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Il rock fa moda? Non chiederlo ai Kiss!

kiss-john-varvatos-sfilata-milano-2014-570x380Non sono un antisemita, ci mancherebbe, però è il caso di dire che il buon Gene Simmons tira fuori tutta la sua ebraicità quando ci si mette. Va bene essere testimonial della Pepsi, va bene lo scontro in un talk show con Michael Jackson, va bene anche la reunion con Pete e Ace per l’incoronazione al Rock And Roll Hall Of Fame, però che cazzo, vedere i Kiss testimonial dello stilista Varvatos è veramente troppo. Leggi il resto di questa voce

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I 10 regali di Natale del VERO metallaro!

babbo_natale_metalLa domanda che tutti i metallari si pongono alle soglie del Natale è: mo che cazzo mi faccio regalare? Bene, noi di Brutal Crush vi veniamo incontro e vi suggeriamo una lista di ben 10 regali da chiedere a chi vi ama per rendere più heavy la vostra vigilia. Leggi il resto di questa voce

#1 Echissenefrega: tutte le notizie di cui potremmo fare a meno!

Coroner---Band-memberL’altra sera ci trovavamo a cena presso la mia dimora con Aldo e, parlando del metallo, mi ha riferito della defezione del Cecca a cui aveva dato in gestione il nostro blog. Morale della favola abbiamo dovuto decidere cosa fare, se chiudere o rimetterci a scrivere consegnandone però la gestione materiale ad una terza persona. Leggi il resto di questa voce

I 25 cantanti hard rock ed heavy metal più ricchi del mondo!

angus_youngSiete mai stati curiosi di sapere esattamente quanto guadagnano i vostri eroi? O magari semplicemente verificare se il grande rock paga ancora e paga bene, abbastanza da giustificare le vostre speranze di salire sul palco del Sonisphere per cantare a squarcia gola quei brani che provate da anni in garage con gli amici, magari circondati da mandrie di ragazzine scatenate e disposte a tutto pur di avere una foto con voi da piazzare su Facebook? Leggi il resto di questa voce

KISS: uomo o donna devi ‘stare in campana’, Gene Simmons te lo butta al culo!

Gene-Simmons-Shannon-Tweed-attenti-a-loroQuando abbiamo appreso questa notizia qui a Brutal Crush ci siamo ‘spisciati’ dalle risate, quel matto di Gene Simmons non conosce vergogna ed a noi piace così, lui è il lato bestiale dei Kiss! Pochi giorni fa, in occasione di un’intervista, Chester Bennington dei Linkin’ Park ha raccontato che, quando incontrò per la prima volta Simmons, questo lo prese alle spalle e gli disse che, se fossero stati in prigione, glielo avrebbe messo amorevolmente nel culo. Leggi il resto di questa voce

Non il solito tributo: KISSOLOGY – “Alive 51” (Underground Symphony)

Ognuno di noi ha sempre avuto le sue fissazioni. Dico ciò perché in gioventù ero seriamente in paranoia con un disco power metal italiano che considero ancora uno dei migliori prodotti di tutta la scena del tenpo, mi riferisco al debutto omonimo degli Shadow Of Steel, piccolo gioiello che molto doveva ai primi due dischi dei Crimson Glory, capitanato dal bravissimo Andrea, il Midnight di casa nostra, almeno per piú di un redattore dell’epoca. Leggi il resto di questa voce

SLAYER: anche versione dubstep spaccano ‘i corn!

Gli Slayer non sono nuovi a remix e contaminazioni improbabili, forse non tutti lo ricorderanno ma gente come i Beastie Boys ha costruito i brani hip hop più belli di ogni tempo campionando Araya e compagni. Leggi il resto di questa voce

#13 Brutal Playlist: i più ascoltati dai Crushers of the Dead!

Il tempo passa e le cose cambiano, Brutal Crush tra qualche mese festeggerà i suoi primi 2 anni, di cose ne abbiamo fatte e voi siete sempre più numerosi e calorosi: grazie! Come ho appena scritto, le cose cambiano, gente che va e gente che viene, la squadra è in continua mutazione, fa parte del gioco. Leggi il resto di questa voce

Street, Hair e Glam, sono tutte cazzate: tolto “Appetite…” non resta niente!

