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BLACK SABBATH: forse non tutti sanno che Bill Ward…

Blacksabbath-billwardL’ex drummer dei Black Sabbath, Bill Ward, ha dichiarato in una recentissima intervista ad un magazine americano che adora il death metal e che i suoi ascolti più frequenti sono quelli dei dischi di Amon Amarth, DevilDriver, Cryptopsy, Soilwork e Celtic Frost (?!). Leggi il resto di questa voce

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BLACK SABBATH: Bill Ward e le sue dichiarazioni del cazzo

BillWard-BlackSabbathA Roma si dice che incazzandoti fai 2 fatiche: prima te la prendi, poi te la devi fare passare. Ward non è di Roma e si capisce. A mesi dall’uscita di “13”, secondo noi tutti qui a BC un capolavoro inaspettato, l’ex drummer dei Sabs ancora sputa veleno. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH: Ward? E’ troppo grasso!

bill-ward-drummingDi tutta la querelle tra Bill Ward ed i Sabs ne abbiamo lette fin troppe, sicuramente l’ex drummer ancora oggi si pente di avere rinunciato alla reunion per 4 spicci, perché la verità sta nel soldo, sia chiaro. Ad ogni modo, il buon Ozzy non vedrebbe male il ritorno di Ward se solo questo perdesse peso. Leggi il resto di questa voce

Gli Slayer rispondono!

Comunicato ufficiale: Gli Slayer non concordano con la cronologia e la sostanza del racconto di Mr Lombardo, a parte il fatto che Mr Lombardo è arrivato dal gruppo a meno di una settimana dal tour australiano proponendo un nuovo piano per il proprio ingaggio, completamente diverso da quello già concordato da noi in sua assenza. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH: ecco il titolo del nuovo album!

blacksabbathFinalmente i Black Sabbath hanno svelato il titolo del nuovo album, sarà semplicemente “13”, per chi non lo sapesse un numero non proprio fortunato per gli inglesi, è come per noi il 17. La band ha inoltre chiarito la situazione con Bill Ward confermando che è definitivamente fuori e non farà parte dalla reunion, sembra che Ozzy per primo non abbia digerito le sue uscite convincendo anche Iommi e Butler che erano più indecisi a rigurado. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH: se il nuovo album fosse una fogna a cielo aperto?

Black SabbathDei Black Sabbath qui a Brutal Crush ne abbiamo parlato in tutte le salse, da Aldo fino Franz Benvenuti, l’ultimo arrivato in ordine temporale, escluso me sono tutti in fibrillazione per il nuovo disco dei 4 di Birmingham. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH: chi si è visto si è visto, solo una data, forse…

A parte qualche sognatore della Domenica, dubito che fossero in tanti ad immaginare possibile un tour dei Black Sabbath con Iommi in queste condizioni. Le cure contro un tumore, in particolar modo la chemio, non risparmiano neanche le leggende viventi, specialmente se non più così giovani come Tony. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH: Bill Ward è fuori… E ‘sti cazzi?

Ok, la reunion dei Black Sabbath è una di quelle più tormentate degli ultimi anni. Per anni se ne è parlato, per anni Iommi ed Osbourne si lanciavano messaggi, ora di stima ora di polemica, ma alla fine ce l’hanno fatta. Chi non ha veramente mai contato un cazzo in questa operazione è sempre stato il povero Bill Ward, lo stesso Bill che nel 1998 dovette lasciare a metà il tour con i Sabs per problemi cardiaci. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH: dopo 33 anni di nuovo insieme per un nuovo album!!!

Come più e più volte annunciato negli ultimi mesi, tra misteriosi rumors, dichiarazioni dette/non dette e mille piccole confessioni, ieri i Black Sabbath, nella line up storica (Iommi/Osbourne/Butler/Ward), hanno tenuto una conferenza stampa al Whiskey A Go Go di Hollywood ed hanno annunciato ufficialmente la loro reunion e la preparazione di un nuovo album! Quello che dalla bellezza di 33 anni sembrava ormai un sogno irrealizzabile, oggi si è finalmente tramutato in realtà! Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH: guarda l’intero concerto di Parigi del 1970!

Vi basta guardare le dimensioni della tag Black Sabbath sulla vostra destra per capire quanto qui a Brutal Crush amiamo questa band, mi sembra ovvio, in fondo ve lo abbiamo sempre detto che non esiste riff al mondo che non abbia già suonato Tony Iommi, no? Leggi il resto di questa voce

Ultim’ora: BLACK SABBATH!!!

