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1994 – 2014: i capolavori che compiono 20 anni!

1994 2014 i capolavori che compiono 20 anniPer molti il 1994 è un tempo lontano, forse sbiadito, ma chi ha vissuto quegli anni ricorda bene che disconi uscirono nel ’94, alcuni ottimi, altri da enciclopedia del metal! Leggi il resto di questa voce

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I 10 brani metal FONDAMENTALI per fare del gran sesso!

Funeral-Party-Immagini-dal-film-6_midOgnuno di noi ha sempre avuto una sua colonna sonora ideale per fare sesso con la partner del momento, sia essa la fidanzata storica, la moglie o la bella rimorchiata in qualche club fumoso. Leggi il resto di questa voce

Che fine ha fatto il vecchio death metal? E’ clinicamente morto…

deicideIeri sera ne parlavamo con Aldo, prendevamo atto di come sono finite male le vecchie glorie del death metal che in gioventù ci avevano accompagnato nelle braciolate con gli amici e nelle serate dedicate al pogo… Che tristezza… Leggi il resto di questa voce

Come ti preparo la coratella appena scottata: DEVOURMENT – “Conceived In Sewage” (Relapse)

Vi piace la coratella? Sì, le interiora degli animali, quegli scarti che a chi non capisce un cazzo fanno leggermente schifo, robetta succulenta come intestino, polmoni, reni, fegato, cuore e pancreas, avete presente? Se anche voi come me preferite la fetenzia della coratella alle classiche costate e salsicce, la colonna sonora perfetta per gustarvi questo barbeque delle interiora sono i Devourment, culto texano del più sanguinolento brutal death macchiato di grind. Leggi il resto di questa voce

Nazi trans ascolta brutal e si trasforma in macellaio… Di carne umana!

Era da tanto tempo che il mondo non ci offriva qualche bella brutalità di quelle degne di essere raccontate, ma si sa che basta aspettare. Così eccoci a parlare di un classico della vita domestica, almeno di qualche simpatico abitante di Sao Paulo, Brasile. Pochi giorni fa la polizia ha fatto irruzione in un appartamento nella periferia della città in seguito alle lamentele dei vicini per la puzza incredibile che usciva dal locale. Leggi il resto di questa voce

Brutal masters are back: PATHOLOGY – “The Time Of Great Purification” (Victory Records)

Sarà l’eta, sarà quello che vi pare, ma adoro i Pathology, li adoro nel senso più letterale della parola. Se questo piccolo spazio si chiama Brutal Crush è anche grazie a loro, uno dei miei ascolti prediletti degli ultimi anni. Figuratevi che hanno addirittura superato i Mortician nella mia personale classifica del cuore, band a cui sono stato l’unico in Italia a dedicare uno speciale, ho detto tutto. Dicevamo i Pathology. Ho scoperto la band ai tempi dello spettacolare “Legacy Of The Ancients”, album caldeggiatomi da un vecchio amico con cui condivido la passione per quanto di più marcio, putrido e laido produce la scena estrema. Inutile dirvi che fu amore a primo growl. Leggi il resto di questa voce

L’heavy metal è di destra o di sinistra? Di sicuro in America il death metal fa molto Repubblicano!

Quando gli Stati Uniti vivono il periodo della campagna elettorale per la nomina del nuovo Presidente, dobbiamo veramente aspettarci di tutto, sono americani, non conosco limiti, qualunque frase, pensiero, azione serve per guadagnare consensi e battere l’avversario, tutto è studiato in modo matematico, infallibile oserei dire. Leggi il resto di questa voce

Meglio i Cannibal Corpse o i Cannabis Corpse?

Lo so, certe domande non si dovrebbero neanche fare, specialmente se poste a gente con l’elasticità mentale di uno con il cemento nella scatola cranica. Fortunatamente noi di Brutal Crush non siamo così e possiamo proporre a noi stessi ed a voi lettori qualsiasi dubbio amletico ci passi per la testa. Eccoci allora a chiederci se, a come stanno oggi le cose, sia meglio ascoltare i Cannibal Corpse o i Cannabis Corpse, indipendentemente dall’essere o meno cannabinomani. Secondo me sono preferibili i secondi ai primi, non fosse altro per la freschezza della proposta. Se i Cannibal altro non continuano a fare che ripetere all’infinito la stessa solfa con Fisher che rutta le stesse identiche frasi, almeno i Cannabis sono divertenti, oltre a ciò vantano quel non so cosa di molto thrash metal che non guasta mai. Leggi il resto di questa voce

SIX FEET UNDER – “Undead” (Metal Blade)

I 6 Piedi Sotto sono un mio personalissimo culto, almeno da quando Chris ha abbandonato i Cannibal Corpse e li ha messi in piedi. Il solo debutto, quel “Haunted” del 1995, a mio avviso vale tutta la carriera della band, un’opera straordinaria per la quale Barnes meriterebbe uno stipendio a vita senza fare un cazzo se non rullare un’infinità di spinelloni ogni fottutissimo giorno. Per tutto il resto della discografica, gli album dei Six Feet Under sono stati la colonna sonora della vita da strafattone dell’ex Cannibal, una serie di immagini che ben rappresentano ogni singolo periodo, dal più noioso al più cazzarone fino al più marcio e malsano. Leggi il resto di questa voce