Paillettes, capelli cotonati, smalti e rossetti. Tranquilli, non vi ho descritto solo l’immagine di una qualsiasi puttana transgender di cui Roma la notte è piena, ho semplicemente sintetizzato il look di una mandria di ex giovani hard rockers che negli anni ’80 spopolarono tra gli imbecilli. Si, perché un conto sono David Bowie, i New York Dolls, i The Tubes o i Kiss che con il trucco, il facepainting e l’ambiguità hanno cambiato la storia del rock, un conto sono tutte le pop band finto dure che per meno di 10 anni hanno sconvolto i sistemi ormonali delle ragazzine di tutto il mondo, le americane più di tutte. Leggi il resto di questa voce

You wanna the best? You got the best band in the world: KISS – “Monster” (Universal)

I Kiss… Cazzo, ho adorato i Kiss… Figuratevi che conservo ancora la mia iscrizione al Kiss Army… Ma questi sono i Kiss? Ecco una domandona a cui solo il cuore ed il portafogli possono rispondere. Il portafogli tentenna, dare ancora soldi a Gene e Paul è faticoso, ma il cuore…. Eh… Il cuore dice, si cazzo, sono i miei fottutissimi 4 bastardi! Ok, dei quattro originali ne sono rimasti 2, ma quelli buoni, perciò niente polemiche, ok? Bene, avevamo lasciato la band con quella mezza schifezza di “Sonic Boom”, dischetto inascoltabile di cui si salvavano si e no 3 brani, pezzi sicuramente belli, ma poca roba per un full lenght. Leggi il resto di questa voce

L’uomo che ha fatto il successo dei Bon Jovi: RITCHIE SAMBORA – “Aftermath Of The Lowdown” (Warner)

Lo dico sin da subito, forse sono il meno adatto a recensire il nuovo album di Ritchie Sambora, ma qui a Brutal Crush non ho trovato un’anima pia disposta a prendere in carico questo disco. Ad alcuni ho evitato di chiederlo a priori perché conoscevo la risposta, con altri a nulla sono servite le mie doti di oratore. Leggi il resto di questa voce

KISS: Gene Simmons ‘raccomanda’ la figlia ad X Factor U.S.A.!

Noi italiani non ci dovremmo stupire poi molto di scandali e roba simile, in fondo basta aprire un qualsiasi tabloid o leggere di tanto in tanto La Cruda Verità  per abituarsi a tutto. Se però siete tra quelli che hanno detto almeno una volta ‘quello è lì perché raccomandato da’, allora non potete non sentire questa. La bella Sophie Tweed Simmons, figlia del ben più noto Gene, dopo avere urlato ai quattro venti che ad X Factor ce l’avrebbe fatta senza l’aiuto di nessuno, si è presentata ai provini niente di meno che accompagnata dal padre, dalla madre Shannon (ex modella di Playboy) e dal fratello Nick, in pratica la famiglia al completo. Leggi il resto di questa voce

#11 Brutal Playlist: i più ascoltati da queste parti!

L’estate sta giungendo al termine, tutto sta per tornare alla normalità e, di conseguenza, speriamo che con l’arrivo dell’autunno finisca questo revival del thrash metal perché, siamo sinceri fino in fondo, tenendo presenti le dovute eccezioni ci ha sbrindellato i testicoli con tutte queste uscite mediocri: basta! Tra i già troppi cd/file promozionali che ci arrivano ogni giorno, diventa sempre più difficile trovarne qualcuno che nelle note di presentazione non ficchi in qualche modo la parola ‘thrash’, dall’uscita descritta come thrash metal vecchia scuola a quella che, pur trattandosi di funeral doom alla Unholy, deve comunque ricordare che un ex membro, oggi dedicatosi alla semina delle castagne, in gioventù militava nella sconosciutissima band tale x che faceva thrash. Per fortuna siamo lontani dagli anni in cui se non suonavi power metal alla Stratovarius non avevi diritto ad esistere, ma ci manca poco. Ho dei terrificanti incubi se ripenso alle copertine dei giornali dell’epoca, per non parlare delle recensioni e delle interviste, sembrava la fiera del rincoglionito. Leggi il resto di questa voce

Cosa mi ascolto oggi? KISS – “Destroyer [Resurrected]” & KATATONIA – “Dead End Kings”

