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Cavallette pustolose e pioggia di merda secca nucleare, ovvero: una miniguida allo Spanish Grind! (Seconda Parte)

Vorrei proporvi una piccola guida all’acquisto e inizierei subito con i miei preferiti: i LOOKING FOR AN ANSWER da Madrid attivi dal 1999. Non vi sto a fare la lista degli innumerevoli split con altrettante innumerevoli bands più o meno “famose” che i nostri hanno vomitato nelle orecchie dei Grindcorers di tutto il mondo (uno anche coi nostrani Cripple Bastards) ma vi segnalo gli ultimi due albums Estinciòn (fantastica la copertina: dei maiali enormi e malefici intenti a divorare un uomo su uno sfondo di mucchi d’ossa assortiti) ed Eterno Treblinka ( con un artwork che mi ricorda certe covers dei Napalm Death). Leggi il resto di questa voce

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In fondo a noi non ci sta mai bene un cazzo! – Rotting Christ – Κata Τon Daimona Εaytoy (Season Of Myst, 2013)

Parliamoci chiaro: a noi, non ci sta mai bene un cazzo! Se un gruppo cambia radicalmente genere e attitudine, gridiamo al tradimento, se rimane troppo ancorato al disco precedente, ci assale il panico da riciclaggio di brani scartati, se cambia line-up, siamo già pronti col coltello tra i denti a schierarci in favore dell’escluso, millantando conoscenze tecniche e stilistiche figlie di preconcetti atavici e adolescenziali. Siamo i figli del compromesso storico, del “se non ora quando”, della disperazione discendente dalla crisi, siamo i figli di quelli che avevano un’ideale e che si sono trovati di tanto così a dare il voto a Grillo, di contestare tutto e tutti perché diamo per scontato che prima era meglio, che si stava meglio quando si stava peggio, che la bonifica dell’agro pontino sia stata una grande svolta per il nostro paese, riusciamo a dire che l’Eur sia un magnifico esempio di architettura razionale, nonostante tessiamo le lodi dei fasti di imperiale memoria di cui andiamo fieri, nonostante tutto. Leggi il resto di questa voce

Gli Slayer rispondono!

Comunicato ufficiale: Gli Slayer non concordano con la cronologia e la sostanza del racconto di Mr Lombardo, a parte il fatto che Mr Lombardo è arrivato dal gruppo a meno di una settimana dal tour australiano proponendo un nuovo piano per il proprio ingaggio, completamente diverso da quello già concordato da noi in sua assenza. Leggi il resto di questa voce

Born to be grind: DAMOKIS, TUSSOK, BAHAJANG & MUNTAH DARAH

lividity - to desecrate and defileLa pornosa Malesia, terra di sesso facile e cucina sopraffina, forse non tutti lo sanno ma è anche una delle più fiorenti lande del grind core, quello più truculento, brutale e senza compromessi che la vecchia scuola comanda. Come da tradizione asiatica, i malesiani sono gente tosta, poco incline alle sfumature del metal estremo occidentale, se credono in qualcosa la portano avanti all’infinito senza cambiare di una virgola alcunché, alla fine della fiera so dei cazzo de kamikaze, anche se un paragone con il Giappone li offende, perciò evitiamo. Leggi il resto di questa voce

#12 Brutal Playlist: i preferiti dai Crushers Of The Dead!

Vi ricordate quando nel Padrino, subito dopo la morte di Don Vito, Clemenza chiese a Michael Corleone di potere formare una famiglia tutta sua? Michael, un Al Pacino inarrivabile, acconsentì, anche se chiese del tempo. Così è stato con il buon Ceccamea che, in virtù del secondo bambino in arrivo e del tempo che questo gli porterà via, ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla sua famiglia ed al suo blog che noi di Brutal Crush vi invitiamo a visitare perché ne vale la pena, oltre ad alcuni vecchia articoli che aveva già scritto per noi, troverete anche qualcosina di veramente curioso. Perció tanti auguri al Cecca e consorte (anch’essa dimissionaria per ancora più ovvie ragioni) da tutti noi! A questo punto, inutile dirvi che cerchiamo una nuova penna. Chi cerchiamo? Un opinionista del metal (non solo), uno che sappia analizzare ed argomentare avvenimenti e quanto altro in modo interessante. Leggi il resto di questa voce

Integrity & brutality 100%: CRYPTOPSY – “Cryptopsy” (Century Media)

