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Ce vo coraggio a indossà sta merda…

anthraxmotorslayerchristmasglobal_638Già il metallaro è abbastanza inguardabile per conto suo, i maligni direbbero che è sfigato, ma non voglio andarci giù pesante perché siamo alle porte del Natale, però qui abbiamo superato i limiti dell’indecenza (la decenza da mo che se la semo giocata). Leggi il resto di questa voce

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Heavy Metal Poker: Quando il brivido del gioco e la musica coincidono

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Heavy Metal e Poker vanno insieme come una pila di Marshall da 100 watt e un trituratore personalizzato e firmato ESP Masao Ohmuro Shinigami . Se è vero che niente cattura l’emozione, l’eccitazione e l’adrenalina come una notte di headbanging  dal vivo ai concerti di Metallica , Slayer  ed Anthrax , si può dire lo stesso per il tipo di emozioni e di eccitazione che si possono ottenere da una partita di poker con professionisti del calibro di Daniel Negreanu o Marvin Rettenmaier .

Il Poker viene utilizzato per avere un’invidiabile reputazione nei primi giorni , e questo era lo spirito ai tempo delle prime prime partite di World Poker Tour ed eventi premier partypoker come quando il World Series of Poker Europe ha cominciato a dominare le onde radio sportive. Un tempo il gioco era vietato in un sacco di posti e una volta chi giocava era considerato una persona con reputazione discutibile . Naturalmente , il marketing dei media e dei tornei televisivi a livello mondiale hanno fatto molto per cambiare l’immagine del poker e da allora è diventato finalmente uno sport pienamente riconosciuto dalle Associazioni Sportive Internazionali .

Forse è proprio questo il motivo per cui il gioco delle carte attira un sacco di musicisti e appassionati all’interno della comunità metal. In realtà, ci sono diversi giocatori nella scena dei tornei professionali che provengono dalle fila dei metallari professionisti di tutto il mondo. Scott Ian degli Anthrax è senza dubbio diventato un appuntamento fisso nei tornei professionali ed ha anche sponsorizzato il suo sito di poker online che ha chiamato , Scott Ian Home Game . Il programma mostra anche altre stelle da gioco poker del rock, come Vinnie Paul dei Pantera, Kirk Hammett dei Metallica, Jerry Cantrell  degli Alice In Chains e Slash dei Guns N ‘ Roses.

Sul lato di fan del metal, c’è anche qualcuno che facendo le code nella scena dei tornei di poker professionista, ma non sono noti per essere un artisti musicali professiosti . Liv Boeree , altrimenti noto come The Iron Maiden of Poker , ha già accumulato più di 2 milioni di dollari in vincite totali da quando è diventato professionista. Oltre ad essere un modello e un personaggio televisivo , Liv Boeree è anche conosciuto non solo come un fan devoto della musica heavy metal , ma anche come un chitarrista estremamente capace.

Sia che si tratti sul palco o del feltro, allo stesso modo e senza esclusione di colpi , senza fare prigionieri , è  solo live negli atteggiamenti che persistono sia nel poker che nella scena del metallo pesante, quindi si tratta veramente di una sorpresa come per i tifosi – e giocatori – da entrambe le parti gravitano verso l’altro in più di un modo .

Essere perquisiti e interrogati per conto di Mr. Mustaine! MEGADETH – Brixton Academy (London), 06.06.2013

