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Facciamo nomi e cognomi: i MANOWAR ci hanno rotto le palle!

manowar-magic-2014I 4 kings sono la croce e delizia di ogni metallaro, se da un lato le loro hit sono dei classici immancabili che chiunque ha nel cuore e nei ricordi, ciò che sono diventati è semplicemente patetico. Leggi il resto di questa voce

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L’incomprensibile successo delle ‘nordiche’ scoregge: il nuovo album dei FALKENBACH!

Falkenbach-AsaCi sono band che hanno sempre ed inspiegabilmente riscosso successo, un piccolo successo, ma qualcosa in più di due copie in croce le hanno vendute. Penso che solo il Crozza di Kazzenger potrebbe dare una risposta al mistero dei Falkenbach, la versione miserevole e fastidiosa dei Bathory epici. Leggi il resto di questa voce

MANOWAR: che anniversario del cazzo… “Warriors Of The World 10th Anniversary”

Manowar-Warriors_Of_The_WorldDico io, no? Ma de tante cazzate che potevano fare ‘sti Manovella, tipo ri-registrare “The Lord Of Steel”, o ancora meglio incidere un cazzo di album decente, cosa mi combinano? RImasterizzano un disco di soli 10 anni fa? Ma porca la puttana zoccola, con tutti una discografia a disposizione, anche solo “Louder Than Hell”, quale cazzo di cd mi vanno a rimasterizzare? Leggi il resto di questa voce

Le 10 eccellenze del metal italiano!

pino_scottoBrutta cosa le classifiche quando si parla di argomenti che possono toccare le sensibilità di qualcuno, perciò immaginatevi con che animo mi posso essere cimentato nel compilare la lista delle migliori band metal italiane di sempre, o eccellenze se preferite. Visto che rischio il linciaggio, concedetemi almeno una piccola ma doverosa introduzione. Chiariamo prima di tutto un concetto, qui a Brutal Crush le tradizioni ci piacciono, ma ci facciamo poco, perciò con tutto il culto e finto culto di gente come Strana Officina, Crying Steel, Astaroth, R.A.F., Fingernails e via dicendo non tappezziamo neanche la toilette della redazione. Leggi il resto di questa voce

#4 This Is True Metal: Speciale Epic Metal!

Chi ascolta heavy metal, in un periodo imprecisato della sua crescita, ha puntualmente il suo momento ‘epic’, quello in cui sogna di draghi sputa fuoco per le caldarroste, elfi da usare come segugi per i tartufi, maghi produttori di nuove sostanze stupefacenti e fate da sodomizzare nel nome di Odino. Leggi il resto di questa voce

MANOWAR VS MISFITS: è una scelta così difficile?

Dopo un breve periodo di latitanza dovuto ai miei problemini di salute oggi risolti (tranquilli, quello tutto ok), eccomi di nuovo tra voi con un rebus che mi ha tolto il sonno, quasi quanto l’ultimo incubo in cui Aldo mi attaccava due cavi dell’alta tensione sui capezzoli e mi prendeva a schicchere i testicoli ogni volta che sbagliavo la tabellina del 2, precisiamo che in matematica sono una zappa. Solo soletto in salone, di fronte al pc e con l’immancabile boccale di birra sempre pieno, sono rimasto un quarto d’ora abbondante dubbioso se premere play su “The Lord Of Steel” dei Manowar o “The Devil’s Rain” dei Misfits, all’apparenza due ascolti diversissimi, ma ne siamo così sicuri? Leggi il resto di questa voce

#1 This is True Metal: i dischi più cult che il metallo ci ha regalato negli anni ’80!

Certe volte l’aria della campagna marchigiana fa brutti scherzi. Sarà il vino, saranno i formaggi, i sapori del pane cotto a legna, i salumi, non lo so, però questo è quel periodo dell’anno in cui per certi versi regredisco e torno sedicenne. Allora vado con la testa ai ricordi, a quando indossavo rigorosamente il mio giacchetto di jeans senza maniche con la toppona dei Tank sulla schiena, ascoltavo tutto il giorno “In The Sign Of Evil” dei Sodom e, le poche scopate che mi facevo, erano puntualmente con dei cessi indefinibli. Erano gli anni ’80, ero poco più che quindicenne. Me ne andavo a zonzo per Roma con il mio Specialino 50, che tempi. Leggi il resto di questa voce

Non c’é niente da fare, questa si che è gente creativa: MANOWAR, svelata la nuova copertina!

