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#9 Ecchissenefrega: tutte le notizie di cui potremmo fare a meno!

seduto al cessoSiete pronti per l’ennesima vagonata di notizie di cui potevamo tranquillamente fare a meno? Leggi il resto di questa voce

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Facciamo nomi e cognomi: i MANOWAR ci hanno rotto le palle!

manowar-magic-2014I 4 kings sono la croce e delizia di ogni metallaro, se da un lato le loro hit sono dei classici immancabili che chiunque ha nel cuore e nei ricordi, ciò che sono diventati è semplicemente patetico. Leggi il resto di questa voce

MANOWAR: che anniversario del cazzo… “Warriors Of The World 10th Anniversary”

Manowar-Warriors_Of_The_WorldDico io, no? Ma de tante cazzate che potevano fare ‘sti Manovella, tipo ri-registrare “The Lord Of Steel”, o ancora meglio incidere un cazzo di album decente, cosa mi combinano? RImasterizzano un disco di soli 10 anni fa? Ma porca la puttana zoccola, con tutti una discografia a disposizione, anche solo “Louder Than Hell”, quale cazzo di cd mi vanno a rimasterizzare? Leggi il resto di questa voce

Scott Columbus come Amedeo Nazzari: è morto, ma…

scott columbusIl rispetto per la vita umana è un principio universale, ma non è che solo in nome del fatto che scompare un essere umano dobbiamo dire ciò che non fu. Prendiamo Amedeo Nazzari, è stato un mito del cinema italiano, un grandissimo chiavatore oltre che un uomo con le palle, una specie di Bogart all’italiana insomma. Ecco, per Amedeo possiamo solo avere parole di cordoglio ed elogio quando parliamo di lui come artista. Leggi il resto di questa voce

#1 Echissenefrega: tutte le notizie di cui potremmo fare a meno!

Coroner---Band-memberL’altra sera ci trovavamo a cena presso la mia dimora con Aldo e, parlando del metallo, mi ha riferito della defezione del Cecca a cui aveva dato in gestione il nostro blog. Morale della favola abbiamo dovuto decidere cosa fare, se chiudere o rimetterci a scrivere consegnandone però la gestione materiale ad una terza persona. Leggi il resto di questa voce

MANOWAR VS MISFITS: è una scelta così difficile?

Dopo un breve periodo di latitanza dovuto ai miei problemini di salute oggi risolti (tranquilli, quello tutto ok), eccomi di nuovo tra voi con un rebus che mi ha tolto il sonno, quasi quanto l’ultimo incubo in cui Aldo mi attaccava due cavi dell’alta tensione sui capezzoli e mi prendeva a schicchere i testicoli ogni volta che sbagliavo la tabellina del 2, precisiamo che in matematica sono una zappa. Solo soletto in salone, di fronte al pc e con l’immancabile boccale di birra sempre pieno, sono rimasto un quarto d’ora abbondante dubbioso se premere play su “The Lord Of Steel” dei Manowar o “The Devil’s Rain” dei Misfits, all’apparenza due ascolti diversissimi, ma ne siamo così sicuri? Leggi il resto di questa voce

MANOWAR: beccatevi la copertina di “The Lord Of Steel”!

Lo so, molti avranno subito detto: che culo! Come darvi torto, scoprire la copertina di un nuovo album dei Manowar è sempre un’emozione, un po’ come quando vedi per la prima volta un capolavoro di De Chirico o Picasso, sono cose per le quali non ci sono commenti. Comunque, quella qui sopra è la copertina del nuovo album dei 4 guerrieri, immagine che non potete vedere interamente perché il sempre prode Joey ha voluto evitare qualsiasi responsabilità per gli infarti che avrebbero potuto causare l’originalità e la bellezza di questa. Leggi il resto di questa voce

L’Italia che ci crede e non si arrende: HOLLOW HAZE & EVERSHINE

Nel cammin di nostra vita mai avrei detto di aver dovuto parlare del METALLO. Sapete no, quel genere dove si parla solo di METALLO. Il genere preferito da padre METALLO. Insomma METALLO. Per dimostrare al mondo che non sono fissato solo con il doom, con le cripte e sopratutto che non vivo nella bara del becchino che stava sotto la mia vecchia casa (si, ho vissuto sopra la dimora di un becchino), oggi vi recensisco non uno, ma ben due album di METALLO. Anzi POWA METALLO. Chiudiamo qua, o i Manowar tra poco mi chiederanno di pagargli i diritti d’autore. Comunque sì, oggi parleremo di emozioni. Quelle vere. Quelle emo. No, gli emo no. Prima di continuare, prima che qualcuno mi dica “cosa scrivi, vile eretico!”, una premessa per il futuro prossimo e non solo di questa recensione. Folk, power, prog, ma sopratutto metal/death core non sono proprio la mia tazza di tè, non per questo rifiuto concedergli un ascolto. Però sono molto selettivo, quasi razzista nella scelta dei gruppi. Tornando alla recensione, ecco che dal nostro bello stivale ci giungono all’orecchio due uscite che più metalliche di così si muore. Iniziamo dagli Hollow Haze ed il loro ultimo genito “Poison in Black”, una vera sorpresa. Leggi il resto di questa voce

#10 Brutal Playlist: i più ascoltati del momento!