I Megadeth mi son sempre piaciuti fin da quando nel lontanissimo 1990 un amico mi regalò la cassetta di Rust In Peace. Sono stati probabilmente la prima thrash band che ho ascoltato alla giovine età di 13 anni. Non ho mai ascoltato Metallica, Slayer e Anthrax tanto quanto i Megadeth. Di loro mi affascinava un po’ tutto: la tecnica, le armonie, le copertine, la mascotte. Quegli artwork così fottutamente heavy metal anni 80, vere e proprie icone della musica dura tanto quanto le copertine di Iron Maiden, Ozzy, Motorhead e Judas Priest. Ricordo che volevo mettere assolutamente le mani su una copia in vinile di Killing Ia my Business… solo perché l’avevo visto in Morte a 33 giri. E ricordo che una mattina in spiaggia misi quella cassetta nello stereo portatile e dopo un paio di canzoni mio padre fece una faccia strana e mi chiese in dialetto: “Ma che musica è questa? Sembra vogliano uscire da quel coso e riempirti di mazzate!” E non aveva forse ragione? Devo ammettere che il mio entusiasmo per i Megadeth andò un po’ scemando all’inizio dei 90 quando rimasi attratto anche io dai nuovi suoni che arrivavano da Seattle, senza mai però abbandonare il sacro metallo. Semplicemente c’era tanta di quella musica in giro e tante cose del passato ancora da conoscere che molte bands per me finirono in secondo piano. Ascoltai Countdown To Extinction poco e male (ma feci la stessa cosa col Black Album dei Metallica. A quei tempi apprezzai molto di più Sound Of White Noise degli Anthrax uscito l’anno dopo, da fan che ero dei grandissimi Armored Saint e del loro grande cantante John Bush). Non avevo ascoltato gli albums hard Rock della fine degli anni 90 (Lo sto facendo da qualche giorno a questa parte, grazie ai suggerimenti dell’eroico e controcorrente Ammiraglio Benbow) e in generale avevo perso interesse per i 4 californiani sebbene li abbia sempre considerati una grande band. Ho apprezzato qualcosina dei loro ultimi “ritorni al thrash” dei tempi d’oro (non si sa quanto questi ritorni siano genuini comunque, per dirla tutta…) Leggi il resto di questa voce

Speciale NUCLEAR BLAST: Anthrax, Lost Society, Hardcore Superstar, Soilwork, Free Fall!!!

29NUCLEAR_TEMPOOk, era tantissimo tempo che non buttavo giù due cazzo di righe per Brutal Crush, ma come fare a resistere? Cosa ho fatto in tutto questo periodo? Ho lavorato come uno schiavo in miniera, ho dovuto seguire una serie infinita di disavventure personali e familiari, ho seriamente pensato di diventare gay ed ho capito quanto facciano bene le carote, non nel culo del qui presente, sia chiaro. Leggi il resto di questa voce

I grandi del thrash tedesco tutti insieme appassionatamente!