Ci sono dei tabù non detti nel nostro circuito che provocano non pochi imbarazzi. Per non si sa quale motivo alcune band sono intoccabili a priori. Ad esempio,  ti possono capitare quei dischi che apparentemente catalogare è difficile perché tutti ci ‘devono’ sentire ciò che non è, come ad esempio “Dead End Kings” dei Katatonia, ma che tutti apprezzano a priori e guai a chi dice la verità. Partiamo perciò proprio dalla band svedese. Sarò ottuso, o come preferite definirmi, ma per me i Katatonia dopo “Brave Murder Day”, uno dei capolavori assoluti del gothic/death di ieri, oggi e domani, potevano tranquillamente sciogliersi, avevano inciso il massimo e non c’era bisogno di scrivere altro. Leggi il resto di questa voce

Jager-Slayer? Kerry King nello spot della Jagermeister!

Mentre qui a Brutal Crush siamo tutti in ansia per le condizioni dell’ultimo immortale, Giulio Andreotti, colui il quale ci ha visti nascere, vivere e, secondo alcune antiche profezie, ci vedrà anche morire, ci consola notare che Kerry King si sia lanciato in un’avventura commerciale di tutto rispetto come la promozione di un alcolico quale lo Jagermeister! Leggi il resto di questa voce

#4 Roba varia per gusti ricercati

Come spesso accade, quando il buon Aldo mi sommerge di promo, mi vedo felicemente costretto a ricorrere alla vostra rubrica preferita, la recensione multipla che non ha niente a che vedere con quella cagata della FIAT multipla, autentico aborto del design, ma queste sono altre storie. Leggi il resto di questa voce

Esclusiva!!! MARK ZONDER: lo chiamavano Thunder Child!

Intervista raccolta da Tarja Virmakari

Introduzione di Aldo Luigi Mancusi


Ci sono interviste che in vita tua non immagineresti mai di fare, anche se sei navigato e da anni parli con questo e quel artista. Che ci crediate o no, è molto più facile intervistare il big di turno che non il nome di culto, quel musicista che ti ha cambiato la vita ma che non sai proprio dove andare a pizzicare per strappargli quattro parole. Leggi il resto di questa voce

KISS – “Dynasty” (Casablanca, 1979)

Non c’é un motivo specifico per cui ho deciso di parlare con voi di “Dynasty”, il primo album dei Kiss che fu vittima di non poche critiche, semplicemente trovo questo platter fuori dagli schemi, un’uscita che per l’epoca, specialmente se firmata da loro, ebbe un effetto dirompente sul mondo della musica. Siamo alla fine degli anni settanta, precisamente nel 1979, il punk ormai era all’apice, i grandi dell’hard rock, ad esclusione forse dei Black Sabbath, erano considerati dei dinosauri, così come una sorte ancora peggiore stavano subendo le band progressive, troppo romantiche, composte e perfettine per quella rivoluzione. I Kiss però erano un’eccezione, il loro glam, quel loro essere così eccentrici e così in your face, la loro immagine trasgressiva ed allo stesso tempo curiosa, il non sapere chi fossero realmente quei quattro musicisti, bene tutto questo li rese una delle pochissime band old school in grado di sorpassare indenni la sfida dei vari Sex Pistols, Damned e Clash (escludo i Ramones perché erano un’altra cosa, così come non cito i Misfits perché furono noti ai più molti anni dopo grazie ai Metallica). Leggi il resto di questa voce

KISS: altro che Hello Kitty, fatti 4 panda!

I Kiss ci hanno veramente abituati a tutto, anche a più di quanto umanamente potessimo sopportare. La più grande multinazionale del rock’n’roll, dopo averci propinato pupazzetti, bare, frigoriferi ed un’altra infinità di accessori tutti rigorosamente marchiati Kiss, ha deciso di conquistare il mondo dei più piccoli mettendosi in diretta concorrenza con quella puttanaccia tutta rosa e dolcezza meglio conosciuta come Hello Kitty: Leggi il resto di questa voce

WE’RE A HAPPY FAMILY – “A Tribute To Ramones” (Sony, 2003)

