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Metal core o cosa? TERRORWAY – “Blackwaters” (Bakerteam)

terrorwayDirettamente dalla Sardegna ecco un quartetto di baldi metallers che ci propongono un extreme metal, dalle tinte ultramoderne, ispirato a quella sorta di nuova corrente che tanto va di moda in questi ultimi anni. La prima cosa che colpisce del disco in oggetto è sicuramente la produzione. Leggi il resto di questa voce

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Speciale NUCLEAR BLAST: Hypocrisy, Lingua Mortis, We Came As Romans & The Defiled!!!

hypocrisyMi mancava scrivere qualche recensione? Si, no, boh, forse… Di sicuro mi mancavano le nuove uscite, era un botto che ascoltavo solo vecchia roba, buona quanto volete, ma sempre vecchia. Mi sono avvicinato ai nuovi dischi della NB con curiosità e con quel pizzico di insana incoscienza tipico di chi per la prima volta va a puttane e non sa che probabilmente si troverà di fronte un ‘puttano’ (allora si che so cazzi). Leggi il resto di questa voce

Perché a noi piace la più becera violenza: HATEBREED – “The Divinity Of Purpose” (Nuclear Blast)

Hatebreed-The-Divinity-of-PurposeAldo ha fondamentalmente abbandonato la baracca, sono triste e non ve lo nascondo. E’ anche vero che, essendo stato uno dei suoi principali interlocutori, posso dirmi sereno perché capisco che Brutal Crush cresce ogni giorno di più e stare dietro a tutto è cosa pesante per uno che ha perso gran parte del suo entusiasmo. Leggi il resto di questa voce

Integrity & brutality 100%: CRYPTOPSY – “Cryptopsy” (Century Media)

Parliamone, ma parliamone bene. I Cryptopsy, proprio quando tutti non ascoltavano altro che black metal in ogni salsa, se ne uscivano con ‘il’ disco brutal per eccellenza, “None So Vile”, anno 1996. Quel disco, ultraviolento, ultratecnico, ultraestremo, cambiò letteralmente il sottoscritto che, per un lungo periodo, non fece altro che ascoltare a ripetizione il trittico “Crown Of Horns”, “Slit Your Guts”, “Graves Of The Fathers”, autentico massacro sonoro. Purtroppo per noi, amanti del gore e della violenza più intelligente e perversa, la band canadese non riuscì a ripetersi, tantomeno poteva esistere il benché minimo confronto tra “…Vile” ed il pur discreto predecessore, quel “Blasphemy Made Flesh” tanto carino e grandguignolesco quanto acerbo. Leggi il resto di questa voce

AS I LAY DYING – “Decas” (Metal Blade)

Mi sento fortunato, lo ammetto, erano svariati mesi che non ascoltavo un album metal core, tanto che ero arrivato a pensare che finalmente il mercato avesse iniziato a rilegare nel cesso ogni uscita del genere… Sbagliavo! La Metal Blade, label che ultimamente ha fatto uscire più di un discone da paura, purtroppo non ha perso tempo nel propinarci il nuovo e spero ultimo disco degli As I Lay Dying, alla fine dei conti l’unica band metal core del suo rooster che due copie per puzza le ha sempre vendute. Il problema poi è che a ben sentire questo “Decas” tanto schifo non fa, però non fraintendetemi, non sto neanche dicendo che è bello. Leggi il resto di questa voce

AS YOU DOWN – “Rat King” (Metal Blade)

Vi ho mai detto quanto detesto il metal core? Vi ho mai detto quanto trovo indecente questo svilimento del metal estremo portato avanti in primis da gente come Killswitch Engage e compagni? Penso che non ne ho mai fatto mistero a nessuno, né qui né in altre sedi sono stato tenero con certe uscite, esclusi pochi casi come gli Hatebreed che sono forse una delle pochissime metal core band degne di esistere. Gli As You Down sono la solita band di mediocre creatività che il genere ha tirato fuori per 2/3 anni di seguito, con in più una certa voglia di spingere sul fronte death, ma parliamo di qualche velato richiamo allo stile, niente di più, non temete. Noia, mal di testa, nausea e disgusti vari, queste sono le sensazioni che mi ha dato “Rat King”, un titolo peggiore non potevano sceglierlo. Leggi il resto di questa voce

TRIVIUM – “In Waves” (Roadrunner)