Non appena la notizia che il Beastival, festival Tedesco che avrà luogo in quel di Geiselwind nella prossima primavera, vedrà riuniti sullo stesso palco i Big 4 del thrash tedesco, leggasi Kreator, Tankard, Destruction e Sodom, si è subito alzato un bel buzz mediatico fra fans (giustamente) esultanti e le solite polemiche, solitamente sollevate da gente che riuscirebbe a polemizzare anche sul fatto che se si mette una pentola piena d’acqua sul fuoco, “incredibile dictu”, dopo una decina di minuti inizia a bollire. Cosa ci sarebbe mai di male in un festival (al quale magari seguirà anche un tour …) che riunisce sullo stesso palco le quattro maggiori bands del thrash metal tedesco? Nulla, ma nonostante la semplicità di questo ragionamento è arrivato il solito sbroccaggio (come direbbe il grande Niccolò Carli) a colpi di “sono finiti”, “lo fanno solo per soldi”, “ormai è un trend” e via discorrendo. Premetto che per motivi anagrafici (i quaranta si avvicinano inesorabili …) non posso essere sospettato di essere un fan dell’ultim’ora del cosiddetto “teutonic thrash” ma di aver vissuto praticamente in diretta l’esplodere di questi quattro gruppi (mi bastò giusto recuperare gli albums d’esordio… sarei un bugiardo se vi dicessi che ero già così metallaro nel 1984 da chiedere alla mamma di comprarmi In The Sign Of Evil per festeggiare la promozione in seconda media!) e mi preme per questo rilevare un fatto puramente storico. Mentre già a fine anni ’80 si parlava di “quadrilatero del thrash” o di “big four del thrash americano” riferendosi a Metallica, Megadeth, Slayer e Anthrax (con qualche critico o fan che lamentava l’assenza di Exodus o Testament da questo ristretto club), la stessa cosa non avveniva per le bands tedesche, più giovani e con dati di vendita nettamente più bassi. Da questo unico punto di vista si può rimarcare la “secondarietà” della scena tedesca rispetto a quella americana. D’altro canto il thrash tedesco, proprio per la sua maggiore intransigenza, è diventato con il tempo quasi un sinonimo del concetto stesso di thrash metal (almeno in Europa) e mentre oltre oceano, se escludiamo gli Slayer, assistevamo a contaminazioni con l’hip-hop (Anthrax) e a netti ammorbidimenti del sound (Metallica e Megadeth), in Europa i Tankard continuavano a sparare thrash alcolico a tutta velocità, i Kreator raggiungevano forse il proprio apice con la doppietta Extreme Aggression / Coma Of Souls e i Sodom riuscivano a mantenere alte le proprie quotazioni con dischi come Better Off Dead o Tapping The Vein (dove brutalizzano ulteriormente il proprio sound). Unici esclusi i Destruction che, più sensibili alle sirene statunitensi, prediligono un approccio più tecnico che li porterà velocemente ad implodere per poi riformarsi nel 1999. Una veloce panoramica che serve a far capire che non c’è nulla di immeritato nel definire oggi Kreator, Destruction, Sodom e Tankard come i “Big Four” del thrash tedesco, visto che quel sound forgiato in oltre vent’anni di carriera ha creato uno stile riconoscibile e con migliaia di imitatori, al pari di quello americano, prediligendo un approccio più selvaggio e fedele alle origini del thrash metal. Un altro piccolo particolare: escludendo volutamente tutti i festival e le situazioni in cui queste bands hanno suonato insieme, non si può non dimenticare che un tour simile è già stato fatto oltre dieci anni fa (si chiamava Hell Comes To Your Town e annoverava Kreator, Destruction e Sodom che facevano gli headliners a rotazione, mentre ad aprire, in molte date, c’erano gli Holy Moses). Insomma gli organizzatori del Beastival e la rivista Legacy che ha messo fuori la mini compilation The Big Teutonic 4 (appoggiato dalla Nuclear Blast) per pubblicizzare l’evento non hanno a mio parere fatto nulla di così straordinario mettendo fuori questo EP, dove i nostri quattro grandi omaggiano le due bands ritenute alla base del thrash metal tedesco, ovvero Iron Maiden e Motorhead (avrei allargato il discorso a Venom e Tank, ma questo è un altro discorso). Già sentite le brillanti cover di Kreator (The Number Of The Beast), Tankard (The Prisoner) e Destruction (The Hammer), mentre parzialmente inedita la versione “sodomizzata” di Ace Of Spades (registrata solo nel Live In Bangkok). Insomma, bando alle seghe mentali, se riusciranno ad accordarsi per fare un tour insieme e vengono in Italia, io ci vado e mi distruggo l’osso del collo a furia di headbanging mentre voi rimarrete su facebook a discettare sull’opportunità di operazioni del genere, sull’importanza storica di queste bands ecc … sono stato chiaro? (Stefano Giusti)

Il Power Metal è come l’Olocausto: vogliamo il giorno della memoria!

this_world_needs_more_nazi_zombiePer chi sperava in un’estinzione inesorabile del power metal alla Stratovarius ho qualche brutta notizia, il genere purtroppo non sembra voglia saperne di togliersi dalle scatole, so per certo di giovani e vecchie schiere di cerebrolesi pronte a correre su due pedali ed a stritolarsi i genitali con il filo spinato. Leggi il resto di questa voce

