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LED ZEPPELIN: inediti in arrivo?

obama-led-zeppelin_2416748bIn una recente intervista, Robert Plant ha dichiarato di avere tra le mani alcuni vecchi inediti degli Zep, tra questi alcuni cantati niente meno che da Jones. Leggi il resto di questa voce

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CARCASS: ascolta la nuova “Captive Bolt Pistol” e mettiti l’anima in pace

Carcass++2013Ok, i Carcass stanno per uscirsene con un nuovo album, “Surgical Steel”. Da fan di vecchia data non mi aspetto niente di che, anzi. Sono convinto che l’anima della band fosse il buon Ken Owen, il vero ‘genio’, questo con tutto il rispetto per Steer e Walker, anch’essi parte essenziale del suono del combo inglese, ma Ken era la marcia in più. Aveva senso questa reunion senza di lui? Leggi il resto di questa voce

I 25 cantanti hard rock ed heavy metal più ricchi del mondo!

angus_youngSiete mai stati curiosi di sapere esattamente quanto guadagnano i vostri eroi? O magari semplicemente verificare se il grande rock paga ancora e paga bene, abbastanza da giustificare le vostre speranze di salire sul palco del Sonisphere per cantare a squarcia gola quei brani che provate da anni in garage con gli amici, magari circondati da mandrie di ragazzine scatenate e disposte a tutto pur di avere una foto con voi da piazzare su Facebook? Leggi il resto di questa voce

Perché anche i Beatles ed i Rolling Stones glielo succhiano: LED ZEPPELIN – “Celebration Day” (Warner)

led_zeppelin_Con un disco del genere non potevo usare titolo diverso, sono anni che lo volevo scrivere e finalmente ho avuto la mia sperata possibilità. Lo ripeto in modo meno copulativo, i Led Zeppelin sono la più grande band della storia del rock (e della musica), una spanna sopra i Beatles ed i Rolling Stones e, qui vado oltre l’immaginabile, anche dei Pink Floyd (dov’é il rogo? Vado da solo, grazie). Leggi il resto di questa voce

I 10 assoli piú belli della storia dell’heavy metal (e dell’hard rock)

Pochi giorni fa, in preda ad uno dei miei momenti ipnotici, ascoltando i King Crimson di “Red” mi sono chiesto: “David, ma quali sono gli assoli piú belli della storia del metallo?“. Capirete bene che la questione non era certo delle piú elementari. Leggi il resto di questa voce

Rottamare o non rottamare? Questo è il dilemma!

Ok ok, qui non facciamo né vogliamo fare politica, ci mancherebbe, però voglio prendere spunto dal ‘motto’ di Renzi per chiedermi e chiedervi se non sarebbe il caso di rottamare un po’ di vecchiardi e dare più chance alla bella gioventù. Mi spiego meglio. Il rock è morto da anni, si ripete all’infinito riproponendo ciclicamente le stesse cose, il metal che è parte del rock non è certo da meno. Se fino ad un anno fa tutti sembravano avere riscoperto il piacere più putrido del vecchio death metal, oggi gli stessi hanno riscoperto il piacere di usare lo skate ed indossare i jeans stretti con questo thrash metal qua e thrash metal la. Che palle! Sapete che c’é? C’é che voi fruitori finali siete proprio delle puttane, ma delle puttane di bassa lega e senza cervello. Perché? Leggi il resto di questa voce

L’uomo che ha fatto il successo dei Bon Jovi: RITCHIE SAMBORA – “Aftermath Of The Lowdown” (Warner)

Lo dico sin da subito, forse sono il meno adatto a recensire il nuovo album di Ritchie Sambora, ma qui a Brutal Crush non ho trovato un’anima pia disposta a prendere in carico questo disco. Ad alcuni ho evitato di chiederlo a priori perché conoscevo la risposta, con altri a nulla sono servite le mie doti di oratore. Leggi il resto di questa voce

SHAKIRA: adoro i Metallica, guarda la sua cover di “Nothinig Else Matters”!

Ok, di gente che ascolta hard rock ed heavy metal è pieno il mondo, ma non c’é cosa più piacevole dello scoprire i più insospettabili tra i fruitori. Vogliamo parlare della passione per i Testament di Chiara Iezzi del duo Paola & Chiara? Del Presidente della Regione Lombardia, Formigoni, che se ne va a vedere il Big 4 perché sta a ruota con il vecchio thrash metal? Leggi il resto di questa voce

GIBSON: è una vergogna!

