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Scarica GRATUITAMENTE la compilation della Denovali Records!

main_topCome si dice? Ah si, facciamoci una cultura! Vi piacciono robe tipo ambient, drone, avantguarde, sperimentale, doom, funeral black metal e via rattristendo? Leggi il resto di questa voce

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Quando la musica diventa fredda come il ghiaccio e violenta come una lobotomia: 2 nuove chicche Argonauta Records!

Argonauta RecordsEccoci qui con il solito appuntamento con l’underground. Quest’oggi andremo ad analizzare due proposte della neonata Argonauta Records che, dopo il bel disco dei FOTA, ci offre due nuovi full length freschi freschi… Leggi il resto di questa voce

Stoner, roller, doom! WOODWALL – “Woodempire” (Red Sound Records)

Woodwall-bandBello, bello, bello… Davvero convincente questo “Woodempire”, disco d’esordio dei Woodwall, quartetto di Massa Carrara dedito ad uno stoner a tinte psichedeliche che veramente è capace di cogliere e colpire nel segno. Leggi il resto di questa voce

#8 Black Metal Underground: this is Armageddon!

black-metalLasciamo per un po’ da parte le foreste e le montagne innevate, le repentine tormente invernali e i grezzi vichinghi brandenti asce e spadoni, per proiettarci verso lo spazio sconosciuto, là dove in pochi hanno avuto il coraggio di arrivare (a parte il capitano Kirk e un manipolo di uomini dalle curiose divise colorate). Entriamo quindi nell’universo Darkspace che, da Berna, ci illustrano come sempre a modo loro l’inesplorato siderale. Leggi il resto di questa voce

Quelle voci che ti urlano di fuggire: HORSEBACK & LOCRIAN – “New Dominion” (Relapse)

‘New Dominion’ non è uno split, trattasi invece d’un lavoro a quattro mani tra Locrian e Horseback; un insieme di ‘suoni’ suddivisi in due track uscito a suo tempo in edizione limitata ed oggi ristampato dalla Relapse con tre nuove aggiunte lasciando il suo remix alle abili mani di James Plotkin, guru del noise/drone. Leggi il resto di questa voce

#6 Black Metal Underground: true black stories…

Iniziamo senza indugi la presente serie di recensioni perché gli album sono tanti ed il tempo concessoci, Maya permettendo, non è molto. I primi di oggi sono i francesi Malysteria con l’ep di debutto “Blaspheme & Devotion”: puro, grezzo, anti-cristiano black metal. Pur essendo un ep autoprodotto, i tempi risultano più lunghi della media, cinque pezzi per la durata di quasi 43 minuti. Come sempre l’underground francese si dimostra non privo di sorprese, basti pensare a gente come i Peste Noire o i Decline Of The I, perché come dissi in passato “in Francia non siamo tutti Hipster come Neige“, anche se qui di francese penso ci sia solo la nazionalità dei membri del gruppo. Leggi il resto di questa voce

When the music’s over, listen…: LOCRIAN – “The Clearing” (Relapse)

Il drone non è per tutti, è innegabile una vera e propria difficoltà all’ascolto. Più denso del funeral doom metal, più ostico del black metal. Pochi sono i gruppi che si sono o si cimentano tutt’ora nel suono inventato dagli Earth, ancora meno sono quelli che ne hanno tratto il loro piccolo successo, sempre se per successo intendiamo vendere qualche disco al vicino del box dove fai le prove con il gruppo. Leggi il resto di questa voce

Genital Doomster: viaggio tra le più putride e putrescenti uscite doom del fottuto e marcio underground!

Neanche il tempo di riprendermi dal mio funerale acquatico con gli Ahab, che torno qui a parlare del destino. Ebbene, eccoci di ritorno con la rubrica preferita dalle masse intitolata “con che musica mi taglio oggi”. Avremo modo di spulciare alcune “recenti” uscite doom & dintorni. Quest’anno è stato poco prolifico per quanto riguarda la qualità, ma girando nel sottobosco underground, magari concedendo seconde possibilità a album che mai avrei detto di ascoltare, ho avuto modo di udire qualcosa come una colonna sonora per refrigerarmi l’estae, o almeno scapocciare un po’. Leggi il resto di questa voce

WRECK OF THE HESPERUS – “Light Rotting Out” (Aestethic Death)

I Wreck Of The Hesperus sono un validissimo gruppo proveniente da Dublino. Formatisi nel 2004 e con all’attivo molti ep e collaborazioni varie, i nostri sono fautori di un marcissimo ed inesorabile sludge/drone/doom. Questo “Light Rotting Out” è il loro nuovo album, il secondo, dopo il debut ormai datato 2006. L’ironia della sorte vuole infatti che molto spesso i gruppi doom, oltre ad eseguire brani lenti, siano anche lentissimi nella loro stesura. Fortunatamente però questi cinque anni non sono passati invano, ma anzi ci riconsegnano una band in forma smagliante, fautrice di tre songs della durata complessiva di quaranta(!) minuti. “Light Rotting Out” è un monolito primordiale che rotola nel fango e nell’oscurità. Leggi il resto di questa voce

NORDVARGR – “Re-Awaken” (Code666)

Sebbene il Salento non sia esattamente la Svezia, il cielo plumbeo e la pioggia intermittente di oggi mi aiutano non poco nell’ascolto di questo disco. Trattasi del nuovo lavoro dello svedese Henrik Nordvargr Björkk, uno dei pochi musicisti per cui l’appellativo “artista” sembra calzante, la cui unica pecca, se si può chiamar tale, è quella di essere così prolifico da rendere impossibile il tenere d’occhio tutta la sua discografia (uscite con vari nomi, remix, collaborazioni), a meno che non si decida di dedicare interamente la propria vita di ascoltatore ai suoi lavori. Negli ultimi anni, troppi mestieranti sono stati scambiati per artisti, troppi gruppi hanno puntato sull’immagine anzichè sulla sostanza, per compiacere i gusti degli ignoranti che scambiano la cultura per una gara a chi possiede il libro o il disco intorno a cui c’è più hype. Per citare Longanesi, “l’arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati”. Nordvargr, invece, a chiamata risponde. Egli fiuta il Disturbante, avverte l’Impercettibile, coglie il Sinistro. Egli, con i codici del dark ambient, dei drone, dell’industrial, legge la placida realtà che lo circonda, smascherandone gli aspetti più tetri e reconditi, riversandola in un blob musicale nero fuliggine e grigio industriale, in una atmosfera sospesa tra ritualità tecnopagana, riflessività annichilente, marzialità minacciosa e orchestrazioni sublimi.
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