I 10 riff piú belli della storia dell’heavy metal!

tenacious d the pick of destinyDopo i 10 assoli più belli non potevo esimermi da una classifica sul centro focale di tutta la storia del rock: il riff. So bene che avrei dovuto limitarmi a scrivere Tony Iommi, ma esiste anche un discreto numero di lettori eretici che, pur vivendo nell’adorazione dei Black Sabbath, ancora non riconosce l’assoluta superiorità di Anthony, per questo ho deciso di buttare giù una lista laica usando come unico mezzo sempre e solo la memoria, questo perché certe bellezze per essere tali devono vivere incastonate nei ricordi, perciò niente aiutini da iTunes o dagli amici, solo un buon cognac, le mie Marlboro ed il silenzio… Leggi il resto di questa voce

Un’iniziativa da sostenere ed un disco da ascoltare: RED LAMB – “Red Lamb” (MIG Music)

Mi ero ripromesso di non scrivere un’enciclica su questo disco e spero di mantenere fede a quanto mi sono detto, però è anche giusto chiarire qualche punto prima di dedicarsi al contenuto più strettamente musicale. Mi ha stranito rivedere e riascoltare dopo anni di assenza il talentuoso Dan Spitz, l’uomo che ha fatto grandi gli Anthrax fino a “Sound Of White Noise” e senza il quale ancora oggi Benante ed Ian mancano di qualcosa. L’ex belloccio di New York è cambiato, look hip hop, pizzo ed una stempiatura marcata, ma non importa, questi sono dettagli, lui è Dan, un culto per chi ha amato il thrash metal, ancora più culto se lo mettiamo accanto a Dave Mustaine come in questo caso. Leggi il resto di questa voce

Brutal Playlist Of The Year: i migliori dischi del 2011 secondo noi!

Alla fine è arrivato il momento che ogni buona redazione aspetta con ansia per un anno. Dopo avere dedicato per 364 giorni consecutivi spazio al mondo, per un giorno diamo spazio a noi stessi. Brutal Crush è giovane, a Maggio compierà il suo primo anno di vita, ma di strada ne ha già fatta tanta. Alcuni di noi sono dei nomi che più o meno avevate già imparato a conoscere in passato su altre testate, altri invece li avete conosciuti ed apprezzati più di recente tra queste pagine, anche per questo vi siamo e vi sono grato dal più profondo del cuore. Leggi il resto di questa voce

#8 Brutal Playlist: cosa si ascolta da queste parti!

Dobbiamo dire che ne sono usciti di dischi veramente eccellenti da quando abbiamo pubblicato la nostra ultima playlist, segno che questo 2011 verrà ricordato musicalmente come un grande anno. Mentre il revival death metal sembra andare scemando, è tangibile un ritorno in auge di un certo doom, se vogliamo a tinte gothic, che farà moltissimi nuovi proseliti. Dal punto di vista redazionale avrete notato alcune new entry ed un’assenza ‘eccellente’. Leggi il resto di questa voce

ANTHRAX: Belladona pestato dalla sicurezza, guarda il video!!!

La notizia ha dell’assurdo, lo sappiamo. Addirittura non sapevamo se inserirla nello spazio delle brutalità extramusicali o no. Di sicuro non si è mai visto che un buttafuori letteralmente ‘placcasse’ il cantante di una band strapagata per suonare in un club, per di più se la band in questione si chiama Anthrax, ovvero le persone più giocherellone e tranquille di sempre! Leggi il resto di questa voce

ANTHRAX: Scott walk like a zombie!

Che il nuovo disco degli Anthrax, “Worship Music“, qui a Brutal Crush ci sia piaciuto all’inverosimile, non è un mistero per nessuno e, alla faccia di chi per partito preso continua sterili polemiche, noi ribadiamo che è il degno seguito di “Persistence Of Time”, ovvero un bel disco di thrash metal alla Anthrax ma al passo con i tempi! Leggi il resto di questa voce

ANTHRAX – “Worship Music” (Megaforce/Nuclear Blast): analizzato e riletto da Vincenzo Barone!

