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Black like a Widow: tutte le novità dei signori del dark sound!

Cattura33Ogni qualvolta abbiamo avuto l’occasione ed il piacere di parlare delle nuove produzioni della Black Widow Records, un orgoglio made in Italy del dark sound a livello internazionale, ammetto che raramente siamo rimasti delusi, forse mai. Leggi il resto di questa voce

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Solo per chi ama il lato oscuro del metal, il nuovo brano dei CULTED

Volete il disco “heavy” dell’anno? Eccovi serviti: beccatevi “Sister” degli IN SOLITUDE!

InSolitude-SisterRicordo qualche anno fa al Bronson a Ravenna un concerto a dir poco magnifico dei Pentagram, di ritorno in Italia dopo tanto, tanto tempo. Inutile stare a dire quanto sia stato incredibile, ma voglio piuttosto soffermarmi sulla band di apertura, al tempo semisconosciuta, gli In Solitude. Leggi il resto di questa voce

Meglio Paul Chain solista o i Death SS? Il dilemma dell’orrore…

PaulChain_DeathSSE’ uscito poco tempo fa l’ultimo disco dei Death SS, non ricordo neanche bene il titolo, ‘na cosa come “Resurrection” se non sbaglio, ed in giro ho letto svariate recensioni, come sempre tutte stupende. Precisando che del disco ho sentito giusto il singolo sul tubo, canzone bellina, molto gotica, ma niente di trascendentale, ‘na cosa da anzian-fan me la sono chiesta: o so io che so scemo del tutto, o veramente la band fiorentina so quasi 40 anni che incide capolavori assoluti ma non se ne accorge nessuno fuori da confini nazionali, sarà… E’ mai possibile che ‘sta band non ha sbagliato un colpo? Non scherziamo… Leggi il resto di questa voce

#8 Black Metal Underground: this is Armageddon!

black-metalLasciamo per un po’ da parte le foreste e le montagne innevate, le repentine tormente invernali e i grezzi vichinghi brandenti asce e spadoni, per proiettarci verso lo spazio sconosciuto, là dove in pochi hanno avuto il coraggio di arrivare (a parte il capitano Kirk e un manipolo di uomini dalle curiose divise colorate). Entriamo quindi nell’universo Darkspace che, da Berna, ci illustrano come sempre a modo loro l’inesplorato siderale. Leggi il resto di questa voce

Le 10 eccellenze del metal italiano!

pino_scottoBrutta cosa le classifiche quando si parla di argomenti che possono toccare le sensibilità di qualcuno, perciò immaginatevi con che animo mi posso essere cimentato nel compilare la lista delle migliori band metal italiane di sempre, o eccellenze se preferite. Visto che rischio il linciaggio, concedetemi almeno una piccola ma doverosa introduzione. Chiariamo prima di tutto un concetto, qui a Brutal Crush le tradizioni ci piacciono, ma ci facciamo poco, perciò con tutto il culto e finto culto di gente come Strana Officina, Crying Steel, Astaroth, R.A.F., Fingernails e via dicendo non tappezziamo neanche la toilette della redazione. Leggi il resto di questa voce

Quelle voci che ti urlano di fuggire: HORSEBACK & LOCRIAN – “New Dominion” (Relapse)

‘New Dominion’ non è uno split, trattasi invece d’un lavoro a quattro mani tra Locrian e Horseback; un insieme di ‘suoni’ suddivisi in due track uscito a suo tempo in edizione limitata ed oggi ristampato dalla Relapse con tre nuove aggiunte lasciando il suo remix alle abili mani di James Plotkin, guru del noise/drone. Leggi il resto di questa voce

BLACK WIDOW RECORDS: le nuove oscure profezie!

In passato abbiamo già dato spazi simili alle nuove produzioni della casa discografica genovese, una cosa che oggi siamo fieri di portare avanti e di cui anche in futuro non ci priveremo. Il perché? Tranquilli, non ci passano bustarelle sotto banco, semplicemente ribadisco quanto sempre affermato dalla notte dei tempi, sono l’unica realtà che in Italia, con coerenza e professionalità, porta ed ha portato avanti un discorso fatto di doom, dark, hard rock e progressive, tutti argomenti verso cui noi Iommi maniaci siamo molto sensibili. Leggi il resto di questa voce

Italians do it better? Autoprodotto è bello: Fuoco Fatuo, Fallen Fucking Angels & Visioni Gotiche

Fuoco Fatuo, un nome evocativo che mi fa pensare a una passeggiata notturna tra le tombe del cimitero mentre questi s’innalzano dal terreno ricordandomi che alla fine siamo solo di passaggio e come questi anch’io nient’altro sarò che concime per questa terra. “33 Colpi di Schizofrenia Astrale”, ep autoprodotto della succitata band, penso sarebbe la colonna sonora adatta per queste passeggiate. Leggi il resto di questa voce

Roba che fa veramente male dentro: CANAAN – “Of Prisoners, Wandering Souls And Cruel Fears” (Eibon)