Il noto marchio che produce ed ha prodotto le chitarre più famose della storia del rock ed ha accompagnato le carriere di gente come Led Zeppelin, Black Sabbath, Guns’N’Roses, Megadeth, Metallica e via metalleggiando, si trova in un mare di merda ed è calata l’oscurità sul suo futuro. Leggi il resto di questa voce

I migliori cantanti di sempre per N.M.E.

Gli americani hanno sempre vantato delle fissazioni inconcepibili, come queste sindacabili classifiche ‘assolutistiche’ stilate dai redattori di questo o quel magazine. Come accade una volta ogni 5/6 anni, alternativamente con Billboard e Rolling Stone (quello americano, non quella ‘cosa’ italiana), N.M.E. ha stilato la sua classifica dei 10 cantanti migliori di sempre. Al primo posto troviamo sua maestà Freddy Mercury ed al secondo Axl Rose, due scelte a nostro avviso azzeccate perché parliamo di due singer dalle voci realmente uniche. Dal terzo posto in poi nascono i dubbi con la presenza di Michael Jackson. Per carità, non saremo certo noi a mettere in dubbio la sua bravura, ma non ci sembra che abbia mai avuto questa voce bellissima, ne deduciamo che sia più un titolo alla memoria che non al valore. Di seguito, dopo Jackson sia chiaro, troviamo David Bowie e Robert Plant. Leggi il resto di questa voce

EXHUMED – “All Guts, No Glory” (Relapse)

Non lo dico per vanto, anche perché c’é poco da vantarsi, ma tra tutti quelli che conosco, siano essi amici e/o conoscenze, sono convinto di essere l’unico a possedere tutta la discografia originale degli Exhumed, o almeno tutti i full lenght. Come mai? Non lo so, tutto è iniziato per gioco quando lessi una recensione del loro debutto, “Goregasm”, su quella che all’epoca era una fanzine francese, Metallian. Figuratevi se un fanatico dei Carcass come il sottoscritto non correva a comprarsi un disco definito il giusto prosieguo dei primi due capitoli del ‘culto’ inglese. Da allora, non so perché, senza neanche tanta passione, ogni volta che mi trovavo di fronte ad un loro disco usato che mi mancava lo compravo, lo compravo perché alla fine mi ero affezionato e, da buon collezionista psicopatico, mi sembrava brutto lasciare incompiuta la discografia, in fondo erano la migliore cover band dei Carcass di ogni tempo. Eh si, perché questi californiani tutti budella e sangue altro non sono che una cover band dei Carcass che metaforicamente suona degli inediti di Walker e Steer, un po’ come i Krokus per gli Ac/Dc tanto per capirci. Leggi il resto di questa voce

Super cocktail brutale con SAMAEL, LOCK UP e BLACK COUNTRY COMMUNION!

Potevamo non proporvi un nuovo e brutale cocktail di quelli che solo noi sappiamo putrescentemente fare? Ovviamente non potevamo privarvi di questi piaceri, allora eccoci con un’altra sanguinolenta proposta, questa volta in compagnia di Samael, Lock Up e Black Country Communion! Partiamo con i Samael di cui potete ammirare il video per la nuovissima “Luxferri”, singolo apripista di “Lux Mundi”, la loro ultima release uscita poche settimane fa per Nuclear Blast. A seguire vi presentiamo il trailer di “Necropolis Transparent”, il nuovo capolavoro death/grind dei Lock Up, la all star band che vede coinvolti Shane Embury (Napalm Death), Nicholas Barker (ex Cradle Of Filth e Dimmu Borgir) e Tomas Lindberg (At The Gates)! Leggi il resto di questa voce

Enslaved: come ti stupro i Led Zeppelin senza vasellina!

Vi presentiamo, direttamente dall’ultimo show tenuto in quel di Oslo, la cover del classico dei Led Zeppelin, “Immigrant Song”, a firma Enslaved. Cosa possiamo dire a riguardo? Un’oltraggio? Una bestemmia? Dovremmo trovare il modo di bruciarli vivi? Molto probabilmente si perché questa versione fa un po’ schifo in effetti, però i feticisti del brutto come noi trovano sempre qualcosa di bello nelle cover mal fatte, non sappiamo perché, ma a noi gli Enslaved piacciono anche così. Leggi il resto di questa voce

BLACK LABEL SOCIETY – “The Song Remains Not The Same” (Entertainment One Music)

