Io, ovviamente. Perché ho ragione? Perché me ne fotto e vi dico che l’unica certezza delle vostre miserabili esistenze sono i Motorhead, il resto sono tutte cazzate. Leggi il resto di questa voce

Rottamare o non rottamare? Questo è il dilemma!

Ok ok, qui non facciamo né vogliamo fare politica, ci mancherebbe, però voglio prendere spunto dal ‘motto’ di Renzi per chiedermi e chiedervi se non sarebbe il caso di rottamare un po’ di vecchiardi e dare più chance alla bella gioventù. Mi spiego meglio. Il rock è morto da anni, si ripete all’infinito riproponendo ciclicamente le stesse cose, il metal che è parte del rock non è certo da meno. Se fino ad un anno fa tutti sembravano avere riscoperto il piacere più putrido del vecchio death metal, oggi gli stessi hanno riscoperto il piacere di usare lo skate ed indossare i jeans stretti con questo thrash metal qua e thrash metal la. Che palle! Sapete che c’é? C’é che voi fruitori finali siete proprio delle puttane, ma delle puttane di bassa lega e senza cervello. Perché? Leggi il resto di questa voce

I miei Voivod, i vostri non li conosco…

Sempre alla ricerca di una nuova penna per lo staff, visto che qui la regola è che ognuno nel suo spazio può dire ciò che vuole, prima di partire con uno speciale che di speciale non avrà niente, se non qualche reminiscenza giovanile, mi permetto di prendere le distanze dai ringraziamenti del Capo al defezionario Ceccamea e compagna (praticamente una penna inutile) per il lavoro svolto con noi. Dopo il mio palese invito ad una gang band cumulativa con lui e la sua signora, includendo anche la mia su richiesta, non solo non ho ricevuto alcuna risposta positiva, così come negativa, ma sono venuto a scoprire che ‘sto zozzone ci ha anche scaricati perché ha ingravidato la consorte! Per questo, caro Francesco, vaffanculo! Leggi il resto di questa voce

Meglio le cover dei Motorhead o del sano ed inedito grind core? A voi la scelta: FINGERNAILS VS NOISEAR!

Giusto per iniziare con chiarezza ed onestà, lo ammetto, in gioventù sono stato un fottutissimo esterofilo, e con questo? Non mi sono mai vergognato nel dire che in Italia, escludendo qualche rarissimo caso come potevano essere i siciliani Sinoath e pochissimi altri, non abbiamo mai prodotto metallosamente un cazzo che valesse quanto fatto fuori dai nazionali confini. Se poi ci mettete che non sono assolutamente uno di quei cerebrolesi che per patriottismo al limite del più stupido fascismo difende a tutti i costi ciò che produciamo perché italiano, fatevi due conti su come la penso. I Fingernails, di cui in passato abbiamo parlato in modo abbondante tra queste pagine, li conosco vecchi. Leggi il resto di questa voce

Integrity & brutality 100%: CRYPTOPSY – “Cryptopsy” (Century Media)

Parliamone, ma parliamone bene. I Cryptopsy, proprio quando tutti non ascoltavano altro che black metal in ogni salsa, se ne uscivano con ‘il’ disco brutal per eccellenza, “None So Vile”, anno 1996. Quel disco, ultraviolento, ultratecnico, ultraestremo, cambiò letteralmente il sottoscritto che, per un lungo periodo, non fece altro che ascoltare a ripetizione il trittico “Crown Of Horns”, “Slit Your Guts”, “Graves Of The Fathers”, autentico massacro sonoro. Purtroppo per noi, amanti del gore e della violenza più intelligente e perversa, la band canadese non riuscì a ripetersi, tantomeno poteva esistere il benché minimo confronto tra “…Vile” ed il pur discreto predecessore, quel “Blasphemy Made Flesh” tanto carino e grandguignolesco quanto acerbo. Leggi il resto di questa voce

Ascoltare musica ‘colta’ vuol dire farsi un sacco di pugne?

Poche ore fa, parlando con Aldo di quanto il caro vecchio progressive rock fosse un genere sublime, decantando le gesta di King Crimsong, Elp e Yes (no, i Genesis ed i Marillion no, sono troppo), non ho potuto fare a meno di farmi una domanda, più precisamente mi sono chiesto quanti dei grandissimi musicisti della storia del prog fossero noti per le loro acrobazie sessuali. Nessuno, tutti dei bravi ragazzi con un grande talento, ma solo tecnico/compositivo, non fallico. Leggi il resto di questa voce

Meglio un concerto dei Motorhead o una scopata? I dilemmi di Brutal Crush!

