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Vagonate di odio gratuito: CRIPPLE BASTARDS – “Nero In Metastasi” (Relapse)

CrippleBastards_neroinmetastasiAllora, siamo sempre ad osannare ad ogni costo le band italiane anche quando fanno cagare liquido solo per un senso di inutile e irritante patriottismo. Spesso succede che chi ha veramente un valore assoluto non gode della considerazione che merita. Ai Cripple Bastards è successo questo. Osannati dai fans e magari odiati e non calcolati da chi senza motivo li ritiene insulsi. Ma la loro prerogativa è sempre la stessa, un’attitudine estrema, menefreghista, violenta, diretta ed una mentalità che dire underground è poco. In una parola sola, nichilista, con la “N” maiuscola. I Cripple sono LA BAND grindcore italiana, sfido chiunque a dire il contrario. Con questo “Nero In Metastasi”, Giulio e i nostri sono pronti a conquistare nuovi proseliti per iniziarli al loro culto, e quale miglior modo per farlo di quello di firmare un contratto con la mitica Relapse? Finalmente, oserei dire, chissà che i nostri riescano a raggiungere il successo e l’esposizione meritate, che sicuramente non arriveranno solo grazie alla promozione della label, quanto grazie alla loro sempre grande integrità artistica ed alla loro capacità di essere ogni volta tra i migliori in ambito grind. Cosa aspettarsi dal nuovo “Nero In Metastasi”? E’ ovvio, una raffica di schegge grind core metalliche impazzite, condite dai testi sempre carichi di odio e oltranzisti di Giulio, rigorosamente in italiano, che vi daranno una di quelle pettinate che ricorderete a lungo. Dopo la parentesi semi/inglese di “Desperately Insensitive”, forse l’anello più debole della loro discografia per la sua vena “sperimentale”, i nostri ritornano a pigiare duro sull’acceleratore, componendo un disco che va prepotentemente a candidarsi come uno dei loro migliori in assoluto. Forse le vette del caposaldo “Misantropo a Senso Unico” non sono raggiunte al cento per cento ma la maturità compositiva, la furia sonora, la compattezza e la cattiveria di “Nero..” sono qualcosa di eccezionale. Un disco che suona attuale ma allo stesso tempo non sfigura a fianco di album del passato, che mantiene intatta l’aura “maligna” dei Bastards come non mai. Diciotto canzoni delle quali basta leggere i titoli per capire come si dipaneranno, l’opener “Malato Terminale”, “Soggetto Leucemico”, “Occhi Trapiantati”, “Agonia di Un Rientro Forzato” e la conclusiva “Morti Asintomatiche” sono davvero un vero e proprio bollettino di guerra. Che altro dire? Solo una cosa, fatelo vostro appena lo troverete sugli scaffali perché se c’è una band italiana che merita tutto il vostro rispetto e tutto il vostro tempo questi sono proprio i Cripple Bastards. Già che ci siete andateveli a vedere dal vivo, sono a dir poco distruttivi! Signori, abbiamo già il primo highlight del 2014! (Jacopo Semenzato)

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Pubblicato il 3 febbraio 2014, in Recensioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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