Ci sono band che hanno provato in tutti i modi a rappresentare nel modo più tangibile possibile concetti come dolore, sofferenza, morte, suicidio. In quante ci sono realmente riuscite? Poche, anzi pochissime, più che altro parliamo di qualche più o meno semisconosciuta band doom o qualche band di depressive black metal come i Nortt, ma si contano sulle punte delle dita. I livelli di cui qui parliamo vanno ben oltre la semplice poesia decadente di album comunque spettacolari come “Epicus, Doomicus, Metallicus” dei Candlemass, “The Angel And The Dark River” dei My Dying Bride o “Forest Of Equilibrium” dei Cathedral. Qui parliamo concretamente del nero più nero, della voglia di staccare la spina, del più violento dolore dell’anima. Bene, se cercate in una parola tutto questo, la colonna sonora perfetta per il vostro ultimo respiro ha un solo nome: Canaan. Leggi il resto di questa voce

Speciale Black Widow Records: l’occulto e la paura

Fortunatamente per noi amanti di tutto ciò che puzza di zolfo, anni ’70 ed ha qualcosa di Sabbathico, la Black Widow Records è un’etichetta che a precise scadenze tira fuori dalla cripta una serie di produzioni di quelle che ti lasciano sempre e tenebrosamente soddisfatto. Questa volta poi, neanche a dirlo, tra i nomi in ballo non mancano quelli delle grandi occasioni. Qualcuno tempo fa ci chiese, forse con un pizzico di malizia, perché trattassimo in modo così curato la nota casa discografica genovese. Leggi il resto di questa voce

#4 Roba varia per gusti ricercati

Come spesso accade, quando il buon Aldo mi sommerge di promo, mi vedo felicemente costretto a ricorrere alla vostra rubrica preferita, la recensione multipla che non ha niente a che vedere con quella cagata della FIAT multipla, autentico aborto del design, ma queste sono altre storie. Leggi il resto di questa voce

AGHAST – “Hexerei Im Zwielicht Der Finsternis” (Cold Meat Industry)

C’é stato un periodo, a cavallo tra la prima e la seconda metà degli anni novanta, che il sottoscritto era andato letteralmente in fissa per qualsiasi fottutissimo album ambient. L’essere un doomster oltranzista ha sempre favorito certe mie inclinazioni, ma vi assicuro che c’é stato un periodo in cui ascoltavo quasi esclusivamente le produzioni della Cold Meat Industry, roba da far deprimere finanche il più navigato dei cobarettisti. Per farvi capire come stavo, figuratevi che per mesi sono andato all’università con gli MZ412 fissi nel walkman, roba che per me anche il giugno più solare emotivamente era un freddo novembre. Lo so, scritta così sembra la confessione di un cliente di Dylan Dog, ma qui parliamo di fatti, non degli splendidi incubi di Sclavi. Leggi il resto di questa voce

SOL INVICTUS: Tony Wakeford si racconta ai nostri microfoni!

Intervista raccolta da Tiziana Gervasoni

Intervistare Tony Wakeford, parlare con uno dei tuoi idoli di sempre, uno di quei personaggi di cui fin da bambina avevi il poster in camera, manie alla Take That. Ricordo che quando tutte le mie amiche sentivano Duran Duran e Spandau Ballet io ero lì che sognavo tra le note di “Against The Modern World”, roba che tutti gli attuali intenditori in quegli anni, o non erano nati, o guardavano Bim Bum Bam. Sia chiaro, a me dispiace per voi che buttate i soldi in certe rivistacce che vi riempiono la testa di stupidaggini, non voglio fare la saccente anche perché parlo di musica per sbaglio, il mio ambito è un altro. Comunque tutto avrei creduto, tranne che un giorno sarei riuscita a scambiare quattro chiacchiere con Tony Wakeford che mi parlava al telefono: un flash! Di “The Cruellest Month” e della loro carriera ne avevamo parlato pochissimi giorni fa, in questa sede ho invece tentato di scoprire qualcosa di più di questo disco e della storia della band. Leggi il resto di questa voce

Black Widow Records – Tra storie di orrore, folletti e magie, 14 dischi per non farvi dormire!!!

Il mio primo approccio con la Black Widow Records lo ebbi quando ero un pó più giovane ed approfondivo il mio amore per Paul Chain, i Death SS e tutto il metal di culto a tinte dark dei primi anni ottanta che, per motivi anagrafici, non avevo vissuto in prima persona. Ricordo le giornate con gli amici a parlare per ore di una marea di band minori ma per noi immarcescibili come potevano essere gli italiani Sabotage o gli Sword di “Metalized”, per non dire i Warlord che consideravamo una delle band più grandi di ogni tempo, o ancora le infinite discussioni su quanto i Fates Warning, a suo tempo lontanissimi dalle peripezie progressive di oggi, fossero la copia dei Maiden e via così. Giornate buttate dirà qualcuno, giornate fondamentali diranno altri, personalmente mi limito a definirle indimenticabili. Andiamo peró avanti. Ci fu un giorno che si presentó un amico in comitiva (per vedersi bisognava uscire di casa, non ‘esisteva’ internet, figuriamoci facebook, così come il cellulare non era di ‘uso comune’) con la copia di una nota rivista, rivista che si sfogliava tutti insieme in cerca dell’articolo figo o della curiosità. Gira pagina che ti gira pagina andiamo ad inciampare su una pubblicità di un negozio di dischi che vendeva rarità viniliche all’epoca introvabili, era la Black Widow Records che, riporto testualmente la pubblicità, era specializzata in hard rock, dark, progressive e doom! Essendo tutti dei maniaci del dark sound prendemmo subito contatto con il negozio e, a suon di 50.000 lire, scoprimmo un vero e proprio mondo ‘nero’ che affondava le sue radici dalla fine degli anni sessanta a tutti gli anni settanta, con “Sacrifice” dei Black Widow, cui è tributato il nome della label, a mó di simbolo delle più nere serie di sinfonie infernali. Leggi il resto di questa voce

