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Certa gente non sa più come farsi notare: Sebastian Bach, datte alle boccette!

SebiBachIl metallo non è un genere per vecchi… Te piacerebbe! Come dice David, il metallo sta diventando sempre di più un genere per anzianotti, riciclo zero e tante altre anomalie da Matusalemme. Però ci deve essere un limite, questo superare tutti i cazzo dei giorni la decenza è ‘na cosa vomitevole. Leggi il resto di questa voce

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#4 Ecchissenefrega: tutte le notizie di cui potremmo fare a meno!

metallica-through-the-never-movie-poster-10Nuova puntata dedicata a tutte le notizie di cui al mondo non gliene frega niente. Siete pronti per una scorpacciata di inutili parole e news da cestino stracolmo di fetida immondizia? Leggi il resto di questa voce

#3 Echissenefrega: tutte le notizie di cui potremmo fare a meno!

Electra-MustaineEccoci arrivati ad una nuova puntata delle rubrica che vi racconta le news più inutili dell’inutilità inutile! Come sempre siamo andati per voi a raccattare le peggiori cazzate che ci sono arrivate alle orecchie, le solite puttanatine che, lette singolarmente annoierebbero anche un nerd che studia astrofisica ed ascolta progressive metal, ma in gruppo due risate te le regalano. Leggi il resto di questa voce

Nostalgia puttana! JOLLY JOKER – Sex, Booze and Tattoos (2012, Autoprodotto)

Arriva l’Estate, ragazzi miei, il caldo soffocante, quello che ti fa passare tutte le voglie. Stagione di gonnelle, ascelle depilate, cosce lisce e bronzee, di frasi tipo: “vado al mare con le amiche … Tanto tu devi lavorare, no?” Estate, stagione che non si sposa affatto con i glaciali riff del black metal, o con le autunnali melodie stoner e doom; stagione che, invece, riporta i vecchietti come me indietro di una ventina e più di anni, fino a rispolverare vecchi dischetti frivoli e spensierati, quasi tutti prodotti nella costantemente soleggiata California. Estate, dunque, stagione di Poison, L.A. Guns, Motley Crue, Guns ‘n Roses, stagione di camicioni colorati, canotte, pantaloni a strisce, capelli cotonati e canzoncine da autoradio della decappottabile (per chi ce ‘ha). Leggi il resto di questa voce

It’s Only Rock And Roll but che palle! Valient Thorr – Our Own Masters (Volcom Entertainment, 2013)

“Questo disco probabilmente è la cosa migliore che abbiamo mai fatto. A volte si dice sperandolo e poi non è così. Questa volta penso che quelli che hanno seguito la nostra carriera siano in grado di vedere la crescita”. Valient Himself

Ehm… sssssì. Non solo la copertina inguardabile (ma l’avete vista bene?) è degna di entrare nella mitica Gallery di Max Novelli e il suo Rude Awakening Metal, proprio tutto l’ultimo Valient Thorr è deludente. Intendiamoci, a momenti diverte, è gasante (e non nel senso che intendeva Hitler) e potrebbe fare da colonna sonora ideale se decideste di rapinare vecchiette all’uscita della posta mettendovi in cuffia una musica che consolidi la vostra convinzione di non stare più dalla parte di Bat-Man; io però mi aspetterei di meglio da questi tizi. Sì, lo so che i Foo Fighters sono il gruppo più derivativo della storia del rock ma è a loro che penso quando i Thorriors attaccano con No Strings Attacched, i Frou Faigher e ho detto tutto… Leggi il resto di questa voce

I canguri si danno al glam! – DE LA CRUZ “Street Level” (Frontiers Records)

Il glam, lo sleaze, o più semplicemente quello che una volta si chiamava hard rock, continua a seminare proseliti e mietere vittime allo stesso tempo. Dall’Australia, arriva un gruppo promettente, si fanno chiamare DE LA CRUZ, e il loro primo prodotto in studio, già dal titolo richiama vecchi sapori di fine ottanta che in troppi hanno cercato di rievocare senza successo: Street Level, è decisamente un buon album di quello che mi ostino a chiamare street rock, con tutti gli annessi e connessi del caso: ritmiche sporche quanto basta e soli di chitarra ispirati anche se non geniali, una voce tagliente con propensione all’urlo e gli immancabili cori. Apprezzabile la cover dell’album. Ovviamente si riconoscono delle influenze nemmeno troppo velate: Ratt su tutti, Skid Row, Motley Crue, ma anche dei tentativi non troppo riusciti di ispirazione Van Haleniana. Fatta eccezione per Dreaming, pezzo ammiccante e decisamente pop, in  stile BRYAN ADAMS, il dischetto che gira nel mio lettore si fa ascoltare alla grande, piacevole in tutto e per tutto (o quasi, come vedremo in seguito). Leggi il resto di questa voce

I 25 cantanti hard rock ed heavy metal più ricchi del mondo!

angus_youngSiete mai stati curiosi di sapere esattamente quanto guadagnano i vostri eroi? O magari semplicemente verificare se il grande rock paga ancora e paga bene, abbastanza da giustificare le vostre speranze di salire sul palco del Sonisphere per cantare a squarcia gola quei brani che provate da anni in garage con gli amici, magari circondati da mandrie di ragazzine scatenate e disposte a tutto pur di avere una foto con voi da piazzare su Facebook? Leggi il resto di questa voce

“Volevamo vendere la Coca Cola agli americani”: i Saxon commerciali?

