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#3 Con i ‘se’ non si fa la storia: …e se Chuck Schuldiner non fosse morto?

schuldinerBella domanda, ci pensavo proprio l’altra sera con Aldo… La storia del rock ha un brutto vizio, trasforma la morte in una consacrazione a leggenda di chiunque, anche di chi non ha fatto chissà quali grandi cose, però sai com’é, è morto. Leggi il resto di questa voce

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Perché esistono dischi e band intoccabili? Vale la pena sfogarsi e dire la verità?

Worlds-Fair-Bastards-Of-The-Party-620x620Per la serie ‘Question brutal time’, mi sono posto una domanda che sotto sotto si pongono tutti, ovvero perché esistono band e dischi intoccabili? Mi spiego meglio. Vi è mai capitato di restare in silenzio quando i vostri amici parlavano della band x universalmente intoccabile, o del disco y, sempre intoccabile, perché vi vergognavate a dire che non vi piacevano? Io ci sono passato, ma non ce la faccio più, basta! Leggi il resto di questa voce

Le 30 regole FONDAMENTALI per suonare death metal!

death_metalMolti tra voi lettori si saranno chiesti chissà quante volte ‘cavolo, voglio suonare death metal, come posso fare?‘. Ok, sono qui per aiutarvi, però attenzione, non faccio il mago e non vi dico che i miei pochi e semplici consigli vi faranno diventare come Carcass, Death o Cannibal Corpse, però state certi che vi aiuteranno molto, certo anche voi qualcosa di vostro ce la dovrete mettere, ma se leggete Brutal Crush avete il fegato necessario. Leggi il resto di questa voce

Altro che il nuovo album dei Carcass, ascoltate gli ECOCIDE!

EcocideAnticipandovi che nei prossimi giorni pubblicheremo il nostro giudizio definitivo sul nuovo album dei Carcass, giudizio che vi anticipo non essere così positivo, da vecchio deathster mangia budella, amante di quel suono tombale e putrido dei primi anni ’90, vi caldeggio fin da adesso il debutto degli Ecocide, “Eye Of Wicked Sight”, forse il più bel disco death metal che ho sentito negli ultimi 3 – 4 anni, non esagero. Leggi il resto di questa voce

Il governo del Presidente!

Bersani è stato messo in stand by e il vecchio pensionato al Quirinale ha deciso di dare una sferzata all’opinione pubblica con nuove consultazioni. Ecco com’è andata. L’anziano presidente s’è fatto prestare un ipad dal primo corazziere che ha incrociato, ha aperto Safari e s’è connesso a caso sul primo sito. You Porn. Dopo aver cercato invano di contattare i rappresentati di Anal, Mature e Fisting (non riusciva a trovare i numeri di telefono) ha cominciato a spippolare a caso con le sue decrepite dita lo schermo del pad. Finalmente è riuscito a trovare un recapito.
“Hello?” s’è sentito rispondere.
“E’ con viva e vibrante soddisfazione che la contatto per…” ha abbozzato il presidente.
“Che stai a dì!” gli ha urlato il suo interlocutore con chiaro accento norvegese.
“All’apparecchio è il Presidente della Repubblica Italiana, con chi ho il privilegio di conferire in questo momento?” ha chiesto l’anziano politico.
“So Abbath, Presidè!” gli risponde il nordico paroliere scandinavo.
Ora i corazzieri basiti accanto al gerotopresidente in carica, ancorché in semestre bianco, hanno incominciato ad interrogarsi su perché un noto cantautore norvegese parlasse con accento romano, ma consci del momento critico della repubblica e per non causare traumi all’anziano Presidente in conference call internazionale non hanno proferito parola.
“Caro Olve,… posso chiamarti così vero?” Leggi il resto di questa voce

Vincenzo Barone ci presenta la ristampa del disco che cambiò la storia del death metal: DEATH – “Spiritual Healing” (Relapse)

Prosegue l’opera – per alcuni meritoria e per altri paracula e cinica, vedete un po’ voi – di ripescaggio e ristampa da parte della Relapse del materiale edito dai seminali Death, arricchito e rimpolpato più possibile per essere reso appetibile per chi certi dischi, o certi cd, li ha abbondantemente carbonizzati a furia di ascolti (il sottoscritto compreso!). Leggi il resto di questa voce

#13 Brutal Playlist: i più ascoltati dai Crushers of the Dead!

Il tempo passa e le cose cambiano, Brutal Crush tra qualche mese festeggerà i suoi primi 2 anni, di cose ne abbiamo fatte e voi siete sempre più numerosi e calorosi: grazie! Come ho appena scritto, le cose cambiano, gente che va e gente che viene, la squadra è in continua mutazione, fa parte del gioco. Leggi il resto di questa voce

Qualcuno gradisce una salsiccia? Budella, frattaglie e scarti in uno speciale molto estremo e molto underground!

