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Botta e risposta – I Vomitory non ci sono più ma sul serio dobbiamo rimpiangerli?

Mi dai giudizio un critico sui loro dischi?

Passabile niente di più. Dal 1989, anno in cui si sono formati, non sono mai stati certamente sorprendenti. Se poi si ricorda che il loro primo album, Raped in their own blood è datato 1996 allora si fa presto a capire che tra l’altro loro fanno parte di quella seconda ondata death della particolarissima scena svedese, successiva in ordine di tempo e secondaria in ordine di qualità a quella che l’aveva preceduta e che venne formata da nomi quali Entombed, Grave, Dismember, Unleashed, Edge Of Sanity, Therion ecc. ecc. Però un loro album recente mi è particolarmente piaciuto. Si tratta di Carnage euphoria del 2009 dove i pezzi vanno via che è una meraviglia.

 Allora sopravvalutati?

Flavus: Né sopra né sotto, poco valutati direi appunto perché non hanno mai avuto niente di eccezionale anche se ci hanno provato a fondere il death americano con quello svedese ma le capacità e i mezzi sono stati quelli che sono stati. In ogni caso va riconosciuta loro onestà, coerenza e tanta dedizione. Leggi il resto di questa voce

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Le 10 eccellenze del metal italiano!

pino_scottoBrutta cosa le classifiche quando si parla di argomenti che possono toccare le sensibilità di qualcuno, perciò immaginatevi con che animo mi posso essere cimentato nel compilare la lista delle migliori band metal italiane di sempre, o eccellenze se preferite. Visto che rischio il linciaggio, concedetemi almeno una piccola ma doverosa introduzione. Chiariamo prima di tutto un concetto, qui a Brutal Crush le tradizioni ci piacciono, ma ci facciamo poco, perciò con tutto il culto e finto culto di gente come Strana Officina, Crying Steel, Astaroth, R.A.F., Fingernails e via dicendo non tappezziamo neanche la toilette della redazione. Leggi il resto di questa voce

Non solo stoner, non solo thrash: ORCHID – “Heretic” VS FANTRHASH – “Duality Of Things”

Che alla Nuclear Blast non sono dei fessi è cosa risaputa, allora non dovete stupirvi se i nostri discografici crucchi hanno deciso di puntare qualche spicciolo sullo stoner/doom. Leggi il resto di questa voce

Sono passati 25 anni, chi lo avrebbe detto? Free download della compilation celebrativa targata Earache!

25 anni, a pensarci mi vengono le lacrimucce… Mi sembra ieri che, con l’entusiasmo tipico del giovane erotomane in fissa per l’allora superba Sabrina Salerno, scartavo il cellophane dalla mia preziosissima copia in vinile di “Altar Of Madness”, indossavo la mia putrida maglietta di “Hallucinating Anxiety” dei Cadaver, avevo fisso nel walkman “The Lurker At The Threshold”, il demo dei grandissimi Catacomb (quelli francesi) e passavo le mie serate ad ammazzarmi di birra ed ‘altro’ ascoltando i putrescenti rimandi doomy di “Mental Funeral” degli Autopsy… Leggi il resto di questa voce

DENIAL FIEND – “Horror Holocaust” (Hammerheart)

Una parata di nomi altisonanti accompagna la presentazione di questa release che si preannuncia coma una specie di super band dell’estremo, ovvero Rob Rampy (D.R.I), Blaine Cook (The Accused), Terry Butler (Death, Six Feet Under, Massacre, Obituary) e Sam Williams (Down By Law), con tanto di comparsate degli “amici della cricca” Steve Swanson (Six Feet Under), Ralph Santolla (Deicide, Obituary) e James Murphy (Obituary, Testament), era ovvio, pertanto, che mi dovessi aspettare chissà quale delirio musicale da un progetto che vanta tutte queste premesse. All’ascolto devo però ammettere che tutte queste aspettative sono andate in parte deluse, l’album è senza dubbio una buona release, ma onestamente pretendevo qualcosina in più da una siffatta compagine che mi ha dato l’impressione di non essersi sprecata più di tanto (soprattutto gli ospiti). Innanzitutto trovo estremamente deludente il cantato, assolutamente inadeguato alle ritmiche proposte, uno strillato piuttosto vicino alle sonorità hard core che mal si adatta al tipo di impatto del riffing, oltre ad essere alquanto fastidioso per timbrica. Leggi il resto di questa voce