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Era nell’aria, tutti lo sapevano e nessuno lo voleva dire, o almeno non lo volevano dire i diretti interessati. Come dargli torto? Dopo tante dichiarazioni e smentite era palese che una notizia del genere fosse accolta con scetticismo e timidezza da tutti, addetti ai lavori in primis. Bene, che ci crediate o no, é di stamattina la notizia che vuole i Black Sabbath insieme, nella formazione originale, pronti per un nuovo disco che uscirá nel 2012 ed un nuovo tour a seguire. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH: tutti dobbiamo qualcosa a Tony Iommi, anche i Beatles ed i Pooh!

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In un periodo di fermento come questo, periodo in cui Ozzy non fa altro che parlare di reunion con i Sabs, Geezer che non si dice convinto, Ward che non vede l’ora e Iommi che tace, un pazzo é riuscito a ripescare una rarissima versione maledettamente doomy di “Electric Funeral”! Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH – “Born Again” (Sanctuary)

Arriva finalmente una delle ristampe per certi versi più attese da ogni Sabbath maniac, stiamo parlando dello stradiscusso “Born Again”, a detta di molti il disco più controverso firmato da Tony Iommi & company. Era il 1983, Ronnie James Dio aveva lasciato la band. Il nome dei Black Sabbath stava vivendo contemporaneamente uno dei momenti più alti della sua carriera a livello commerciale, nonché la tragedia del non avere un cantante. Il caso volle che si fece avanti sua maestà Ian Gillan, la voce che ha reso immortale il nome dei Deep Purple, un’occasione che Iommi non si fece sfuggire. Il risultato fu “Born Again”, l’album più criticato e forse più copiato della storia dei nostri, vi basti pensare che addirittura Slash ha rubato il riff della favolosa “Zero The Hero” per la sua “Paradise City”, ho detto tutto. Comunque, cosa non piacque di questo masterpiece? In primo luogo il connubbio tra la voce di Gillan ed una produzione troppo gelida con tanto di synth a rendere il suono ancora più asettico. Secondo neo, un’innaturale cattiveria di fondo, non esagero. Leggi il resto di questa voce

Evil never dies: Pentagram – dai primi passi a “Last Rites”

Scrivere o fare riferimento al nome dei Pentagram è una dichiarazione di vero amore che si scrive Bobby Liebling e si pronuncia Black Sabbath. Se il genio di Tony Iommi ha partorito qualcosa di veramente imprescindibile, quello sono i Pentagram, la realtà che più di ogni altra ha personalizzato la sua devozione verso i quattro di Birmingham senza risultare la solita e sciatta fotocopia. Solo Cathedral, Saint Vitus, Electric Wizard e pochissimi altri sono riusciti nell’impresa. Hard blues, doom, sludge e stoner, quattro etichette che dicono solo un nome, lo urlano: Black Sabbath! I Pentagram, come dicevamo, sono i figli diretti del genio di Iommi, un genio a cui hanno rivolto ogni loro singola energia, ogni loro goccia di sudore, ogni loro intenzione. La loro storia, travagliata e piena di mistero, ne ha fatto un vero must per tutti gli amanti del proto-doom e del doom più cafoni, questo specialmente grazie alla figura controversa del leader, Bobby Liebling e grazie ad un suono sempre crudo, diretto e marcissimo. Non sono in pochi, specialmente all’estero, a considerare i Pentagram la prima forma di evoluzione del suono dei Black Sabbath verso i territori sludge e stoner, un’affermazione che condivido in parte poiché tutti sanno che lo stoner non è un genere, ma il riff di “Children Of The Grave” risuonato all’infinito. Tornando a noi, americani fino al midollo, i Pentagram sono nati nei primissimi anni settanta con il nome di Stone Bunny, indi quasi contemporanei dei Sabs. Curioso notare che adotteranno il nome attuale solo a pochi mesi dall’uscita del debutto. Inizialmete il loro suono era quasi un tributo alla scuola dei sixthies, specialmente per certi gusti negli arrangiamenti. Blue Cheer, Captain Beyond e Sir Lord Baltimore erano tra le loro maggiori influenze. In breve tempo l’ossessione di Bobby per l’occulto ed il suo amore spassionato per i primi due dischi dei Sabbath lo portarono a dipingere di nero pece il suono della sua creatura, una svolta che peró non volle prendere le distanze dalle influenze precedenti, anzi. Leggi il resto di questa voce

BLACK SABBATH – Il Culto, La Storia, Il Mito

The Ozzy Years

“What is this, the stands before me? Figure in black which points at me. Turn around quick, and start to run. Find out I’m the chosen one…” Questi sono i primi versi dell’opener dell’omonimo debutto dei Black Sabbath, era il 13 febbraio del 1970, ma la nostra storia non inizia da qui. Provenienti da una band in linea con la beat generation chiamata Mithology, il giovane chitarrista Tony Iommi ed il fidato amico e batterista Bill Ward decidono di formare una gruppo che, almeno per quelle che erano le loro intenzioni iniziali, ricalcasse il loro amore per Hendrix, Beatles e Cream. Leggi il resto di questa voce