Stasera a cena con Aldo, tra un’arrabbiata, le patate al forno e due salsiccie al vino, ci siamo posti alcune domande amletiche che ogni fottutissimo rocker di questo mondo si pone. Alla fine è uscita fuori una rubrica che farà storia, ovvero i ‘dubbi’ tipici del crushers of the dead. La prima botta riguarda un classico, meglio una notte con una gran fregna o un concerto dei Motorhead? Tra mille dubbi, luci ed ombre, ha vinto Lemmy. Leggi il resto di questa voce

Addio a Dj Baffo: Roma ti saluta

Ieri sera, alle 21:00 circa, ho ricevuto la chiamata di un caro amico che mi faceva sapere della scomparsa di Baffo. Lo so, per molti di voi che vivono fuori Roma questo nome sarà nuovo ma, per chi come me è cresciuto in questa città, Baffo era più di un semplice organizzatore o Dj. Non voglio spendere fiumi di insensate parole e di mille cordogli, non sono il tipo, voglio solo omaggiare con due righe un vecchissimo amico, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita all’heavy metal, che sin dagli anni ’80, tra trasmissioni radio, serate e concerti, non ha smesso neanche per un attimo di ‘crederci’. Tutti a Roma siamo passati almeno una volta dal Baffo, fosse per una delle sue mille serate o per un concerto. Tutti ci abbiamo parlato, tutti lo abbiamo amato e, perché no, alcune volte criticato, ma tutti abbiamo sempre continuato a rispettarlo, sempre. Chi come me, Vincenzo Barone e Roberto Buccolini l’ha conosciuto bene, sa di cosa parlo. Baffo era una certezza, eravamo convinti che anche fra 20, se volevamo fare un tuffo nel passato, lui c’era, chissà in quale locale fumoso, con gli Slayer a cannone ed una birra in mano. Leggi il resto di questa voce

NAPALM DEATH – “Utilitarian” (Century Media)

Mentre Roberto Buccolini si vizia e stravizia con la sua rubrica, Francesco Ceccamea supera i limiti del visionario e Titti Angeramo ci dice il perché il metal italiano è una farsa, cosa che tra l’altro condivido, finalmente mi tocca recensire anche a me qualcosa di ‘importante’, non fosse altro per la storia che il nome dei Napalm Death rappresenta, tra dubbi ed incertezze, sia chiaro. I primi due album firmati Shane Embury che mi accaparrai furono “F.E.T.O.” ed “Harmony Corruption”, due produzioni diversissime ma allo stesso tempo spettacolari. La prima è ancora oggi un compendio di come deve suonare un disco grind core; la seconda, senza pretese di sorta, un esempio lucido e truculento di grande death metal. Leggi il resto di questa voce

MOTORHEAD: è morto Michael “Wurzel” Burston

E’ con un grandissimo dispiacere che vi comunichiamo la scomparsa di un mito del rock’n’roll, Michael “Wurzel” Burston, l’ex chitarrista dei Motorhead che, tra le altre cose, ci ha regalato l’indimenticabile riff di “Orgasmatron”. Anche se ormai da anni non faceva più parte della band, esattamente dal 1995, il suo è stato un contributo fondamentale per l’immortalità di Lemmy e della sua band. Leggi il resto di questa voce

Beccatevi il nuovo video dei CHROME DIVISION!

MOTÖRHEAD – “The World Is Yours” (Motorhead Music/Emi)

Devo essere sincero, recensire il nuovo disco dei Motörhead non è il massimo del divertimento. Al contrario è molto più spassoso ascoltare un nuovo disco di Lemmy e compagni. Con un titolo che sembra scippato al Tony Montana di Scarface, cosa cazzo volete che vi dica? Semplicemente che Lemmy è l’Al Pacino del rock’n’roll! Irriverente, immortale, estremo e via dicendo con una serie infinita di aggettivi sentiti e risentiti per anni, Kilmister altro non ha fatto che incidere su disco i suoi soliti e marcissimi accordi, accompagnato dal fedele Phil e dal poderoso Mikkey! Sin dall’opener i Motörhead altro non fanno che tributare se stessi e la loro storia con un titolo come “Born To Lose” che ci rimanda ad “Iron Horse”. Per il resto troviamo dieci brani di sano rock’n’roll senza compromessi o barocchismi da pipparoli. Si, lo so, alla fine dei conti i dischi dei Motörhead, indipendentemente dall’ispirazione più o meno riuscita di alcune melodie, sono bene o male tutti uguali ma, come mi disse un ragazzo nella notte dei tempi, i Motörhead sono come la Roma: nun se discutono, s’amano e basta! Leggi il resto di questa voce