Eh, no! Ma proprio no! Lo confesso: ho atteso questa release con trepidazione, forse addirittura con ansia, e questo mi ha spinto a leggere ove possibile ogni recensione, anticipazione, impressione o voce di corridoio sull’argomento su stampa indipendente e non, siti vari, web-zines e chi più ne ha più ne metta… ed ora? Leggi il resto di questa voce

#7 Brutal Playlist: cosa si ascolta da queste parti!

Alla fine siamo tornati con la nostra bella playlist, ve lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto! Cosa cambia rispetto al passato? Niente, solo la scadenza, non più settimanale ma mensile. Perdonateci ma non siamo più nella paciosa tranquillità estiva ed anche i nostri impegni personali pressano, perciò portate pazienza. Leggi il resto di questa voce

ANTHRAX – “Worship Music” (Mega Force/Nuclear Blast)

John Bush ci piaceva assai, aveva una gran voce e non faceva rimpiangere il predecessore, ma i suoi dischi con gli Anthrax, incluso “Sound Of White Noise”, non valevano la metà di quanto inciso con Joey, diciamoci la verità, cazzo. Belladonna, il cantante con l’estensione vocale più limitata della storia della musica dopo Renzo Arbore, l’unico che quando canta non becca una nota e sembra parlare, ebbene senza di lui questo disco non sarebbe il capolavoro che è! Donne, uomini, fanciulle e brufolosi segaioli, qui si ricomincia da quel “Persistence Of Time” che tanto fece andare di matto chi come me stava a ruota con il thrash e la band di New York. Gli Anthrax non hanno fatto ne più ne meno quello che hanno fatto in precedenza gli altri del Big Four, si sono autocitati nel modo migliore riscoprendo quanto di buono fatto ai tempi. Leggi il resto di questa voce

ANTHRAX: Scott Ian diventa uno zombie!

Il nuovo disco degli Anthrax spacca, ve lo diciamo sin da adesso, ma di questo ne parleremo entro breve nell’apposito spazio dedicato. Nel frattempo ci è sembrato giusto informarvi di una piccola chicca putrescente che farà felici tutti i fans dell’horror e della band. Vedete quello zombie con l’espressione arcigna in apertura del qui presente articolo? Leggi il resto di questa voce

METALLICA – Beccatevi il blackstage del Big 4!

Neanche troppi giorni fa siamo andati a vedere quello che è stato uno dei concerti più importanti della storia del metal dai tempi del Monsters Of Rock! Vedere Metallica, Slayer, Megadeth ed Anthrax tutti insieme in un colpo solo non è che sia una cosa che capita tutti i giorni. Bene, il sito Metallica.com ha resto disponibile un video che immortala i 4 di ‘Frisco durante le prove del backstage poco prima del Big 4 di Goteborg. C’é poco da aggiungere, amati o odiati, loro sono i Metallica: enjoy! Leggi il resto di questa voce

ANTHRAX: scarica GRATUITAMENTE il nuovo singolo!!!

Uno dei dischi più attesi del 2011 è sicuramente il prossimo full lenght degli Anthrax con il ritorno di Belladonna dietro al microfono. Non sono in pochi ad aspettare un album che riprenda il discorso interrotto subito dopo quel “Persistence Of Time” che tanto ci è piaciuto a suo tempo, quando qui a Roma, in occasione del tour di supporto agli Iron Maiden, tutti ed univocamente dissero che gli Scott Ian e soci avevano surclassato la band inglese. Non siamo però degli ipocriti, escludendo dischetti onestamente trascurabili come “Stomp 442” e “Volume 8”, a noi “Sound Of White Noise” e “We’Ve Come For You All” non ci hanno fatto rimpiangere gli anni d’oro con Joey,  anche perché Bush è sempre stato una spamma sopra il suo predecessore. Leggi il resto di questa voce