Come (s)puntualmente vi abbiamo abituati, rieccoci con la playlist del vostro blog preferito, o almeno quello che in questo momento state leggendo sul vostro tablet comodamente seduti over the tazza. Tirando le somme di metà anno, siamo sinceri, il 2012 non è stato chissà quale anno pregno di sorprese, almeno fino ad oggi. Dischi ottimi ne sono usciti, anche se non tantissimi, ma capolavori o disconi che faranno discutere per chissà quanti anni non se ne sono visti. Diciamo che, a parte le solite conferme quasi prevedibili, guardando ad un ipotetico domani non vediamo all’orizzonte chissà quali grandi novità. Leggi il resto di questa voce

Le 10 bands di cui il metal NON può fare a meno!

Dopo aver fatto rodere molti ani, soprattutto di persone che leggono ma non comprendono (come diceva la mia prof di italiano), vi proponiamo la nostra Top Ten delle bands imprescindibili per il presente e il futuro del metal. La classifica è in ordine sparso e casuale. Fuori gara i Black Sabbath, perché loro sono il metal personificato. Ebbasta. Ora voglio che, prima di accingervi a leggere questo pezzo, sappiate che appartengo alla classe 1982 e quindi molte delle mie scelte derivano dalla mia età biologica. Detto questo, un vero brutal crusher deve avere delle basi, degli appigli sempre a portata di mano per dirigere la rotta. Molti mancano, ma è una top ten, quindi se ci tenete proprio, alla fine del post troverete un elenco esaustivo di tutte le band che un vero metallaro deve almeno aver sentito nominare. Leggi il resto di questa voce

La virile mazza di Thor: MANOWAR – “The Lord Of Steel” (Magic Circle)

Parlare dei Manowar… Cavolo i Manowar… La croce e la delizia del metal degli ultimi 20 anni… Ricordo i Manowar quando erano stupidi, ma meno di adesso. Quando sulle pagine di Metal Hammer ai tempi di “Triumph Of Steel”, disco superlativo, i 4 servi di Odino dicevano testualmente che ‘i Metallica erano grandi, ma loro erano i re’. Che ricordi, quando mio cugino Fabio mi sbrindellava i coglioni con l’acuto di Adams sulla bellissima “Thor”, o quando un mio amico, Piero, mi sfilettava il prepuzio con gli assoli di DeMaio. Personalmente ho sempre avuto un approccio bipolare verso questi ragazzotti americani: da un lato li ho sempre trovati un ascolto immancabile e bellissimo (ancora oggi non mi faccio mancare qualche bel passaggio di “Hail To England” o “Gloves Of Metal”), dall’altro li ho sempre trovati esageratamente idioti, ma non tanto loro quanto i fans, una mandria infinita di reietti che ha preso troppo sul serio cazzate come faith, warriors, true e via dicendo. Leggi il resto di questa voce

Non c’é niente da fare, questa si che è gente creativa: MANOWAR, svelata la nuova copertina!

Come potete ammirare qui sopra, eccovi la nuova ed originalissima copertina del prossimo disco dei Manowar intitolato, chi lo avrebbe mai detto, “The Lord Of Steel”. I più maligni hanno detto che questa ricorda la copertina di “Sign Of The Hammer“, capolavoro barbarico del 1984, ma coloro i quali si sono permessi di fare tale affermazione sono stati prontamente sodomizzati da un’orde di barbari incazzati che durante l’atto punitivo godereccio cantavano “Black Dick, Fire And Steel”. Leggi il resto di questa voce

MANOWAR: tutto, ma proprio tutto sul nuovo album… In digitale???

Qui a Brutal Crush prendiamo sempre molto per il culo i Manowar e tutto il circo che si portano dietro, ma in realtà gli vogliamo bene e non ci facciamo mancare l’ascolto di una bella “Black, Wind, Fire And Steel” quando capita. Perché i Manowar sono questo, sono volutamente pacchiani e volutamente esagerati. Cosa sarebbe un loro disco se Eric Adams non usasse le parole fight, steel, warrior, true, defender e metal? Sarebbe un normalissimo disco del cazzo che passerebbe inosservato come altri mille. Allora non c’é da stupirsi se il nuovo album si intitolerà “The Lord Of Steel”. Il problema vero è che non uscirà in formato fisico, né in cd, né in vinile. Il perché? Leggi il resto di questa voce

Manowar Manowar Living on the road… Ma fatemi il piacere!