Penso sia capitato a tutti di voler dare una colonna sonora alla propria vita, come fossimo in un gioco o in un film, ad esempio mentre ci stiamo sfraganando i ‘gioielli’ a casa di chissà quale familiare. In quel momento prenderemmo volentieri l’ultimo dei Cannibal Corpse e lo metteremmo a palla pogando con la dentiera di nostra nonna. Io l’ho fatto ed ho deciso di chiamarlo ‘teorema dei Cannibal Corpse’. Leggi il resto di questa voce

Vincenzo Barone ci racconta un Chuck Schuldiner inedito, l’inizio di una storia incredibile: MANTAS “Death By Metal” (Relapse)

E adesso? Come affrontare un recensione di questo tipo? Tirando le orecchie alla Relapse che forse, e dico forse, sta speculando un tantino troppo sulla memoria del mai troppo compianto Chuck Schuldiner (sono tra quelli che ogni anno ricordano la sua tragica prematura scomparsa con un groppo in gola, lo ammetto, e sono un adepto estremista del verbo Death)? Sottolineando come, nonostante aggiustamenti vari ed una accurata ripulitura, la resa sonora generale sia davvero poco più che amatoriale e sembra davvero di ascoltare un demo di qualità media dell’epoca, quindi ben poca cosa rispetto a quanto, anche a livello undergound, si è generalmente in grado di offrire oggi? Leggi il resto di questa voce

Le 10 bands di cui il metal NON può fare a meno!

Dopo aver fatto rodere molti ani, soprattutto di persone che leggono ma non comprendono (come diceva la mia prof di italiano), vi proponiamo la nostra Top Ten delle bands imprescindibili per il presente e il futuro del metal. La classifica è in ordine sparso e casuale. Fuori gara i Black Sabbath, perché loro sono il metal personificato. Ebbasta. Ora voglio che, prima di accingervi a leggere questo pezzo, sappiate che appartengo alla classe 1982 e quindi molte delle mie scelte derivano dalla mia età biologica. Detto questo, un vero brutal crusher deve avere delle basi, degli appigli sempre a portata di mano per dirigere la rotta. Molti mancano, ma è una top ten, quindi se ci tenete proprio, alla fine del post troverete un elenco esaustivo di tutte le band che un vero metallaro deve almeno aver sentito nominare. Leggi il resto di questa voce

CHUCK SCHULDINER e l’assenza di vergogna: come la Relapse lucra sulla buonanima

Ok, Chuck è morto e lo sappiamo tutti, ma da quel giorno almeno tre case discografiche hanno provato ad alzare soldi sfruttando una tragedia umana. Prima la Nuclear Blast con un live dvd postumo, poi la Karmageddon (ex Hammerheart) con gli “Zero Tolerance 1 & 2”, ovvero le parti inedite e demo del mai uscito nuovo album dei Death e di “The Sound Of…”. Infine, a fare veramente la parte dello schifo ci ha pensato la Relapse che, non contenta di avere rimesso in circolo l’ennesima ristampa di tutti i dischi dei Death, inclusi i Control Denied ed un live, arricchiti con i soliti bonus che nel bene o nel male tutti già avevano, adesso ci propone la ristampa delle registrazioni dei Mantas, la prima band di Schuldiner. Leggi il resto di questa voce

Che tritamiento des cojomboles: MESHUGGAH – “Koloss” (Nuclear Blast)

I Meshuggah, ovvero come campare tutta la vita con lo stesso identico disco. E’ dall’ormai lontano 1995, da quando uscì il loro secondo album, “Destroy, Erase, Improve”, che questi simpaticoni incidono lo stesso fottutissimo album, la solita solfa di thrash/death ipertecnico, a tratti progressivo, a tratti dall’incedere industrialoide (badate bene che non vuol dire industrial) e molto ‘bombastico’, niente di più. Se un tempo i loro ritmi cibernetici potevano lasciare impressionati, oggi quella formula ha esaurito ogni ragion d’essere. Leggi il resto di questa voce

DEATH – “Vivus” (Relapse)

Quando il buon Alduzzo mi ha inviato la mail contenente il sampler, lo aprii con spirito indolente come spesso accade quando mi manda le tonnellate di “monnezza” che mi tocca recensire, invece, quando mi appare la didascalia a momenti mi viene un infarto! Ebbene si, stavolta mi toccava recensire proprio LORO, i dei assoluti dell’estremo, i cantori dell’abiezione resasi ad arte divina… i Death!!! Questa release postuma (R.I.P. Chuck), si propone come la perla mancante alla carriera della mitica band americana, ossia il secondo live “ufficiale” che forse mancava alla discografia dei metal gods in questione, assolutamente imperdibile per tutti noi poveri zombie orfanelli del più grande genio-asociale del metal estremo. Leggi il resto di questa voce