ANTHRAX: vai al bar per un aperitivo ed invece…

I pochissimi clienti del Jack Bar di Tampere in Finlandia sono stati quelli che si dice dei fortunelli. Il locale in questione, per chi non lo sapesse, è un piccolissimo rock club della capienza di un centinaio di persone al massimo, caratteristica principale la presenza di un palco con a disposizione degli strumenti per chi vuole jammare. Leggi il resto di questa voce

The Big Four: Live From Sofia, Bulgaria (Universal)

Questo concerto è stato uno dei più importanti della storia del metal, almeno dai tempi dei migliori Monsters Of Rock e da quel Clash Of The Titans che tante vittime ha mietuto all’epoca. L’occasione è di quelle ghiotte: Metallica, Slayer, Megadeth e Anthrax finalmente sullo stesso palco, il best of della storia del thrash metal in una botta sola! Immortalato su dvd e blu ray, ecco ai noi il documento dell’evento. Orgette melodiche a parte (simpatica l’idea di suonare tutti insieme, nel peggiore dei modi possibili, “Am I Evil” dei Diamond Head), di per sé il prodotto può facilmente definirsi non esaltante, a discapito di un produzione curatissima nelle riprese e nella resa sonora. Partiamo con ordine, gli Anthrax: come per tutte le band presenti, lo ripeterò a più riprese, la scaletta è quella delle grandi occasioni, ma il problema è Belladonna. Il buon Joey non regge, è svociato e stanco. È triste vederlo mimare in modo ridicolo i tempi che furono nella speranza di riportare alla mente i momenti migliori, senza parlare del visibile intervento di lifting che rende l’impresa ancora più miserevole. Il resto della band, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, è impeccabile, con un Benante che fa sempre più paura e un Bello in gran tiro che fa andare quelle quattro corde come solo pochi altri in giro. I Megadeth ci regalano la migliore performance del lotto. Dopo lo stupendo “Endgame” la band sembra rinata a nuova vita, complici la ritrovata voglia di stupire di Dave ed il ritorno di Ellefson. Strumentalmente niente da dire, si confermano delle autentiche macchine da guerra, così come la voce di Mustaine (oggi incomprensibilmente tanto criticata da alcuni) sa ancora graffiare come se il tempo non fosse mai trascorso… Sugli scudi una “In My Darkest Hour” da brividi, a mio avviso una delle più belle composizioni metal di ogni tempo. Croce e delizia del sottoscritto, gli Slayer. Non ricordo neanche più quante volte ho visto dal vivo Araya e soci, ma ricordo con certezza che tutte le volte sono rimasto senza fiato e felicemente contuso. Purtroppo la performance qui immortalata non rende giustizia al loro buon nome. Tom è letteralmente senza voce, tanto che in più momenti sembra parlare più che cantare. Dicasi lo stesso per un Lombardo ineccepibile ma fuori forma, quasi scazzato. Nulla da dire sulla coppia Hanneman/King ma, considerando che non sono Malmsteen e non si sono mai cimentati nelle peripezie atletiche di Ted Nugent, era palese. Anche in questo caso la scaletta si conferma impeccabile, per quanto resti un po’ di amaro in bocca, specialmente se consideriamo che gli Slayer sono una delle mie band preferite di sempre, ma qui dobbiamo riportare i fatti e non i fanatismi personali. A chiudere ci sono loro, i Metallica. Tra le loro solite mille pecche (Ulrich è un indispensabile impedito; indispensabile perché il suo stile è il marchio di fabbrica della band, impedito perché è incapace), il loro show è maledettamente coinvolgente e divertente, con tanto di siparietti ironici ed autoironici qua e là. Leggi il resto di questa voce