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#3 Con i ‘se’ non si fa la storia: …e se Chuck Schuldiner non fosse morto?

schuldinerBella domanda, ci pensavo proprio l’altra sera con Aldo… La storia del rock ha un brutto vizio, trasforma la morte in una consacrazione a leggenda di chiunque, anche di chi non ha fatto chissà quali grandi cose, però sai com’é, è morto. Leggi il resto di questa voce

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Vincenzo Barone ci presenta la ristampa del disco che cambiò la storia del death metal: DEATH – “Spiritual Healing” (Relapse)

Prosegue l’opera – per alcuni meritoria e per altri paracula e cinica, vedete un po’ voi – di ripescaggio e ristampa da parte della Relapse del materiale edito dai seminali Death, arricchito e rimpolpato più possibile per essere reso appetibile per chi certi dischi, o certi cd, li ha abbondantemente carbonizzati a furia di ascolti (il sottoscritto compreso!). Leggi il resto di questa voce

Qualcuno gradisce una salsiccia? Budella, frattaglie e scarti in uno speciale molto estremo e molto underground!

Penso sia capitato a tutti di voler dare una colonna sonora alla propria vita, come fossimo in un gioco o in un film, ad esempio mentre ci stiamo sfraganando i ‘gioielli’ a casa di chissà quale familiare. In quel momento prenderemmo volentieri l’ultimo dei Cannibal Corpse e lo metteremmo a palla pogando con la dentiera di nostra nonna. Io l’ho fatto ed ho deciso di chiamarlo ‘teorema dei Cannibal Corpse’. Leggi il resto di questa voce

Vincenzo Barone ci racconta un Chuck Schuldiner inedito, l’inizio di una storia incredibile: MANTAS “Death By Metal” (Relapse)

E adesso? Come affrontare un recensione di questo tipo? Tirando le orecchie alla Relapse che forse, e dico forse, sta speculando un tantino troppo sulla memoria del mai troppo compianto Chuck Schuldiner (sono tra quelli che ogni anno ricordano la sua tragica prematura scomparsa con un groppo in gola, lo ammetto, e sono un adepto estremista del verbo Death)? Sottolineando come, nonostante aggiustamenti vari ed una accurata ripulitura, la resa sonora generale sia davvero poco più che amatoriale e sembra davvero di ascoltare un demo di qualità media dell’epoca, quindi ben poca cosa rispetto a quanto, anche a livello undergound, si è generalmente in grado di offrire oggi? Leggi il resto di questa voce

CHUCK SCHULDINER e l’assenza di vergogna: come la Relapse lucra sulla buonanima

Ok, Chuck è morto e lo sappiamo tutti, ma da quel giorno almeno tre case discografiche hanno provato ad alzare soldi sfruttando una tragedia umana. Prima la Nuclear Blast con un live dvd postumo, poi la Karmageddon (ex Hammerheart) con gli “Zero Tolerance 1 & 2”, ovvero le parti inedite e demo del mai uscito nuovo album dei Death e di “The Sound Of…”. Infine, a fare veramente la parte dello schifo ci ha pensato la Relapse che, non contenta di avere rimesso in circolo l’ennesima ristampa di tutti i dischi dei Death, inclusi i Control Denied ed un live, arricchiti con i soliti bonus che nel bene o nel male tutti già avevano, adesso ci propone la ristampa delle registrazioni dei Mantas, la prima band di Schuldiner. Leggi il resto di questa voce

DEATH – “Vivus” (Relapse)

Quando il buon Alduzzo mi ha inviato la mail contenente il sampler, lo aprii con spirito indolente come spesso accade quando mi manda le tonnellate di “monnezza” che mi tocca recensire, invece, quando mi appare la didascalia a momenti mi viene un infarto! Ebbene si, stavolta mi toccava recensire proprio LORO, i dei assoluti dell’estremo, i cantori dell’abiezione resasi ad arte divina… i Death!!! Questa release postuma (R.I.P. Chuck), si propone come la perla mancante alla carriera della mitica band americana, ossia il secondo live “ufficiale” che forse mancava alla discografia dei metal gods in questione, assolutamente imperdibile per tutti noi poveri zombie orfanelli del più grande genio-asociale del metal estremo. Leggi il resto di questa voce

AUTOPSY – “All Tomorrow’s Funerals” (Peaceville)

Si innalzino i putrescenti vessilli delle legioni del caos, i signori del gore sono tornati! Proprio loro, la band più putrida, macabra e sanguinolenta che abbia mai infestato questo e l’altro mondo risorge dalla cripta purulenta con un nuovo capitolo da cui voi piccoli collezionisti di ossa non potete sottrarvi. La release in questione contiene alcuni brani di recente registrazione (probabilmente delle B-sides del loro ultimo “Macabre Eternal”) unitamente alla riedizione di vecchio ed introvabile materiale, tra cui il mitico ep ”The Tomb Within”. Naturalmente gli elementi che hanno fatto degli Autopsy una leggenda “vivente” del death metal ci sono tutti: la batteria e la voce di quel vivisettore per tendenza che risponde al nome di Chris Reifert non hanno perso un centimetro di quel fuligginoso e maligno genio che vanta sin da quando ebbe, nel lontano 1986, l’infausta idea di fondare, con un altro allora sbarbatello come lui, una band chiamata Mantas che, a seguito del contratto ottenuto su Metal Blade, rinominarono Death (vi dice niente?)! Leggi il resto di questa voce

CHARRED WALLS OF THE DAMNED – “Cold Winds On Timeless Days” (Metal Blade)

La corte dei ribelli e dei secondini, così potremmo definire i Charred Walls Of The Damned, la band degli ex, per l’esattezza ex Judas Priest, ex Iced Earth ed ex Death (Owens, Di Giorgio, Christy), niente di diverso. Come tutti i progetti che vedono coinvolti ex nomi di grido non c’é da aspettarsi niente di buono. Come per il debutto omonimo, il discorso non cambia con questo secondo capitolo. “Cold Winds On Timeless Days” mantiene immutate le coordinate già espresse in precedenza, un metal moderno, molto vicino a certe cose degli Iced Earth, ultraprodotto e di una noia che fa veramente schifo. Leggi il resto di questa voce

CONTROL DENIED: “Breaking The Broken” il video!!!

Finalmente l’attesa è finita e possiamo goderci il video di “Breaking The Broken“, l’estratto da “The Fragile Art Of Existence” dei Control Denied ristampato di recente dalla Relapse. Attualmente il video è stato pubblicato in anteprima ed esclusiva su GuitarWord.com, ma nei prossimi giorni è comunque prevista la pubblicazione su YouTube.  Il clip è stato diretto da Doug Cook sotto la supervisione di Erik Greif, manager dei Death e responsabile della Perseverance Holdings Ltd., la società che cura tutto tutti i lavori firmati Chuck Schuldiner. Leggi il resto di questa voce