Quando il buon Aldo mi ha passato il nuovo disco dei Trivium ho pensato tra me e me di avergli risposto male o di avere fatto qualcosa che ha lui ha dato fastidio, non trovo altra spiegazione. Quale sarebbe stato sennò un altro motivo per darmi da recensire ‘sto coso? Guardate, voglio essere palese come mai, se anche ci fosse un solo fan di questi ragazzi tra di voi è giusto che si becchi un sano FATTI OPERARE AL CERVELLO, IMBECILLE! Ma dico, che cazzo, può esistere una band più inutile sulla faccia del globo terrestre? La band più raccomandata/culuta di ogni tempo, ecco cosa sono i Trivium, la peggiore delle finte band thrash metal definita a suo tempo da qualche corrotto collega come ‘il thrash del nuovo millennio’: non ho parole! Addirittura i Metallica si sono sentiti in dovere di portarseli in tour e non si capisce perché. Leggi il resto di questa voce

#3 Roba varia per gusti ricercati!

Quella che doveva essere una rubrica estemporanea, lentamente e senza troppe pressioni, si è trasformata in un appuntamento senza scadenza, un po’ come quando uno la sera decide di andare a mignotte e sa che vuole scopà, mica sa con chi andrà a scopà. Questa volta la vostra rubrica ambigua preferita è tutta all’insegna del punk, roba da crestoni debosciati in cerca di fumo e birra come siamo noi nello spirito! Leggi il resto di questa voce

UNEARTH – “Darkness The Light” (Metal Blade)

Il ruolo di coordinatore di uno staff riserva sicuramente i suoi vantaggi, come ad esempio il recensire meno porcate possibili, il problema nasce quando in uno stesso mese ti arrivano sul desk due uscite metal core, allora sono cazzi amari. Si, perché un cd lo puoi anche passare, ma l’altro a chi lo dai? A Loffredo che è sommerso tra mille uscire prog ed hard rock? Non si può. A Minipony che, oltre ad essere sommerso da quantità industriale di promo deve trovare il tempo di badare ai bruchi? Non si può. A Tiziana neanche a pensarlo. Ceccamea lasciatemelo a curare la sua rubrica anche perché non ha solo quella da fare. Capirete bene che in questo caso, senza provarci chissà che gusto, la parte del contadino tocca a me, quindi accetto questo cetriolo senza troppi mugugni. Leggi il resto di questa voce

THE BLACK DAHLIA MURDER – “Ritual” (Metal Blade)

Non so come funziona da altre parti, neanche mi interessa a dirla tutta, così come non so come funziona per Loffredo e Manco, vi posso dire però come funziona con me quando si tratta di recensire i dischi. La regola qui è semplice, si recensisce di tutto, senza stare troppo a guardare ciò che ci piace di più o di meno, unico obbiettivo aiutare il lettore a districarsi in questa bolgia, fin qui tutto ok. Il problema nasce quando si tratta di recensire le porcherie, perché per un disco buono che fai te ne passano dieci insentibili. Ora, se c’é proprio un genere che non sopporto, su questo penso che la pensiamo tutti allo stesso modo, è il metal core, una vera merda. Perciò figuratevi la mia felicità quando Mancusi mi ha passato il cd dei The Black Dahlia Murder, che ne parliamo a fare? Leggi il resto di questa voce

BULLET FOR MY VALENTINE – “Fever” (EMI)

Questi ragazzi da qualche anno si sono conquistati i cuori di moltissimi tra i più giovani, specialmente i cuori di quella razza amorfo-sfigata meglio conosciuta con il nome di emo; brufolosi ragazzini con il ciuffo e sempre tristi che si cibano di metal core e monnezze simili. Sono curioso di vedere come questa categoria di inetti recepirà “Fever”, un disco che mette da parte le influenze metal core dei primi due album. Forte di una produzione stellare affidata al guru della consolle Don Gilmore, l’album ci mostra il carattere dei Bullet For My Valentine che, finalmente, dimostrano di avere gusto e di sapere comporre dell’ottima musica. Se escludiamo i momenti più smielati, “Fever” è un concentrato di metal moderno e potente fatto di riffoni schiacciasassi, ritmi serrati e melodie ficcanti, per quanto non manchino le solite paraculate da classifica, ma nel contesto ci sta. Leggi il resto di questa voce