CANNIBAL CORPSE – “Torture” (Metal Blade)

Parliamone, ma parliamone bene. I Cannibal Corpse sono una di quelle band che dividono il pubblico in due fazioni contraddistinte, non l’una contro l’altra armate, ma di sicuro differenti nell’approccio con i maestri del brutal death metal. Da un lato abbiamo chi come me ha conosciuto e vissuto l’era Barnes, dall’altro i più giovani cresciuti con Fisher. Vedete, qui non si tratta di preferire un tombino vocale all’altro, qui si tratta di due stili completamente differenti. Il primo – era Barnes – marcio, putrido, pieno di atmosfera e pestone, ma senza per questo esagerare. Il secondo stile – era Fisher – dell’insana atmosfera sanguinolenta del passato non ha niente, ma niente di niente. Leggi il resto di questa voce

3 – “The Ghost You Gave To Me” (Metal Blade)

A chi è che non piacciono i soldi? Su, alzate la mano… Mmm… Non mi sembra di vedere tutte queste mani alzate, anzi non ne vedo nemmeno una, chissà come mai. Allora vi chiedo, secondo voi una casa discografica dell’imponenza della Metal Blade, con più di un impiegato e qualche bolletta da pagare, campa di soldi o di passione? Bene, non rispondiamoci ed andiamo ai fatti. La crisi avanza, il metal dei Cannibal Corpse non rende poi molto, figuriamoci le sfuriate apocalittiche dei Rose Funeral o l’ennesima ristampa dei Cirith Ungol. Allora cosa fare? Niente di eccezionale, produrre una bella rock band da classifica, magari un bel mix tra i My Chemical Romance e i The Rasmus, se poi hanno anche quelle faccette tristi molto emo va anche meglio. Leggi il resto di questa voce

CANNABIS CORPSE: beccatevi il nuovo video!

Ci sono band che anche solo per l’attitudine meritano un posto in prima fila, sempre e comunque. I Cannabis Corpse sono una di queste. Lasciando stare il chiaro richiamo del moniker ai Cannibal Corpse, questi ragazzi di Richmond sono la death metal band più fattona e cannabinomane del globo, una sorta di rivisitazione ‘metallica’ della filosofia del mai troppo fumato Bob Marley, sempre pronti con un bel cannone tra blast beat e growl, roba da bruciati! Leggi il resto di questa voce

Silvio, usa il metallo!

Che in Italia non stiamo vivendo politicamente uno dei migliori momenti della nostra storia, non siamo certo noi di Brutal Crush che ve lo dobbiamo dire. Leggi il resto di questa voce

VADER – “Welcome To The Morbid Reich” (Nuclear Blast)

Con il death metal ci sono cresciuto, non scherzo. Ho adorato questo genere come poche altre cose al mondo, tanto che ve lo piazzo al terzo posto dopo la figa e la parmigiana, ho detto tutto. I Vader, la band che fin dal nome ha tributato il mito della mia gioventù, Darth Vader, sono stati per me un momento di grande sollievo quando tutte le mie glorie del death erano in caduta libera, quando gente come i Deicide incideva merda pressata, i Morbid Angel tentavano una strada esageratamente introspettiva senza più Vincent alla voce, i Death suonavano progressive, i Suffocation erano un lontano ricordo, i Six Feet Under erano la parodia di una scoreggia, i Cannibal Corpse pensavano solo a correre e tutti sembrava ascoltassero solo black metal. Leggi il resto di questa voce

DYING FETUS – “History Repeats” (Relapse)

Dalla sempre attiva label newyorkese Relapse ci viene proposto il nuovo release dei D.F., ormai un a vecchia conoscenza del panorama death/grind, con un cover ep “History repeats” dove la band si cimenta nel riproporre classici del miglior periodo death metal (quello a cavallo tra il 1990 ed 1994 beninteso!). Nel complesso ritengo il prodotto piuttosto godibile per gli stretti appassionati del genere, ma anche se siamo ben lontani dai capolavori dell’estremo che hanno saputo darci band come Terrorizer (quando David Vincent non s’era ancora rincoglionito dietro ad una zoccola sadomasochista) e i mai troppo poco rimpianti Carcass, onestamente non riesco a trovare l’utilità di una proposta simile. Leggi il resto di questa voce

Skifidol: qualcuno ha voglia di pesce?