Qui a Brutal Crush i Black Label Society sono amatissimi, in fondo come si può non amare tutto ciò che è stato legato al nome dei Black Sabbath, anche se non direttamente? Molti di voi ricorderanno la mia recensione dell’ultimo disco di Wylde e la sua band, quel “Order Of The Black” che sembrava scritto su misura per Ozzy Osbourne, bene adesso beccatevi questo “The Song Remains Not The Same”, album sulla falsa riga di “Hangover Music Vol. 1” uscito qualche anno fa ed in cui Zakk esternava tutto il suo amore per il blues, il country ed il southern rock. Fondamentalmente questa nuova release è da considerarsi un semplice intermezzo in attesa del nuovo album, un modo come un altro per tenere sempre ‘svegli’ fans e curiosi. Vi devo segnalare che all’interno di “The Song Remains Not The Same”, tra le varie, troverete quattro brani estratti da “Order Of The Black”, qui in versioni ovviamente diverse come la strabiliante versione acustica di “Parade Of The Dead”, la cover dei Black Sabbath di “Junior’S Eyes” tratta da “Never Say Die” ed un altro paio di brani, a mio avviso superflui, tra cui una cover di Simon & Garfunkel. Leggi il resto di questa voce

DIAMANDA GALÀS & JOHN PAUL JONES – “Sporting Life” (Bmg 1994)

È dalla notte dei tempi che tutti gli amanti della musica, dai semplici ascoltatori ai critici, discutono su quale sia la più grande band della storia del rock. I nomi che vanno per la maggiore sono sempre gli stessi, Pink Floyd, Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, Mortician e pochi altri, è solo una questione di gusti, niente di più, perché sono tutti nomi che hanno fatto la storia. Personalmente non ho dubbi sulla mia preferenza, i Led Zeppelin sono stati i più grandi di tutti. Però, se su queste affermazioni potremmo stare a discutere per giorni e giorni senza trovare una risposta, al contrario non ci sono dubbi sul nome della più grande voce femminile della storia della musica, Diamanda Galàs, la greca che ha cantato veramente tutto, dal blues al gothic, passando per lirica, avanguardia, pop e hard rock. Tutto questo pippone mentale per dire cosa? Semplice, “Sporting Life” altro non è che l’unione tra il groove dei Led Zeppelin e la voce di Diamanda. Niente chitarre, solo basso, batteria, voce ed un accenno di organo qua e là per il dark album più bello ed oscuro degli ultimi vent’anni, un’opera unica nel suo genere che non ha visto similitudini né prima né dopo. Il disco è paragonabile ad un mosaico all in black dove i riferimenti sono molteplici, dall’hard rock più seventies al blues, passando per un certo rhythm & soul fino al dark più classico e l’avantgarde, il tutto rivisto in un’ottica per certi versi indescrivibile a parole. Leggi il resto di questa voce

INTERFERENZE – “V 1.1/ V 1.2″ (Interferenze/Audioglobe)

Sono un duo fiorentino, hanno un passato rock, ma hanno anche in comune l’amore per la musica elettronica e per i Nine Inch Nails. Interferenze è quindi un progetto che affascinerà chi si nutre dell’electronic pop rock degli anni ottanta, per chi ama i Depeche Mode e via dicendo. Una proposta volendo anche un po’ coraggiosa, un tornare indietro nel tempo, ad un periodo musicale però mai dimenticato. “Il sound di Interferenze e’ il suono nervoso e metallico del distacco contemporaneo, sintetico e martellante ai confini del rock industrial ”recitano le note biografiche. “L’interferenza non è altro che un disturbo, la rottura di un equilibrio, di uno schema, un qualcosa di imprevisto e imprevedibile” è la loro filosofia. Nel primo cd i testi sono completamente in italiano ed il sound sia in “La Resurrezione” che in “Moto perpetuo” ha una freddezza essenziale, e le parti cantate ricordano a volte Bluvertigo e Subsonica. Si prosegue con “Indelebile” e con “Dentro Un Attimo”, quest’ultima vicino al periodo “Vienna” degli Ultravox. Ma dopo questa parte più commerciale, la band cerca di cambiare le carte in tavola, con molta più sperimentazione, partendo dallo strumentale “Indivisibile”, che sicuramente rende il cd più interessante ed anche “Fluido”, che parte all’insegna della vera elettronica, per trasformarsi poi in una perfetta fusione tra rock ed elettronica. Il secondo cd è invece in lingua inglese e racchiude alcuni loro brani in una nuova veste. C’è anche un brano che farà discutere, la cover di “Immigrant Song” dei Led Zeppelin, qui rivista a loro modo, resa molto più elettronica, una specie di Zeppelin meets Kraftwerk e non a caso il brano finisce con una citazione proprio di “Trans Europe Express” della band teutonica. Leggi il resto di questa voce