Come potete ammirare qui sopra, eccovi la nuova ed originalissima copertina del prossimo disco dei Manowar intitolato, chi lo avrebbe mai detto, “The Lord Of Steel”. I più maligni hanno detto che questa ricorda la copertina di “Sign Of The Hammer“, capolavoro barbarico del 1984, ma coloro i quali si sono permessi di fare tale affermazione sono stati prontamente sodomizzati da un’orde di barbari incazzati che durante l’atto punitivo godereccio cantavano “Black Dick, Fire And Steel”. Leggi il resto di questa voce

MANOWAR: tutto, ma proprio tutto sul nuovo album… In digitale???

Qui a Brutal Crush prendiamo sempre molto per il culo i Manowar e tutto il circo che si portano dietro, ma in realtà gli vogliamo bene e non ci facciamo mancare l’ascolto di una bella “Black, Wind, Fire And Steel” quando capita. Perché i Manowar sono questo, sono volutamente pacchiani e volutamente esagerati. Cosa sarebbe un loro disco se Eric Adams non usasse le parole fight, steel, warrior, true, defender e metal? Sarebbe un normalissimo disco del cazzo che passerebbe inosservato come altri mille. Allora non c’é da stupirsi se il nuovo album si intitolerà “The Lord Of Steel”. Il problema vero è che non uscirà in formato fisico, né in cd, né in vinile. Il perché? Leggi il resto di questa voce

#7 Roba varia per gusti ricercati: Moonspell, Saint Vitus, Job For A Cowboy & Grand Magus!

Con una nuova veste grafica, in pratica abbiamo detto addio alla coppia de Il Vizietto per abbracciare una più classica orde di zombie, ritorna la rubrica più ‘speciale’ di tutto Brutal Crush, dove parole come diverso, marcio e pestone sono le fondamenta di una cultura decomposta e frammentata. Partiamo a bomba con una vera nefandezza, “Alpha Noir” dei Moonspell. Leggi il resto di questa voce

# 6 Roba varia per gusti ricercati

Ed eccoci di nuovo ad un’altra puntata della vostra rubrica tutta dedicata alle più diverse (?) novità discografiche! Mi ha ben sostituito Buccolini l’ultima volta? Non lo so, certamente però il vostro Max preferito un po’ vi mancava, sbaglio? Ok, andiamo ai fatti perché di roba di cui parlare ne abbiamo abbastanza, perciò bando alle ciance e passiamo a questa nuova carrellata di metallo pesante! Leggi il resto di questa voce

VIRGIN STEELE – “Age Of Consent” (Spv)

Quante altre volte verrà ristampato questo disco? No, perché per chi non lo sapesse questa è almeno la seconda volta dal 1988 che “Age Of Consent” viene ristampato, neanche stessimo parlando di “Seventh Son Of A Seventh Son”, capolavoro epico firmato dai migliori Maiden uscito lo stesso anno. A casa, più per caso che per volontà, mi ritrovo qualche disco dei Virgin Steele anche io, ma siamo sinceri, sono proprio una gran rottura di coglioni, loro, le loro storielle barbariche, la voce da checca di DeFeis con quei falsetti da trans cingalese in piena castrazione e via così. Certo, non discuto che i due “Marriage…”, specialmente la parte 2, siano dei signori dischi, ma non stiamo parlando di niente di indispensabile. Leggi il resto di questa voce

CIRITH UNGOL – “Servants Of Chaos” (Metal Blade)

Guardate, lo so che mi tirerò dietro le bestemmie e le malediziaoni dei più ‘true’ fra voi lettori, ma ve lo devo proprio dire, non ce la faccio, è più forte di me, i Cirith Ungol mi fanno veramente schifo al cazzo. Perdonatemi, non ce la facevo a non dirvelo. Da piccino, come un po’ per tutti i miei coetanei penso, le riviste metal erano un’ottima compagnia durante le lezioni, stavi la 5 ore a leggere e rileggere speciali e recensioni, che spasso. Poi tornavi a casa, ripetevi e dopo le 17:00 andavi da Disfunzioni Musicali a vedere se avevi superato la tua personale prova d’esame. Altri tempi, ok, ma anche il sottoscritto fu più volte bocciato (musicalmente). Per anni ho letto di tutto sui Cirith Ungol, le solite vecchie penne dicevano che si trattava di un autentico culto dell’epic metal, roba da fare tornare in vita un’esercito di barbari. Leggi il resto di questa voce

Esclusiva!!! MARK ZONDER: lo chiamavano Thunder Child!