SERPENT ASCENDING – “The Enigma Unsettled” (Voidhanger Recordings)

Dalla sempre feconda scena finlandese ci arriva la release dei Serpent Ascending, band capitanata dal buon Jarno Nurmi, un nome non nuovo ai più attenti osservatori dell’underground. La proposta è inequivocabilmente un puro e semplice death metal. Direi che il buon Jarno ha attinto a piene mani dai vecchi portabandiera della scena scandinava (Grave su tutti) che non si allinearono più di tanto al diktat allora imposto dagli Entombed e da Stoccolma in generale, gruppi che optarono per una rielaborazione dello stile della prima Tampa Bay (Death, Necrophagia, Massacre e Autopsy vi dicono niente?) allineandolo alle sonorità crushin’ tipiche della scena “vichinga”. Leggi il resto di questa voce

MR. DEATH – “Descending Through Ashes” (Agonia Records)

Dall’inossidabile Svezia ci giunge questa release dei Mr. Death (e già dal nome mi ero fatto un’idea del livello di originalità della band), la quale non fa mistero di avere come riferimento la cara vecchia scena “SSS” (Stoccolma-Sunlight-Seagrave) che dagli Entombed in poi imperò in gran parte d’Europa nei primi anni ’90. Francamente non ho capito il riferimento ai Treblinka (che fu il primo monicker dei Tiamat), citati nella scheda di presentazione fornitami dall’etichetta, in quanto detta band era piuttosto fuori dal coro dalla scena Scandinava di allora (il gruppo era molto più orientato verso il black classico di Venomiana memoria) e che nulla ha a che vedere con il sound proposto dal gruppo in esame, le cui influenze “Entombediane” sono anche fin troppo palesi. Leggi il resto di questa voce

YOUR HIGHNESS – “Cults ‘N’ Cunts” (Hammerheart)

Altra proposta delle scena Belga sono questi Y.H. con un 8-trx album che fa il verso ai non troppo geograficamente lontani Gorefest del periodo di “Erase”, nonostante che la paternità di questo sound sia da tutti attribuito agli Entombed del post “Clandestine” ed ai Mastodon (band che ho sempre trovato mediocrissima). Riffing cadenzato e pesante, con forti connotazioni “dirty” blues e con qualche interessante fraseggio ritmico, ma risultato rovinato da una registrazione un pò confusa che tende ad impastare il suono e far disperdere alcuni passaggi che avrebbero potuto rendere decisamente meglio. Il cantato è decisamente inadeguato, tendente alla tonalità crust-core sporco tipica del genere, ma fiacca trascinata, che personalmente non mai amato (cazzo dato che a cantare death metal non ci vuole certo Pavarotti a cercarsi un cantante che non sia fiacco di diaframma è così difficile?). Leggi il resto di questa voce

#2 Roba varia per gusti ricercati!

Vi ringrazio, non me l’aspettavo tutto questo successo per la prima uscita di Roba Varia. Il capo si è dimostrato così entusiasta da concedermi una seconda possibilità, non male. Immagino che sarete curiosi di sapere di cosa parleremo nella vostra recensione multiplo-analoide preferita, allora abbiate pazienza e proseguite nella lettura. Partiamo con un nome che il 99% dei lettori non ricorderà per motivi anagrafici, ma chi ha superato i 30 sa bene di chi parlo, diamo perciò un sincero bentornati ai DETESTOR! Nella prima metà degli anni novanta questo nome è stato uno di quelli di spicco della nostra scena insieme ad Extrema e Sadist. Leggi il resto di questa voce