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I 10 brani metal FONDAMENTALI per fare del gran sesso!

Funeral-Party-Immagini-dal-film-6_midOgnuno di noi ha sempre avuto una sua colonna sonora ideale per fare sesso con la partner del momento, sia essa la fidanzata storica, la moglie o la bella rimorchiata in qualche club fumoso. Leggi il resto di questa voce

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#2 A me me piace, il disco che gli Helloween non fanno dal 1991: UNISONIC – “Unisonic” (earMusic)

Unisonic - Unisonic[13-07-41]A chi non mancano gli Helloween del periodo Kiske, magari con Hansen alla chiatarra? Penso a tutti quelli che hanno vissuto con entusiasmo il grande heavy metal delle zucche ed ancora oggi conserva gelosamente e con orgoglio i due “Keeper…”. Leggi il resto di questa voce

Il Power Metal è come l’Olocausto: vogliamo il giorno della memoria!

this_world_needs_more_nazi_zombiePer chi sperava in un’estinzione inesorabile del power metal alla Stratovarius ho qualche brutta notizia, il genere purtroppo non sembra voglia saperne di togliersi dalle scatole, so per certo di giovani e vecchie schiere di cerebrolesi pronte a correre su due pedali ed a stritolarsi i genitali con il filo spinato. Leggi il resto di questa voce

#1 Brutal News: tutte le novità della settimana e non solo!

Metallica-Quebec-MagneticEra da un po’ che se ne parlava da queste parti, come catalizzare al meglio le novità più importanti di un periodo temporale senza intasare il blog con post su post, però con il solito piglio, un po’ cazzarone ed un po’ dissacrante. Alla fine il Capo ha deciso di tirare fuori una specie di rassegna stampa settimanale dove in pillole vi riassumiamo un po’ tutto quello che c’é da raccontare, ma alla nostra maniera! Siete pronti? Leggi il resto di questa voce

UNISONIC – “Ignition” (Edel): Vincenzo Barone ha analizzato per voi il nuovo album della band di Kiske e Hansen!

Le All-Star band vanno trattate con cura, maneggiate ed ascoltate con quel po’ di attenzione in più, non fosse altro per non inimicarsi fan, case discografiche e personaggi di spicco della scena. Personalmente ho vissuto in passato esperienze simili con la rilassatezza tipica di chi decide, suo malgrado, di farsi una corsetta su un campo minato: si può saltare in aria ad ogni nuovo passo! Da sola la line-up degli Unisonic può rendere nervosi, musicalmente parlando: Kai Hansen (membro fondatore degli Helloween e poi leader dei Gamma Ray) alla chitarra, la sezione ritmica dei Pink Cream 69 (che vede Kosta Zafiriou alla batteria e Dennis Ward – noto anche, e forse soprattutto, per il suo lavoro di produttore per nomi del calibro di Angra, House Of Lords, Primal Fear, Krokus e i suoi Place Vendome, tra gli altri – al basso), Mandy Meyer (nei Gotthard prima e nei Krokus poi) all’altra chitarra, ed infine dietro al microfono nientepopòdimenoche mister Michael Kiske, primo singer solista degli Helloween e poi transfugo pentito dall’universo metal, mai però così nettamente abiurato in fin dei conti. Leggi il resto di questa voce

Michael Kiske e Kai Hansen di nuovo insieme!

Vi ricordate gli Helloween? No, non dico quelli con un certo Andi Deris alla voce, mi riferisco a quella band crucca che vedeva insieme la coppia Kiske/Hansen, quella bizarra coppia che ha scritto due dischi che hanno letteralmente rivoluzionato la storia del metal classico dei tempi, i “Keeper Of The Seven Keys I & II” che tanto ancora riecheggiano nei ricordi di tutti. Bene, la strana coppia è tornata finalmente insieme! Leggi il resto di questa voce

RHAPSODY OF FIRE – “From Chaos To Eternity” (Nuclear Blast)

Essere l’unico in redazione disposto a recensire il nuovo cd degli ex Rhapsody non è una cosa che mi regala tutto ‘sto entusiasmo. Chiamatemi prevenuto, chiamate come vi pare, la mia vita non cambia, se non in peggio. Probabilmente sono il meno adatto per recensire certe cose troppo barocche e fiabesche, vi dico solo che che tra le mie band del cuore posso ancosa vantare Hellbastard, Carnage, Old Lady Driven, Cadaver, Spazztic Blurr, Unseen Terror e Terrorizer, per il 99% di voi roba totalmente sconosciuta, ma vi garantisco che parliamo di gente va ben oltre la semplice brutalità. Che devo fare? A Roma si dice che a chi tocca nun se ‘ngrugna, perciò famosela passà e parliamo di “From Chaos To Eternity”. La carriera di Rhapsody l’ho involontariamente seguita sin dagli esordi, da quel “Legendary Tales” che tanto scalpore fece a livello internazionale, un disco onestamente unico, lo dico senza ironie, bello perché univa la teatralità della musica sinfonica con il power metal alla Helloween, veramente un gran disco. Il problema è che certe uscite sono un’arma a doppio taglio, sono così uniche che non permettono un’evoluzione, perciò hai due scelte, o ti ripeti all’infinito, o ti sciogli e rimani nella storia diventando un culto. Leggi il resto di questa voce