Parliamone, ma parliamone bene. I Cryptopsy, proprio quando tutti non ascoltavano altro che black metal in ogni salsa, se ne uscivano con ‘il’ disco brutal per eccellenza, “None So Vile”, anno 1996. Quel disco, ultraviolento, ultratecnico, ultraestremo, cambiò letteralmente il sottoscritto che, per un lungo periodo, non fece altro che ascoltare a ripetizione il trittico “Crown Of Horns”, “Slit Your Guts”, “Graves Of The Fathers”, autentico massacro sonoro. Purtroppo per noi, amanti del gore e della violenza più intelligente e perversa, la band canadese non riuscì a ripetersi, tantomeno poteva esistere il benché minimo confronto tra “…Vile” ed il pur discreto predecessore, quel “Blasphemy Made Flesh” tanto carino e grandguignolesco quanto acerbo. Leggi il resto di questa voce

L’angolo del Buccolini: Listenable Records e putride frattaglie

Eccoci qui a recensire una bella carrellata di proposte da parte dalla attivissima etichetta Listenable Recsords che mette sul proprio menù una gran quantità di bands eterogenee cercando di soddisfare tutti i vostri antropofagi palati, non tralasciando alcuna sfumatura stilistica s’intende. Si scoperchiano tombe con i Betrayng The Martyrs che con “Breathe In Life” ci propongono un death metal d’impatto, basato su ritmiche rocciose ed intrecci di keyboards essenziali ma ottimali per impreziosire l’arrangiamento, da citare anche l’uso intelligente dell’alternanza dei vocalizzi growling/melodici, soluzione non facile da eseguire senza correre il rischio di cadere nel ridicolo. Molto curati anche il lavoro di intreccio chitarristico e gli stacchi ritmici, anche se alcune volte mi pare esagerino un po’ troppo rischiando di cadere nella trappola dell’autocompiacimento. Leggi il resto di questa voce

NADER SADEK – “In The Flesh” (Season Of Mist)

Poco tempo fa, in occasione della nostra intervista in esclusiva con Steven Tucker, vi avevamo accennato del suo nuovo progetto incentrato sul culto egizio, i Nader Sadek. Oggi siamo qui per presentarvi “In the Flesh”, il primo parto di Tucker dalla fine della sua avventura con gli ormai danzerecci Morbid Angel. Prima di iniziare va però detto che i Nader Sadek sono composti anche da Rune Eriksen (Ava Inferi/Mayhem), Nicholas McMaster (Gorguts), Flo Mournier (Cryptopsy) e dal misterioso Nader, oscuro regista del progetto proveniente dal Cairo: scusate se è poco. Come suona il disco? Un capolavoro assoluto, uno dei dischi death metal più belli del 2011, un album che sa andare oltre i comuni canoni del genere, brutale, ultratecnico ed allo stesso modo avanguardistico. Leggi il resto di questa voce

#1 Brutal playlist of the week!

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Ricordo che, quando ero un brufoloso tredicenne, su alcune riviste metal era abitudine inserire una piccola classifica che riassumeva periodicamente i gusti della redazione. A suo tempo la trovavo una cosa utile perché poteva rivelarsi un buon modo per scoprire qualche disco che magari non avevo notato, così come trovavo simpatico conoscere le preferenze dei miei scribacchini di fiducia. Qui a Brutal Cruah abbiamo deciso di riprendere questa antica abitudine segnalandovi quali sono stati i nostri ascolti più assidui durante la settimana e, ovviamente, abbiamo deciso di non praticare una selezione che si limiti alle sole ultime uscite. Leggi il resto di questa voce

IMPALED – “The Last Gasp” (Candlelight 2007)

Non sono mai stato convinto che lo spazio Relics dovesse per forza di cose essere dedicato esclusivamente ad uscite facenti parte di un passato remoto; al contrario ho sempre pensato che questo spazio dovesse dare voce anche a quei dischi più recenti ed incomprensibilmente ignorati o dimenticati. Ora attenzione, tutti coloro i quali a suo tempo grazie a me scoprirono i Torture Killer prendano velocemente carta e penna e si segnino questo autentico capolavoro! Andiamo però con ordine precisando un punto a me caro; nella musica, come un po’ in tutto, alla base troviamo il famoso brocardo che dice ‘de gustibus’, indi è giusto che vi sottolinei che, a mio giudizio, il vero death metal è quello dell’asse England/States. Quello svedese, al contrario, non mi è mai piaciuto troppo ad esclusione di alcuni rarissimi casi (vedi Entombed, Dismember ed At The Gates, di tutti solo alcuni dischi). Tutto questo per arrivare a dirvi che considero Carcass, Obituary, Morbid Angel e Deicide le più grandi death metal band di ogni tempo. Detto questo, ora che conoscete i miei gusti, sappiate che considero “The Last Gasp” uno dei dischi death metal più belli che ho sentito negli ultimi anni insieme a “Swarm!” dei Torture Killer, non ci sono cazzi! Questo autentico capolavoro del gore più squisitamente sanguinolento e putrescente è a dir poco impeccabile. Leggi il resto di questa voce