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Difficile a dirsi, ma c’é qualcosa di francese che ci piace: A’ l’Intérieur – Francia, 2007

inside_still106Quanti possono dire di essere degli habitué dell’horror senza aver visto almeno uno di quei quattro o cinque film francesi che hanno spopolato nelle sale durante gli ultimi anni? Beh, saprete bene che i cari francesini sono stati capaci di sfornare delle chicche davvero notevoli ed estreme che a mio parere (almeno parlando degli ultimi dieci anni) hanno spazzato via pure i fighettini americani che ormai sanno propinarci solamente remake che fanno spaventare, ma non perché fanno paura, ma perché sono paurosamente degli aborti. Leggi il resto di questa voce

Il cetriolo francese che piace alle donne: BLOCKHEADS – “This World Is Dead” (Relapse)

blockheadsLa Relapse da il benvenuto al nuovo anno con una prima violentissima release. “This World Is Dead” dei francesi Blockheads, in uscita il 22 Gennaio. Entriamo nell’universo grind core, con sfumature death, terreno non abituale per le mie orecchie; non sono mai stato un amante delle appendici “core” aggrappate ai generi musicali, grind/core, death/core, hard/core e via discorrendo, in molti casi si sono oggettivamente rivelate delle superflue contaminazioni utilizzate come escamotage da gruppetti con poche idee e scarso senso tecnico che, come si dice a Roma, la “buttano in caciara”. Leggi il resto di questa voce

Black metal sperimentale, violento e decadente: SPEKTR – “Cypher” (Agonia)

SpektrPrendi due cerebrolesi, per di più francesi, rinchiudili per sei interminabili anni in un cesso della stazione Ostiense e chiedigli di mettere insieme un disco che sia un manifesto contro i mali di questo secolo. Leggi il resto di questa voce

LOUDBLAST – “Frozen Moments Between Life And Death ” (XIII Bis Records)

Se qualcuno mi facesse il nome dei Loudblast, l’unica band francese ascoltabile che io conosca, subito andrei a pensare a quel disco con i controcoglioni ottagonali che fu “Disincarnate” del 1991, uno dei tanti bellissimi usciti in quel periodo. I Loudblast erano fighi perché erano l’ennesima band death metal con una peculiarità che li rendeva unici, nel caso specifico sapevano miscelare sapientemente un certo gusto sabbath con il thrash americano e con il death metal alla Morbid Angel, nome a cui tutti o quasi dovevano qualcosa. Che tempi, se non ricordo male scopavo pure un botto, ma lasciamo perdere e veniamo a “Frozen Moments Between Life And Death”, un disco sul quale non vi posso praticamente dire un cazzo di niente, se non che con i Loudblast che ricordavo io non c’entrano un beneamato pizello. ‘Sti ragazzi si sono proprio dimenticati come si scrivono le canzoni, non ci sono cavoli cari miei, sennò non si spiega come siano arrivati ad incidere un pastrocchio come questo che non sa né di carne né di pesce, una cazzatona che ora vorrebbe suonare death, ora black, ora bho. Leggi il resto di questa voce