AUTOPSY – “All Tomorrow’s Funerals” (Peaceville)

Si innalzino i putrescenti vessilli delle legioni del caos, i signori del gore sono tornati! Proprio loro, la band più putrida, macabra e sanguinolenta che abbia mai infestato questo e l’altro mondo risorge dalla cripta purulenta con un nuovo capitolo da cui voi piccoli collezionisti di ossa non potete sottrarvi. La release in questione contiene alcuni brani di recente registrazione (probabilmente delle B-sides del loro ultimo “Macabre Eternal”) unitamente alla riedizione di vecchio ed introvabile materiale, tra cui il mitico ep ”The Tomb Within”. Naturalmente gli elementi che hanno fatto degli Autopsy una leggenda “vivente” del death metal ci sono tutti: la batteria e la voce di quel vivisettore per tendenza che risponde al nome di Chris Reifert non hanno perso un centimetro di quel fuligginoso e maligno genio che vanta sin da quando ebbe, nel lontano 1986, l’infausta idea di fondare, con un altro allora sbarbatello come lui, una band chiamata Mantas che, a seguito del contratto ottenuto su Metal Blade, rinominarono Death (vi dice niente?)! Leggi il resto di questa voce

VALLENFYRE: ecco le prime immagini on stage!

Che il debutto della nuova band di Gregor Mackintosh, la mente dei Paradise Lost, ci fosse piaciuto assai non è un mistero per nessuno. “A Fragile King” è veramente un capolavoro del doom/death metal vecchia scuola come la primissima scena inglese insegnava, lento, cimiteriale e brutale, con in più quel gusto romantico e tristissimo che solo il plettro di Mackintosh sa pensare. Leggi il resto di questa voce

CHARRED WALLS OF THE DAMNED – “Cold Winds On Timeless Days” (Metal Blade)

La corte dei ribelli e dei secondini, così potremmo definire i Charred Walls Of The Damned, la band degli ex, per l’esattezza ex Judas Priest, ex Iced Earth ed ex Death (Owens, Di Giorgio, Christy), niente di diverso. Come tutti i progetti che vedono coinvolti ex nomi di grido non c’é da aspettarsi niente di buono. Come per il debutto omonimo, il discorso non cambia con questo secondo capitolo. “Cold Winds On Timeless Days” mantiene immutate le coordinate già espresse in precedenza, un metal moderno, molto vicino a certe cose degli Iced Earth, ultraprodotto e di una noia che fa veramente schifo. Leggi il resto di questa voce

DENIAL FIEND – “Horror Holocaust” (Hammerheart)

Una parata di nomi altisonanti accompagna la presentazione di questa release che si preannuncia coma una specie di super band dell’estremo, ovvero Rob Rampy (D.R.I), Blaine Cook (The Accused), Terry Butler (Death, Six Feet Under, Massacre, Obituary) e Sam Williams (Down By Law), con tanto di comparsate degli “amici della cricca” Steve Swanson (Six Feet Under), Ralph Santolla (Deicide, Obituary) e James Murphy (Obituary, Testament), era ovvio, pertanto, che mi dovessi aspettare chissà quale delirio musicale da un progetto che vanta tutte queste premesse. All’ascolto devo però ammettere che tutte queste aspettative sono andate in parte deluse, l’album è senza dubbio una buona release, ma onestamente pretendevo qualcosina in più da una siffatta compagine che mi ha dato l’impressione di non essersi sprecata più di tanto (soprattutto gli ospiti). Innanzitutto trovo estremamente deludente il cantato, assolutamente inadeguato alle ritmiche proposte, uno strillato piuttosto vicino alle sonorità hard core che mal si adatta al tipo di impatto del riffing, oltre ad essere alquanto fastidioso per timbrica. Leggi il resto di questa voce

SERPENT ASCENDING – “The Enigma Unsettled” (Voidhanger Recordings)

Dalla sempre feconda scena finlandese ci arriva la release dei Serpent Ascending, band capitanata dal buon Jarno Nurmi, un nome non nuovo ai più attenti osservatori dell’underground. La proposta è inequivocabilmente un puro e semplice death metal. Direi che il buon Jarno ha attinto a piene mani dai vecchi portabandiera della scena scandinava (Grave su tutti) che non si allinearono più di tanto al diktat allora imposto dagli Entombed e da Stoccolma in generale, gruppi che optarono per una rielaborazione dello stile della prima Tampa Bay (Death, Necrophagia, Massacre e Autopsy vi dicono niente?) allineandolo alle sonorità crushin’ tipiche della scena “vichinga”. Leggi il resto di questa voce

LOCK UP: play fast or die, parola di Anton!