Plan 9 From Outer Space – USA 1959

Chi di voi, amanti del cinema horror e del grottesco, non ha sentito parlare almeno una volta di Edward D. Wood Jr. e di Plan 9 From Outer Space? Su, almeno di fama conosciamo un po’ tutti il nome di Ed Wood, anche solo grazie al film omonimo di Tim Burton a lui dedicato. Wood, fidatevi della sottoscritta, è stato uno dei registi più geniali di ogni tempo e, allo stesso tempo, è stato anche giudicato universalmente il peggiore regista che la storia del cinema abbia mai avuto. Perché è stato giudicato così malamente? Per come girava, per alcune ingenuità, per la sua leggerezza nelle riprese, tutto vero signore e signori. Peccato che chi esprime questi giudizi non ricordi con altrettanta schiettezza che il povero Ed era costretto a girare con budget ai limiti del ridicolo ed in tempi brevissimi, roba che anche il suo adorato Orson Welles non avrebbe saputo fare di meglio, ma si sa che i critici cinematografici sono quasi sempre dei completi imbecilli. Io vi dico che Wood era un genio e ve lo dimostro riportandovi l’esempio di tre pellicole, tra cui quella che approfondiremo qui di seguito; su Bride Of The Monster, anticipando di almeno un decennio Romero, riesce ad usare l’horror per lanciare una critica sociale, in questo caso il suo totale ripudio nei confronti della guerra. Su Glen Or Glenda, in anticipo di almeno 40 anni sul resto del mondo, Ed parla esplicitamente di travestitismo ed omosessualità trattando in modo ‘fantabiografico’ il tema. Ultima delle tre perle che vi cito è il qui presente Plan 9 From Outer Space, il primo film della storia che unisce fantascienza ed horror, quando ancora robetta demenziale come Inseminoid, Fantasmi Da Marte e Alien non erano neanche nella testa dei vari sceneggiatori. Leggi il resto di questa voce

MASTERPLAN – “Time To Be King” (AFM)

Sicuramente il colpo era stato duro quando Jorn Lande ed il batterista (e co-fondatore) Uli Kusch decisero di lasciare la band, ma Roland Grapow non si lasciò prendere alla sprovvista e nel 2007 pubblicò MK II con l’ex Riot Mike Di Meo, un ottimo singer, ma totalmente differente dal carisma di Jorn. Queste due assenze si sentirono anche nel sound di MK II, un album sicuramente di stampo più melodico ma sicuramente importante per la carriera della band. Oggi tornano con Time To Be King, un ottimo lavoro dove rifanno la loro comparsa il sound dei primi lavori e l’ugola d’acciaio di Jorn Lande, con l’implacabile Mike Terrana dietro ai tamburi. Il sound di Time To Be King getta un ponte tra sonorità power ed altre più hard rock, con la voce di Jorn che riesce a modularsi alla perfezione in entrambe le sonorità -e questo era più che scontato. Una decina di brani dalla forte vena melodica dove emerge anche il chitarrismo di Grapow, mai troppo invadente anzi perfetto per questo sound. Già Fiddle Of Time ci catapulta nelle dure atmosfere del cd: la voce di Jorn come sempre eccellente, buono il lavoro tastieristico di Axel Mackenrott e la chitarra di Grapow sa essere incisiva nei riff e ricca di pathos e melodia nei solos. Leggi il resto di questa voce

HELLOWEEN – “Unarmed – Best of 25th Anniversary” (Spv)

Le zucche non sono tornate, ma ci ricordano che esistono! Come da titolo questo “Unarmed” festeggia i 25 anni di carriera della band e, se mi permettete, lo fa in modo discreto, non ottimo. Così, se da un lato non mancano alcuni classiconi come “Dr. Stein”, “Future World”, “Eagle Fly Free” e l’insolito medley che vede fuse in circa 20 minuti “Helloween”, “Keeper Of The Seven Keys” e “The Kings For A 1000 Years”, dall’altro è innegabile che è riduttivo ridurre ad undici brani la carriera di una band che verso la fine degli anni ottanta contendeva il trono del metal europeo, non mondiale, con gli Iron Maiden. E’ inoltre triste constatare che la band ha preferito dare spazio ad una mediocre fetecchia come “Gambling With The Devil” a dispetto di capolavori assoluti come “Walls Of Jericho”, “Better Than Raw” e “The Dark Ride”, o dei particolarmente discussi “Pink Bubbles Go Ape” e “Chameleon” che, tra pregi e difetti, rappresentano comunque un periodo della band che andrebbe ricordato a priori per una visione completa. Poi, siamo realisti, nell’era del digitale e del download un best of e la scelta commerciale più sbagliata che una casa discografica possa fare, specialmente in questo caso in cui il cd non gode di chissà quale confezione particolare o quale quantità di inediti. Se siete dei maniaci della band tedesca ovviamente il vostro spirito di collezionisti feticisti merita di essere appagato, in caso contrario… Inter coscias est fessura, tam lata quam scura, si introduit rem dura, postiti nasci creatura: passate il tempo facendo sesso sicuro, ok? (Aldo Luigi Mancusi)