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Il mondo vuole la musica, ma non i dischi

Cds&vinylsQualcosa sta cambiando? No, qualcosa è cambiato. Ricordo che era il 2001 circa, quando un noto distributore discografico italiano, ben prima dell’avvento di iTunes, mi disse: “Aldo, la musica non morirà mai, i cd si”. Non ebbi problemi a credergli e feci bene. In poco più di un decennio la musica, o per meglio dire il modo di usufruire della musica, è cambiato radicalmente, ma è stato il corollario delle conseguenze a questa mutazione a colpirmi. Ok, il cd è diventato un formato sempre più desueto ed ha quasi del tutto sorpassato la via del tramonto (vivacchia grazie ai prezzi stracciati dei grandi distributori online come Amazon e Discogs), così come era facile prevedere un ritorno di ‘culto’ al vinile, ma non mi aspettavo un azzeramento così netto di tutto il resto. I primi a pagarne le conseguenze sono stati i magazine cartacei. Giustamente, se non ha più forma fisica la musica, perché dovrebbe averla la comunicazione? Così, una alla volta, quasi tutte le riviste sono andate in pensione, mentre le poche rimaste in edicola campicchiano con le cocce delle noci, non si sa ancora per quanto. Questo per due motivi: 1) anche la pubblicità discografica si è digitalizzata con un risparmio dei costi alcune volte superiore al 100% rispetto al vecchio formato; 2) ormai in bagno c’é lo smartphone a farti compagnia, una compagnia che ti offre non solo la lettura, ma anche la musica e l’intrattenimento ludico. I negozi di dischi, poi, inutile dire che sono un ricordo dei tempi andati. Pochi giorni fa ha perso la sfida l’ennesimo negozio capitolino, e qui la crisi c’entra poco perché manca proprio la clientela. Due cose sopravvivono, gli accessori come le t-shirt e le puttanatine come birre, vini et similia, tutte stupidaggini che il digitale, almeno ad oggi, non può spiantare. L’unica cosa che mi ha lasciato un po’ così è che con l’avvento di questa nuova logica e la morte della vecchia distribuzione fisica, perciò con l’eliminazione delle barriere numeriche date dal quantitativo di copie stampate di un disco, le band più misconosciute tali sono rimaste. Chi era nulla è rimasto nulla e chi era qualcuno, o aveva solidi budget alle spalle, è rimasto o diventato qualcuno. Da tutta questa ‘rivoluzione’ una cosa l’ho capita, libertà virtuale ed altre sciocchezze blaterate dagli indipendenti come me, sono rimaste sogni sulla carta. Vige sempre l’articolo quinto, chi ha i soldi in mano ha vinto. (Aldo Luigi Mancusi)

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Pubblicato il 22 gennaio 2014, in Funny Bloody Stuff, Speciali con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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