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IMPALED NAZARENE: per un bel Natale in famiglia, bevi la loro birra!

Di alcolici prodotti da band metal ne abbiamo visti uscire tanti, dai vini di Satyricon e Motorhead, alla bionda doppio malto dei Tankard, ma la birrozza degli Impaled Nazarene ci mancava proprio, una novità che non potremo certo non accompagnare alle nostre decorazioni firmate Metallica ed a quella cosa orribile che è il maglione degli Slayer. Leggi il resto di questa voce

TIMO TOLKKI – Eccovi le parole di un uomo che ha fatto sognare, piangere ed ha stupito milioni di ragazzi in tutto il mondo

intervista di Tarja Virmakari 

Timo Tolkki e la bella Tarja durante l'intervista

Gli Stratovarius, a questo a dedicato tutta la sua esistenza Timo Tolkki, al sogno poi realizzato di ‘sfondare’ con la sua musica. E’ partito dal basso Timo, ha fatto tanta gavetta senza mai smettere di crederci e di fango ne ha mangiato tanto prima di arrivare a quel successo che ne ha fatto una stella del metal a metà degli anni novanta, quando sembravano esistere solo tre generi musicali, power metal, black metal e new metal. Album come “Episode”, “Visions” e “Destiny” hanno veramente spopolato in tutto il mondo. Certamente non erano pochi i critici del fenomeno, forse non a torto, un esempio lampante è il nostro Aldo che li ha sempre giudicati la versione economica degli Helloween e niente di più, ma resta il fatto che quei dischi e quel periodo sono esistiti e qualcosa cambiarono, per quanto oggi sembra quasi che stiamo parlando di eventi preistorici. Comunque, ad un certo punto della sua vita, Timo ha dato di matto come si dice in gergo, ha iniziato a vivere una sorta di crisi mistica che lo ha portato prima a sciogliere la band, poi a riformarla ed infine a lasciare tutti i diritti su nome e canzoni agli altri componenti, oggi anch’essi inesorabilmente sulla via del tramonto. Così, dopo una breve esperienza con i Revolution Renaissance, se ne torna in pista con un libro e con un nuovo progetto tutto all stars! Signore e signori, la parola a Mr. Tolkki…

Veniamo entrambi dallo stesso quartiere di Helsinki. A che età hai scoperto la musica, e quando hai scoperto che sarebbe stata la tua vita?
Immagino di non averlo ancora scoperto. O forse sì, nel 1994, quando capii che gli Stratovarius avevano raggiunto un certo status. Prima di allora era fondamentalmente un mucchio di lavoro con poche soddisfazioni. A casa i miei genitori ascoltavano sempre musica, lo stereo era sempre acceso; per la maggior parte, canzoni finlandesi. La mamma mi disse che avevo tre anni quando si accorse che mi piaceva ascoltare musica. Ho cominciato a suonare la chitarra a sette anni, era una Landola con le corde di nylon. In quel periodo erano di moda gli Abba e i Beatles, oltre ovviamente al pop finlandese. È così che ho cominciato. Non mi piaceva molto quella musica, ma era ciò che si ascoltava a casa. Ho fondato la mia prima band a 13-14 anni; in quel periodo i miei gusti musicali si avviavano verso l’heavy metal grazie a Deep Purple e Rainbow. Ho avuto la mia prima chitarra elettrica a 10 anni. Lì cominciai ad esercitarmi massicciamente circa otto ore al giorno, per 7-8 anni. Ovviamente la scuola e la mia vita sociale passarono un po’ in secondo piano, ma nonostante questo non pensavo che quella sarebbe potuta diventare la mia vita… anche se ho iniziato a intuire qualcosa quando una ragazza mi chiese se poteva darmi un bacio! Leggi il resto di questa voce

TAROT – “Gravity Of Light” (Nuclear Blast)

Ne ho ascoltati di album inutili nella mia vita, ma “Gravity Of Light” meriterebbe un premio a riguardo. Se non fosse per la presenza di Hietala dei Nightwish dubito che qualcuno si interesserebbe al nome dei Tarot. Ma le cose vanno così. Se voi sapete dare un senso a questo disco vi prego di illuminarmi, io non ci riesco. Spompato, svogliato e sottotono, “Gravity Of Light” sembra il classico dischettino heavy metal di serie ‘c’ partorito da una band di ragazzini alle prime armi. Non lo dico per partito preso, ma perché sono i brani a sottolinearlo con quei riff stupidi e quei coretti senza capo né coda, per non parlare di un cantante che vuole scimmiottare i grandi dell’heavy metal senza però arrivare a niente. Unica nota positiva una produzione spacca culi, ma quello è il minimo nel 2010. Anche se siete fans dei Nightwish evitate con cautela l’ascolto. (Aldo Luigi Mancusi)