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Genio, sregolatezza e paura… Le sinfonie rosso sangue di John Carpenter

Se si fosse trattato di parlare esclusivamente dei film del Maestro Carpenter, probabilmente avrei dovuto tirare giù uno speciale di proporzioni enciclopediche. Lo stile di questo regista è unico, qualcosa di così personale che un suo fotogramma lo riconosci immediatamente. Svariato tempo fa Aldo mi ha chiesto di buttare giù qualche commento sulle sue colonne sonore. Leggi il resto di questa voce

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RAMMSTEIN – “Made In Germany” (Universal)

Non è un caso se uno dei miei pochi veri vanti nella mia carriera di scribacchino sia l’essere stato il primo ad avere dato addirittura la copertina di un magazine ai Rammstein, ovviamente in Italia. A suo tempo mi presi non poche critiche dai soliti idioti, ma la storia mi diede ragione. Non a caso oggi i Rammstein sono considerati un must anche e soprattutto dal popolo ‘metal’, sempre se l’espressione popolo sia accettabile. Con tutto questo non voglio dire che sono stato io ad importare la band in Italia, ma di sicuro ho dato un mio piccolo contributo. Perché i Rammstein sono diventati così importanti? Leggi il resto di questa voce

RAMMSTEIN: beccatevi il nuovo video!

Ricordo che quando conobbi i Rammstein era da poco uscito “Sehnsucht”, parliamo di metà degli anni ’90. Al tempo frequentavo con tutti gli amici le serate industrial del Black Out, quando questo stava vicino San Giovanni ed era l’unico punto di riferimento per chi ascoltava metal, gothic, punk, industrial e e tutta la roba più alternativa in circolazione. Ricordo bene che quando il dj metteva “Du Hast” si creava il panico in sala, non esagero, tutti ballavano quel brano e tutti amavano i Rammstein, robe che oggi ti sembrano follie. Leggi il resto di questa voce

ORB Featuring DAVID GILMOUR – “Metallic Spheres” (EMI)

Non è molto semplice fare musica elettronica nel 2011, parlo di musica elettronica non banale, perché di quella falsa ce n’è veramente tanta. Per gli Orb l’idea di inserire auno special guest del calibro di David Gilmour è sicuramente una mossa vincente, mentre per Gilmour, che non deve dimostrare più niente a nessuno, è stata forse voglia di provare un qualcosa di diverso. Gli Orb sono uno dei gruppi di punta della nuova musica elettronica, anche se è da molti anni che sono in giro, circa un ventennio, “nuovi” anche perché considero vera e  pura musica elettronica solo quella dei Tangerine Dream e dei Kraftwerk. Ho sempre considerato gli Orb band una troppo fredda e tecnologica, furba nel saper riciclare quel sound che negli anni settanta era veramente all’avanguardia, ma poco abile a ricrearne quel tocco di genialità che avevano le due bands tedesche sopra citate. Il nome di David Gilmour mi ha attirato cercando di smentire questi miei pensieri, ma non è bastato affatto e continuo a preservare la mia convinzione per questa band. Leggi il resto di questa voce

INTERFERENZE – “V 1.1/ V 1.2″ (Interferenze/Audioglobe)

Sono un duo fiorentino, hanno un passato rock, ma hanno anche in comune l’amore per la musica elettronica e per i Nine Inch Nails. Interferenze è quindi un progetto che affascinerà chi si nutre dell’electronic pop rock degli anni ottanta, per chi ama i Depeche Mode e via dicendo. Una proposta volendo anche un po’ coraggiosa, un tornare indietro nel tempo, ad un periodo musicale però mai dimenticato. “Il sound di Interferenze e’ il suono nervoso e metallico del distacco contemporaneo, sintetico e martellante ai confini del rock industrial ”recitano le note biografiche. “L’interferenza non è altro che un disturbo, la rottura di un equilibrio, di uno schema, un qualcosa di imprevisto e imprevedibile” è la loro filosofia. Nel primo cd i testi sono completamente in italiano ed il sound sia in “La Resurrezione” che in “Moto perpetuo” ha una freddezza essenziale, e le parti cantate ricordano a volte Bluvertigo e Subsonica. Si prosegue con “Indelebile” e con “Dentro Un Attimo”, quest’ultima vicino al periodo “Vienna” degli Ultravox. Ma dopo questa parte più commerciale, la band cerca di cambiare le carte in tavola, con molta più sperimentazione, partendo dallo strumentale “Indivisibile”, che sicuramente rende il cd più interessante ed anche “Fluido”, che parte all’insegna della vera elettronica, per trasformarsi poi in una perfetta fusione tra rock ed elettronica. Il secondo cd è invece in lingua inglese e racchiude alcuni loro brani in una nuova veste. C’è anche un brano che farà discutere, la cover di “Immigrant Song” dei Led Zeppelin, qui rivista a loro modo, resa molto più elettronica, una specie di Zeppelin meets Kraftwerk e non a caso il brano finisce con una citazione proprio di “Trans Europe Express” della band teutonica. Leggi il resto di questa voce