E’ inutile negarlo, gli Skifidol sono i giocattoli più amati da ogni fan dei Cannibal Corpse e di tutto ciò che ha a che fare con decomposizioni, coprofagia, necrofilia e brutalità varie. Già la sola idea di fare una figurina che puzza come la merda è stata secondo noi la seconda trovata più geniale dell’umanità dopo le fiale puzzolenti degli anni ottanta, che ricordi quando cospargevi con quell’olio benedetto la sedia del professore! Leggi il resto di questa voce

IPSISSIMUS – “The Way Of Descent” (Metal Blade)

Il black metal, il caro vecchio black metal, quello suonato alla cazzo e prodotto alla cazzo, che fine ha fatto? Semplicemente vive nei circuiti più underground e sconosciuti, tra cdr con copertine fotocopiate in bw e mailorder improbabili. Ora, ditemi voi, che cazzo produce a fare questi Ipsissiums la Metal Blade? Negli anni d’oro del black metal produceva solo death metal, mentre ora che il death metal torna prepotentemente alla ribalta produce una band black metal, mah… Non so se questo sia rincoglionimento dell’art director o voglia di stupire, cazzi loro, so solo che “The Way Of Descent” non è un capolavoro, parliamo di un album di classico black metal primi anni novanta, tiratissimo e con un cantante che fa impallidire finanche Torog dei Behexen per visceralità e potenza, particolarità da non trascurare. Il maggior difetto del cd è la sua estrema pulizia, roba che neanche Mastrolindo concentrato può tanto. In ambito black metal, specialmente quando parliamo di produzioni vecchia scuola con grandi riffs come quelli di questo disco, trovo disgustoso sentire delle chitarre così limpide, un basso così presente e riuscire addirittura a distinguere i piatti della batteria. Leggi il resto di questa voce

Metal loves Pop: pane, amore e fantasia! Con intervista a Chiara Iezzi (Paola & Chiara)

La storia dell’heavy metal, volenti o nolenti, più volte si è incrociata con il mondo -da molti integralisti disprezzato- del pop, senza intendere la sola musica ma tutto ció che di commerciale ruota intorno a questo termine, una parola che vuol dire tutto e non vuol dire niente. Facciamo giusto qualche esempio per non dimenticare. Partiamo da una band che è il simbolo di molti difensori del ‘vero’ metallo, i Saxon. Qualcuno ricorda la partecipazione dei crusaders in quel del festival di Sanremo? O qualcuno ricorda la loro bellissima cover dell’hit “Ride Like The Wind” dei Criss Cross? Mmm… Pochi mi sa… Andiamo avanti. Veri maestri del ‘genere’ sono stati senza dubbio i Kiss. Dimenticando la loro performance sempre in quel di Sanremo, nonché un album come “Dynasty” (opera di dance music contenente la super hit “I Was Made For Lovin’ You” che ancora oggi domina le serate dedicate ai favolosi anni settanta), i quattro re-masked hanno fatto praticamente di tutto, dagli spot per la Pepsi agli scontri televisivi finto-grotteschi con il sosia di Michael Jackson, fino alle partecipazioni ai più dementi programmi di MTV; ma si sa che Gene non si è mai fatto troppi problemi a riguardo: come non ricordare la sua cover di “Firestarter” dei Prodigy? A proposito dello scomparso Jackson, vogliamo dimenticare la partecipazione di tale Slash sul disco “Dangerous”? Proseguiamo con un altro paio di chicche da non dimenticare ed andiamo a disturbare niente meno che Kerry King degli Slayer! Come dimenticare la partecipazione in compagnia dei ‘true metallers’ Sum 41 alla colonna sonora di Spider Man con il brano “What We’re All About”? A tal proposito è giusto ricordare che i brani degli Slayer furono tra i più campionati nell’era d’oro dell’hip hop: non a caso Kerry King collaboró anche con i Beastie Boys.

Vogliamo parlare del buon Alice Cooper immortalato da Vanity Fair nei suoi incontri di golf insieme a Catherine Zeta Jones? Ed Ozzy? Dico, tra reality e pubblicità varie penso che il Madman possa veramente ambire al podio di icona pop! Vogliamo a questo punto citare le svariatissime partecipazioni di Bruce Dickinson nelle vesti di opinionista nei programmi più trash del palinsesto televisivo di sua Maestà? Tornando in casa Black Sabbath, come dimenticare il cartoon dedicato ai quattro che, negli anni settanta, tenne compagnia a milioni di bambini in tutto il mondo? Lo stesso Ronnie James Dio non si negó una comparsata nel cult movie demenziale “Tenacious D ed il Plettro del Destino”. Di esempi ne potrei fare veramente un’infinità. Inutile citarvi il recente tributo di Patton alla musica leggera italiana o tutte le dichiarazioni dei vari Metallica, Paradise Lost, Rob Halford, Mustaine e Dickinson contro il metal, definito, in modi e tempi diversi, morto e sepolto. Il perché di certe ‘uscite’? Semplice, anche la più ‘true’ delle hard rock/metal star ha sempre sognato di essere un’icona pop, un po’ per soldi, un po’ per vanagloria, un po’ forse per circondarsi di belle fighe e non delle solite tristissime black queen! Non a caso lo stesso Lemmy, tra le varie, fece sue due icone pop come Cher e Samantha Fox.
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