Qualcuno recentemente ha scritto in un commento che io sono l’ultimo punk tra i metallari. Partendo dal principio che ringrazio questo ragazzo per quello che definisco un complimento, ho preso spunto da tale affermazione per ‘riscrivere’ la recensione di quello che probabilmente è il più imponente tributo che la storia del rock ci abbia mai regalato. Non sono così enfatico e pomposo solo per il rapporto speciale che lega noi di Metal Shock con i Ramones, ma lo dico perché basta guardare chi ha voluto tributare Joey e compagni. Penso che anche nel più roseo dei futuri sarà veramente difficile ritrovare, tutti insieme in un solo disco, ad omaggiare una sola band, gente come U2, Metallica, Garbage, Red Hot Chili Peppers, The Offspring, Rob Zombie, Eddie Vedder, Kiss e Tom Waits: in pratica il gotha della discografia internazionale, un ‘all stars album’ fatto di nomi che hanno scalato le classifiche, riempito stadi e guadagnato miliardi. Ed i Ramones? Leggi il resto di questa voce

Metal loves Pop: pane, amore e fantasia! Con intervista a Chiara Iezzi (Paola & Chiara)

La storia dell’heavy metal, volenti o nolenti, più volte si è incrociata con il mondo -da molti integralisti disprezzato- del pop, senza intendere la sola musica ma tutto ció che di commerciale ruota intorno a questo termine, una parola che vuol dire tutto e non vuol dire niente. Facciamo giusto qualche esempio per non dimenticare. Partiamo da una band che è il simbolo di molti difensori del ‘vero’ metallo, i Saxon. Qualcuno ricorda la partecipazione dei crusaders in quel del festival di Sanremo? O qualcuno ricorda la loro bellissima cover dell’hit “Ride Like The Wind” dei Criss Cross? Mmm… Pochi mi sa… Andiamo avanti. Veri maestri del ‘genere’ sono stati senza dubbio i Kiss. Dimenticando la loro performance sempre in quel di Sanremo, nonché un album come “Dynasty” (opera di dance music contenente la super hit “I Was Made For Lovin’ You” che ancora oggi domina le serate dedicate ai favolosi anni settanta), i quattro re-masked hanno fatto praticamente di tutto, dagli spot per la Pepsi agli scontri televisivi finto-grotteschi con il sosia di Michael Jackson, fino alle partecipazioni ai più dementi programmi di MTV; ma si sa che Gene non si è mai fatto troppi problemi a riguardo: come non ricordare la sua cover di “Firestarter” dei Prodigy? A proposito dello scomparso Jackson, vogliamo dimenticare la partecipazione di tale Slash sul disco “Dangerous”? Proseguiamo con un altro paio di chicche da non dimenticare ed andiamo a disturbare niente meno che Kerry King degli Slayer! Come dimenticare la partecipazione in compagnia dei ‘true metallers’ Sum 41 alla colonna sonora di Spider Man con il brano “What We’re All About”? A tal proposito è giusto ricordare che i brani degli Slayer furono tra i più campionati nell’era d’oro dell’hip hop: non a caso Kerry King collaboró anche con i Beastie Boys.

Vogliamo parlare del buon Alice Cooper immortalato da Vanity Fair nei suoi incontri di golf insieme a Catherine Zeta Jones? Ed Ozzy? Dico, tra reality e pubblicità varie penso che il Madman possa veramente ambire al podio di icona pop! Vogliamo a questo punto citare le svariatissime partecipazioni di Bruce Dickinson nelle vesti di opinionista nei programmi più trash del palinsesto televisivo di sua Maestà? Tornando in casa Black Sabbath, come dimenticare il cartoon dedicato ai quattro che, negli anni settanta, tenne compagnia a milioni di bambini in tutto il mondo? Lo stesso Ronnie James Dio non si negó una comparsata nel cult movie demenziale “Tenacious D ed il Plettro del Destino”. Di esempi ne potrei fare veramente un’infinità. Inutile citarvi il recente tributo di Patton alla musica leggera italiana o tutte le dichiarazioni dei vari Metallica, Paradise Lost, Rob Halford, Mustaine e Dickinson contro il metal, definito, in modi e tempi diversi, morto e sepolto. Il perché di certe ‘uscite’? Semplice, anche la più ‘true’ delle hard rock/metal star ha sempre sognato di essere un’icona pop, un po’ per soldi, un po’ per vanagloria, un po’ forse per circondarsi di belle fighe e non delle solite tristissime black queen! Non a caso lo stesso Lemmy, tra le varie, fece sue due icone pop come Cher e Samantha Fox.
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