No, dico, li avete mai sentiti i comizi del Re? Death To False Metal etc etc etc… Ecco, fermiamoci su False e capiamoci. Io sono quella che si chiama “sister of steel”. Ho pianto ai concerti dei Kings avvolta in improbabili bandiere dei German Defenders, ho macinato chilometri per andare a vederli ovunque, in macchina non si sentiva altro. Chi li ascolta lo sa… I Manowar non sono una band, sono una sorta di religione. Bene. Leggi il resto di questa voce

VIRGIN STEELE – “Age Of Consent” (Spv)

Quante altre volte verrà ristampato questo disco? No, perché per chi non lo sapesse questa è almeno la seconda volta dal 1988 che “Age Of Consent” viene ristampato, neanche stessimo parlando di “Seventh Son Of A Seventh Son”, capolavoro epico firmato dai migliori Maiden uscito lo stesso anno. A casa, più per caso che per volontà, mi ritrovo qualche disco dei Virgin Steele anche io, ma siamo sinceri, sono proprio una gran rottura di coglioni, loro, le loro storielle barbariche, la voce da checca di DeFeis con quei falsetti da trans cingalese in piena castrazione e via così. Certo, non discuto che i due “Marriage…”, specialmente la parte 2, siano dei signori dischi, ma non stiamo parlando di niente di indispensabile. Leggi il resto di questa voce

#1 L’angolo del Bruco

Dopo una lunga gestazione vede luce la prima uscita dell’angolo del Bruco, la nuova rubrica da me ideata e avallata dal boss Aldo Luigi “Er purgafregna” Mancusi. Come si evince dall’intestazione, l’argomento sovrano di questo piccolo spazio sarà il bruco! No, non mi riferisco alla larva vermiforme, ma alla condizione mentale detta “bruchismo” che affligge i numerosi, consapevoli o meno, Gianluca de Ceglie sparsi per il globo: la dipendenza dall’altro sesso, che inevitabilmente genera frustrazioni e malesseri nei più inesperti, i quali accumulano rifiuti e devastanti sessioni di autoerotismo, mix micidiale per la salute mentale di chiunque. Leggi il resto di questa voce

AMON AMARTH – “Surtur Rising” (Metal Blade)

Siamo onesti, dopo otto dischi degli Amon Amarth, inserendo “Surtur Rising” nel lettore cosa vi aspettate? Una tipa mandata dalla Metal Blade che bussa alla porta pronta per farvi un bocchino? Roberto De Ceglie che vi invita a Teleciancico e vi dice che siete i figli della merda? Oppure siete convinti che Charles Buscemi vi si presenterà di sorpresa in camera da letto vestito da ‘sadomasocista’ implorandovi una sculacciatina? Cari fan degli Amon Amarth, siete simpatici, mi fate pure ammazzare dal ridere, peró dovete fare pace con l’ultima cellula sana del vostro cervello, quella che, tipo la particella di sodio della nota pubblicità, fluttua da sola nel vostro cranio chiedendo se c’é qualcuno. Otto dischi per dire sempre la stessa cosa, ovvero siamo vichinghi, siamo epici, beviamo la birra dalle corna delle mucche e ci piace tanto il death metal di casa nostra, quello svedese per chi non lo sapesse. La cosa bella di cui parlavamo ieri con Ciccio era questa inspiegabile mole di fan che la band ha un po’ ovunque, Italia in primis. Non ricordo bene dove ebbi l’occasione di vedere la band dal vivo, ricordo il cantante che beveva birra da sto cazzo di corno con i ragazzini di fronte in visibilio, vi giuro roba felliniana. Ma dico io, brutti stronzoni, state là che avete pagato il biglietto e, invece di dire al tipo di ficcarselo nel culo quel corno, siete pure contenti? Che generazione di merda. Leggi il resto di questa voce

TENACIOUS D – Hollywood Loves Metal!

La storia del rock, in particolare del metal, è costellata di band che sono nate per gioco, non ultimo il caso dei Tenacious D, ovvero la all stars band composta da Jack Black e Kyle Gass, il duo comico che abbiamo apprezzato in film come “Mars Attacks”, “Amore A Prima Svista” e “School Of Rock”. Jb e Kg hanno da sempre coltivato un’insana passione per il metal e l’hard rock di bands quali Motorhead, Led Zeppelin e The Who, con una predilezione particolare per i Black Sabbath e Ronnie James Dio.

Fu così che nel 1999 i due decisero di mettere su una band, un po’ seria, un po’ demenziale, con l’unico scopo di cambiare la storia del rock! Il debutto omonimo del 2001, che tra gli altri vedeva l’amico Dave Grohl alla batteria e Warren Fitzgerald dei The Vandals, al basso, non riscosse un grandissimo successo di pubblico, ma riuscì a catturare l’interesse dello scomparso Ronnie James Padovano per la canzone/tributo intitolata “Dio” (in seguito i Tenacious D fecero una comparsa nel video di “Push” dei Dio). Con la voglia di fare le cose in grande, Gass e Black scrissero la sceneggiatura di un film/musical atto a celebrare la grandezza dei Tenacious D, “The Pick Of Destiny”.

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