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Il ritorno del culto: ECNEPHIAS – “Ecnephias” (My Kingdom Music)

Ecnephias

Quando una band l’hai vista crescere, nel vero senso della parola, per quanto non segui più certi suoni e certi ambienti, lungi da te l’indifferenza ad una nuova uscita, ancora di più se l’artista è Mancan, persona squisita e musicista capace, quanto competente. Leggi il resto di questa voce

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Nuovo festival in arrivo, l’Italia si veste di metallo

festivalC’é qualcosa di bello underground e putrido? Eccoci qui in prima linea a promuoverlo senza indugi! Leggi il resto di questa voce

Le origini del male: ECNEPHIAS – “Cold Winds From Beyond” (Behemoth)

Personalmente sono affezionato agli Ecnephias per un motivo che non è artistico. Anni fa, quando ancora la band era praticamente sconosciuta, mi arrivò una mail da un certo Mancusi dalla Basilicata che mi chiedeva se poteva interessarmi ascoltare qualcosa della sua band. Leggi il resto di questa voce

ECNEPHIAS – “Inferno” (Scarlet)

Lo ammetto, sono legato agli Ecnephias per più ragioni, anzi due in particolar modo. In primo luogo non mi dispiacciono, ieri come oggi li trovo un’ottima realtà del nostro panorama estremo. Secondo, forse questo è il motivo più futile, provo una naturale simpatia per il leader della band, Mancan, che in realtà si chiama come me, Mancusi. A tal proposito non so se siamo parenti o meno, ma in fondo non mi dispiacerebbe avere un cugino con una testa come la sua. Andando ai fatti, “Inferno” può essere facilmente definito come il primo vero masterpiece della band, un album che mette in secondo piano i richiami al black metal del recente passato cedendo il passo ad un groove più vicino alla scuola gothic metal inglese dei migliori anni, con Paradise Lost e primi Anathema tra le influenze più tangibili. Leggi il resto di questa voce

ECNEPHIAS – “Ways Of Descention” (Code666)

Parlare del nuovo album degli Ecnephias è veramente piacevole, una piacevolezza che nasce dal potere parlare bene di una band italiana con le palle e con idee valide. Dopo una lunga gavetta i nostri sono riusciti ad approdare alla Code 666, un’etichetta di culto per chi ama le robe più ricercate ed estreme, un traguardo quasi scontato dopo l’ascolto di questo “Ways Of Descention”, un album spettacolare. Ad esclusione del concept che narra delle ricerche esoteriche di un prete italiano vissuto attorno al 1.700, la band è riuscita ad unire in modo perfetto la potenza del più viscerale death metal europeo con un certo gusto melodico tipico delle black metal bands scandinave, un mix che porta l’opera su livelli eccellenti. Anche il cantato ha una sua particolarità in virtù del bellissimo mix di italiano, inglese e latino. Se cercate un sound originale in ambito estremo, “Ways Of Descention” è un ascolto obbligato. (Aldo Luigi Mancusi)

ECNEPHIAS – Le Ragioni Del Male


Parlare degli Ecnephias, band da sempre attivissima nel panorama underground estremo italiano, è stato un vero piacere. Il mio interlocutore, Mancan, è un ragazzo con la testa sulle spalle, oltre che uno che sa cosa vuole. Il loro nuovo album, “Ways Of Descention”, spacca di brutto; una miscela esplosiva che unisce la brutalità del death metal europeo con le fredde melodie tipiche del black metal nordico. (Aldo Luigi Mancusi)

Allora ragazzi, da “Haereticus” ne é passata di acqua sotto i ponti. Cosa è successo da allora ad oggi?

“E’ vero, circa due anni o poco meno in cui sono mutate alcune cose, specie per quanto concerne la line up, con l’ingresso di Aran Morion, il ritorno di Atlos ed Akeron e l’abbandono, del tutto amichevole, di Antonio Donadeo alla batteria e di Toru al basso. In sede live, all’Agglutination e al Total Metal Festival dello scorso anno, ci siamo avvalsi della collaborazione di Meidum e Devians, amici che con il proprio supporto ci hanno permesso di rispettare le date fissate in un momento di instabilità della formazione. Ora è tutto tornato nella norma per garantire al meglio i futuri impegni della band con stabilità e costanza. A parte ciò, il nome Ecnephias cresce in modo esponenziale nella stima e nell’affetto del pubblico metal italiano e non. “Haereticus” ep del 2008, dopo il discreto successo di “Dominium Noctis”, è stato accolto in modo egregio dalla stampa specializzata italiana da ottenere – tra le tante recensioni positive – il voto più alto del mese dalla rivista Grind Zone, numero 4/2008, e un’ottima critica sulla bibbia britannica Terrorizer (Uk)”. Leggi il resto di questa voce