HEAVEN & HELL – “Neon Nights: 30 Years Of Heaven & Hell” (Eagle Records)

Non voglio stare qui a menarvela sulle solite verità che ho troppe volte ribadito in più sedi, non esiste riff al mondo che non abbia già suonato Tony Iommi. Purtroppo in questa occasione non dobbiamo tessere le lodi di Tony e dei suoi Sabs, bensì dobbiamo commentare il nuovo dvd commemorativo degli Heaven & Hell registrato in quel del Wacken, dvd che dobbiamo accogliere come un saluto a Ronnie James Padavona. A differenza del precedente live qui trovano spazio anche alcune chicche estratte dall’unico studio album della band, il favoloso ed oscuro “The Devil You Know”, oltre ad una certa mole di materiale extra, il che non è male. Di fatto peró, lo dico con la tristezza nel cuore, “Neon Nights” non ha molto senso e, ad un occhio malizioso, potrebbe sembrare un modo come un altro per sfidare con successo la crisi discografica internazionale sfruttando quattro nomi sacri della storia del rock, nonché la nostalgia per lo scomparso Ronnie. Lo sanno anche i sassi che i Black Sabbath con Dio cambiarono registro segnando una svolta verso la N.W.O.B.H.M. grazie a due album magistrali come “Heaven And Hell” e “Mob Rules”, per non dimenticare come riscrissero in modo magistrale le coordinate del più attuale doom metal con “Dehumanizer” o il recente “The Devil You Know” che ha invece esplorato i più profondi abissi infernali con quel suo incedere lento, oscuro ed asfissiante più incline ad un hard rock dalle forti tinte dark che al doom di cui Iommi è padre e padrone. La domanda peró è: i fans dei Black Sabbath volevano questo? In tutta sincerità credo di no, un no che nasce dalla realtà e non da preconcetto alcuno. Per quanto ho amato le peripezie di Iommi, Butler, Appice e Dio, le ho sempre considerate una parentesi, una parentesi bellissima e di grande importanza, ma la vera attesa era ed è per il ritorno dei veri Black Sabbath, quelli del debutto omonimo, di “Paranoid” e di “Sabotage” tanto per capirci. Proprio questa speranza, per beffa o coincidenza, oggi sembra sempre più concreta viste le ultime dichiarazioni di Ward ed il flop del nuovo album di Sir. Osbourne. Ed allora? Allora non esprimo giudizi che potrebbero sembrare non propriamente ‘gentili’ e lascio libertà di coscienza ai lettori per quanto riguarda questo capitolo conclusivo degli Heaven & Hell, capitolo che a titolo personale vi dico che faró mio anche in virtù della presenza di un bonus cd che riprende per intero quanto immortalato nel formato video, ma che non me la sento di consigliare a chi non è uno Iommi maniac. Leggi il resto di questa voce

DIAMANDA GALÀS & JOHN PAUL JONES – “Sporting Life” (Bmg 1994)

È dalla notte dei tempi che tutti gli amanti della musica, dai semplici ascoltatori ai critici, discutono su quale sia la più grande band della storia del rock. I nomi che vanno per la maggiore sono sempre gli stessi, Pink Floyd, Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, Mortician e pochi altri, è solo una questione di gusti, niente di più, perché sono tutti nomi che hanno fatto la storia. Personalmente non ho dubbi sulla mia preferenza, i Led Zeppelin sono stati i più grandi di tutti. Però, se su queste affermazioni potremmo stare a discutere per giorni e giorni senza trovare una risposta, al contrario non ci sono dubbi sul nome della più grande voce femminile della storia della musica, Diamanda Galàs, la greca che ha cantato veramente tutto, dal blues al gothic, passando per lirica, avanguardia, pop e hard rock. Tutto questo pippone mentale per dire cosa? Semplice, “Sporting Life” altro non è che l’unione tra il groove dei Led Zeppelin e la voce di Diamanda. Niente chitarre, solo basso, batteria, voce ed un accenno di organo qua e là per il dark album più bello ed oscuro degli ultimi vent’anni, un’opera unica nel suo genere che non ha visto similitudini né prima né dopo. Il disco è paragonabile ad un mosaico all in black dove i riferimenti sono molteplici, dall’hard rock più seventies al blues, passando per un certo rhythm & soul fino al dark più classico e l’avantgarde, il tutto rivisto in un’ottica per certi versi indescrivibile a parole. Leggi il resto di questa voce