Intervista raccolta da Tarja Virmakari


Ci sono interviste veramente problematiche, anche se sulla carta tutto sembra dovere essere impeccabile, eventi imprevisti rendono tutto più incasinato. Inizialmente dovevamo parlare con Shane Embury, ma l’intervista è saltata. Poi con Nicholas, idem. Alla fine ‘ci ha detto culo’ che siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con Anton. In altre occasioni avremmo tranquillamente evitato di ripetere più tentativi pur di concludere un’intervista, ma il nuovo disco dei Lock Up è un capolavoro così brutale che proprio noi di Brutal Crush non potevamo esimerci! Ad ogni modo, bando alle ciancie e passiamo ai fatti! Leggi il resto di questa voce

DEATH – “Human” (Relapse)

Ci sono dischi che a mio avviso non andrebbero toccati, album che hanno fatto la storia, produzioni perfette così come le abbiamo sentite a suo tempo. Ci sono sciacalli che se ne fregano, that’s business. Quante volte abbiamo visto sfruttare il nome di Chuck Schuldiner dal giorno della sua scomparsa? Ho perso il conto, tra dvd live postumi, ristampe e cd contenenti solo b-side parliamo di una quantità di materiale enciclopedico. La Relapse è una grande casa discografica, posso dire che quando nessuno se la filava, in tempi non sospetti, fui il primo e l’unico a parlarne bene, una cosa di cui personalmente mi vanto e di cui non mi sono mai pentito, così come penso che questa casa discografica dal 2010 in poi abbia sorpassato il suo periodo ‘buio’ ricominciando a tirare fuori produzioni a livello. Resta però il fatto che trovo disgustose le recenti ed inutili ristampe di “The Sound Of Perseverance” ieri e “Human” oggi, due dischi bellissimi che erano già perfetti a suo tempo, inutilmente remixati ed arricchiti di materiale superfluo ed indegno di menzione. Leggi il resto di questa voce

CONTROL DENIED: “Breaking The Broken” il video!!!

Finalmente l’attesa è finita e possiamo goderci il video di “Breaking The Broken“, l’estratto da “The Fragile Art Of Existence” dei Control Denied ristampato di recente dalla Relapse. Attualmente il video è stato pubblicato in anteprima ed esclusiva su GuitarWord.com, ma nei prossimi giorni è comunque prevista la pubblicazione su YouTube.  Il clip è stato diretto da Doug Cook sotto la supervisione di Erik Greif, manager dei Death e responsabile della Perseverance Holdings Ltd., la società che cura tutto tutti i lavori firmati Chuck Schuldiner. Leggi il resto di questa voce

AENAON – “Cendres Et Sang” (Code666)

Se non avessi letto la breve bio, avrei comunque intuito che gli Aenaon, giunti dopo due ep alla prova della maturità con il nuovo “Cendres Et Sang”, inciso per i tipi della Code666, fossero nativi della Grecia, patria delle sperimentazioni in ambito black metal. L’inizio dell’opener track, “Kafkaesque”, mi colpisce particolarmente, un malinconico sax descrive atmosfere notturne, degne di un viale di New Orleans, scarsamente illuminato da lampioni e insegne cadenti dei jazz bar chiusi nel disastro post-Katrina. La mestizia tratteggiata dallo strumento a fiato lascia però spazio alla fierezza di un riff in stile ultimi Death e la song scorre su coordinate più tradizionali di metal estremo. Il disco si muove, quindi, lungo le coordinate di quello che viene definito black metal avanguardistico, ma soprattutto, anche se non in maniera esplicita, vi sento una grande influenza del lavoro dei Cynic (ok, non voglio esagerare, ci sono cento categorie di differenza a favore dei Cynic, ma mi riferisco alla scelta di alcune soluzioni di riffing “liquido”) e della band di Chuck Shuldiner nel periodo “The Sound of Perseverance”. Fanno spesso uso del blast beat e lo screaming risulta convincente, nulla posso dire dei testi, non avendoli sottomano. Su questa solida base, complice un’ottima perizia tecnica, innestano delle soluzioni originali, come il riff Isisiano di “Necroscope”, le gustose scelte melodiche della chitarra solista in “Black Nerve”, gli stacchi di sax che spuntano qua e là nei momenti più jazzati e riflessivi, il pianoforte e la voce femminile che intonano una melodia retrò nella conclusiva “In Heaven”, prima della struggente e cadenzata esplosione black metal su un muro di suoni dissonanti. Se a tutto ciò aggiungete che i greci in questione hanno dei nomi degni di un poema omerico (uno dei chitarristi si chiama Achilleas), è evidente che ci troviamo di fronte ad un disco che ogni amante del metallo estremo e sperimentale deve far suo. Leggi il resto di questa voce