Saxon-1988-tourPrimavera del 1988: da ormai più di un anno nel mio stereo e nel mio fedele walkman transitano le cassette ed i primi vinili dei grandi eroi del metallo pesante e del hard rock, dai Maiden ai Black Sabbath passando per Scorpions, Dio, Led Zeppelin, AC/DC ecc … L’acquisto regolare delle riviste del settore e le frequentazioni dei negozi di dischi della zona mi portano a conoscere sempre nuovi nomi, fra i quali quello degli inglesi Saxon. Leggi il resto di questa voce

Street, Hair e Glam, sono tutte cazzate: tolto “Appetite…” non resta niente!

Paillettes, capelli cotonati, smalti e rossetti. Tranquilli, non vi ho descritto solo l’immagine di una qualsiasi puttana transgender di cui Roma la notte è piena, ho semplicemente sintetizzato il look di una mandria di ex giovani hard rockers che negli anni ’80 spopolarono tra gli imbecilli. Si, perché un conto sono David Bowie, i New York Dolls, i The Tubes o i Kiss che con il trucco, il facepainting e l’ambiguità hanno cambiato la storia del rock, un conto sono tutte le pop band finto dure che per meno di 10 anni hanno sconvolto i sistemi ormonali delle ragazzine di tutto il mondo, le americane più di tutte. Leggi il resto di questa voce

L’uomo che ha fatto il successo dei Bon Jovi: RITCHIE SAMBORA – “Aftermath Of The Lowdown” (Warner)

Lo dico sin da subito, forse sono il meno adatto a recensire il nuovo album di Ritchie Sambora, ma qui a Brutal Crush non ho trovato un’anima pia disposta a prendere in carico questo disco. Ad alcuni ho evitato di chiederlo a priori perché conoscevo la risposta, con altri a nulla sono servite le mie doti di oratore. Leggi il resto di questa voce

Cosa mi ascolto sotto l’ombrellone? Un po’ di grind fa sempre molto ‘sex on the beach’!

Strano periodo l’estate, puntualmente ti vengono in mente gli ascolti più antitetici con il clima e ciò che ti circonda, ma non ci puoi fare niente. Anche se stai per ore sotto l’ombrellone con il tuo iPad in mano a girovagare per il web ed a leggere Brutal Crush, la tentazione di fissare tutti i culi e le zinne che ti passano di fronte è qualcosa di irresistibile. Poi non vedo perché dovrei trattenermi, sono lì in bella vista di proposito, no? Il problema sta nella colonna sonora da accoppiare alle tonde visioni e, se devo essere sincero, tanta abbondanza tutto fa tranne che ricordarmi cose come Poison, Motley Crue e Faster Pussycat, robette troppo leccate, lo dico senza doppi sensi. Leggi il resto di questa voce

MOTLEY CRUE – “Greatest Hits” (Emi)

Quando ho ricevuto il promo del nuovo best of dei Motley Crue mi sono chiesto a che numero fossimo arrivati. Stendiamo un velo pietoso. Ok, i Motley Crue per qualche anno, non per qualche secolo, hanno rappresentato il simbolo di tutta la scena glam americana degli anni ottanta (senza mai raggiungere la popolarità ed i numeri dei Guns ‘N’ Roses), con i loro testi provocatori, un rock’n’roll adrenalinico e le storielle tutte sesso ed eccessi vari che loro stessi mettevano in giro. I Motley erano il simbolo di quell’attitudine sex/drugs/rock’n’roll che faceva bagnare anche le passere più pudiche e che ancora oggi fa dire a qualche tardona ‘cazzo, però Vince Neil con quel panciotto me lo scoperei ancora’. Ok, questa è la verità. Ora, se escludiamo il mai compreso album omonimo con Corabi alla voce, a mio avviso un disco splendido, l’ultimo album bello dei Motley Crue fu “Dr. Feelgood”, il loro apice anche a livello commerciale, non a caso pensato e prodotto (per i maligni anche scritto) da quel genio di Bob Rock, lo stesso che fece fare il grande salto ai Bon Jovi ed ai Metallica. Leggi il resto di questa voce

E’ venuta a saperlo mia madre: storia Hard dell’ipocrisia italiana

C’é uno strano legame tra il sesso a tinte forti e la storia del rock. Fin dagli albori, dalla famosa mossa di Elvis, le due cose sono andate a braccetto. Così, se dal 1967/8 fino al 1975/6 si parlava di sesso libero e fratellanza orgasmica, escludendo la breve parentesi asessuata punk/hc, dagli anni ottanta in poi il discorso si è infiammato. Basta con fratellanza e amore libero, era giunta una nuova era, quella fatta di pelle, borchie, sado maso, pvc e sporcellate varie. Come dimenticare i numerosissimi riferimenti dei Guns su “Appetite…” a partire dalla censuratissima copertina? Questo senza nulla togliere ai sempre arrazzati Poison, Motley Crue, Cinderella e via così. Leggi il resto di questa voce

TORNADO – “Amsterdamn, Hellsinki” (Listenable)

La Listenable è nota a tutti per essere una delle etichette più fottutamente estreme del globo, dedita da sempre ad una passione maniacale per death metal, grind core e brutal death. Tra le loro produzioni più fetide non possiamo dimenticare i brutalissimi Jungle Rot e gli Hate, band che tantissimo deve al nostro capo! Anche se il mercato è in continuo mutamento, i cds non si vendono più e ci si deve adattare, la Listenable non si piega come hanno fatto molti, bensì trova un modo tutto suo per allargare il suo range. Come ci riesce? Con i Tornado, una delle band più originali e divertenti che ci potesse proporre! Prodotto negli Abyss Studios da sua eccellenza Tagtgren, “Amsterdamn, Hellsinki” altro non è che la summa perfetta dell’impossibile, thrash metal Bay Area e glam old school di Los Angeles, come dire i Metallica di “Ride The Lighting” con le melodie dei Motley Crue di “Shout At The Devil”! Leggi il resto di questa voce