Intervista raccolta da Tarja Virmakari

Introduzione di Aldo Luigi Mancusi


Ci sono interviste che in vita tua non immagineresti mai di fare, anche se sei navigato e da anni parli con questo e quel artista. Che ci crediate o no, è molto più facile intervistare il big di turno che non il nome di culto, quel musicista che ti ha cambiato la vita ma che non sai proprio dove andare a pizzicare per strappargli quattro parole. Leggi il resto di questa voce

VIRGIN STEELE – The black epic dream of David!

Intervista di Tarja Virmakari 

“Guardian Of The Flame”, “Noble Savage”,”The Marriage Of Heaven And Hell”,  “Invictus”, questi sono i dischi che hanno reso fondamentale il nome dei Virgin Steele, signori dell’epic metal secondi per importanza ‘commerciale’ solo ai Manowar, ma per molti per più significativi per il genere. David De Feis ci crede e ci ha sempre creduto, non ha mai fatto un solo passo indietro ed ha anche rischiato mettendosi in gioco, forse non trovando sempre il favore dei più ma poco importa, lui è un simbolo. Questo nuovo album? Che dire, “The Black Light Bacchanaila” ci fa venire in mente i Virgin Steele più sognanti e battaglieri, con quel suo incedere che ha tanto il sapore del ‘colossal’. Non siamo sui livelli dei due “The Marriage…”, ma chi se ne frega, quel che conta è scambiare quattro chiacchiere con un vero mostro sacro del metal!

David, benvenuto. Come stai?
Sto bene, grazie per avermelo chiesto. Cheers!

Cosa vi aspettate da The Black Light Bacchanalia?
Io davvero non lo so. Spero che la gente se lo goda, facendolo diventare la colonna sonora per una certa parte della loro vita…

Che cosa significa il titolo?
Dovrebbe essere inteso con lo stesso spirito con cui Dante chiama la sua opera Divina Commedia, dove si discute di vita in ogni sfaccettatura della sua follia. Anch’io parlo della vita e di tutta la sua drammaticità. Mi riferisco anche a quando una cultura ne conquista un’altra e le divinità dei popoli conquistati diventano i demoni della religione dei conquistatori; tutto è capovolto, sottosopra. Questo è in sostanza quel che è successo al paganesimo e allo gnosticismo. I pagani sterminati, e soppresso il culto di Bacco/ Dioniso con i suoi baccanali. Ma nel bagliore della Luce Nera, le cose di colore bianco sono illuminate e gli altri colori si confondono con le ombre: i pagani entravano così in clandestinità… Leggi il resto di questa voce

THE SWORD – “Warp Riders” (Kemado)

Ci sono band eccezionali che forse non verranno mai ricordate da molti, ma questa è la dura legge del music biz. La domanda a questo punto è, ma a noi di Witchboard ce ne frega qualcosa? No! Allora diamo il via a questo blog con un disco che puzza di ciò che più ci piace, puzza di vecchio, sporco e maledettamente settanta! “Warp Riders” fa sinceramente dimenticare quel disco un po’ troppo composto e poco ispirato che era “Gods OF The Earth”, riportandoci alle intenzioni stoner roller del favoloso debutto, “Age Of Winters”, a mio avviso ancora il loro apice. I quattro texani pestano giù duri come solo dei fottuti yankes sanno fare! Come al solito grandi riff e grandi ‘tributi’ a livello compositivo, con tanto di richiami a Lynyrd Skynyrd, Hawkind, Thin Lizzy ed alle più genuine delle epic metal band di fine seventhies. Ovviamente, neanche a farlo di proposito, il marchio nero dei Black Sabbath c’é e si sente, una cosa a cui voi lettori dovrete fare il callo visto che qui parleremo solo di ciò che suona Black Sabbath! Leggi il resto di questa voce