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#1 Demo Invasion: il meglio delle autoproduzioni che inviate a Brutal Crush!

fuocofatuotapeready34Alla fine non abbiamo potuto farne a meno. Quando sono iniziate ad arrivare in redazione richieste di recensione da band autoprodotte cilene, abbiamo detto ‘ok, iniziamo a parlarne e speriamo di non essere linciati se ci andiamo giù pesanti qualche volta‘. Il buon Aldo ha affidato a me il fardello e spero di essere all’altezza. Di cosa si parla in questa rubrica? Per chi ancora non lo avesse capito si parla di demo ed autoproduzioni, insomma tutta la robetta che vi registrate per cazzi vostri. Un piccolo inciso prima di passare ai fatti. NON recensisco tutto il materiale che mia arriva, ma solo ciò che merita. Se poi qualcuno, pur essendo stato avvisato di una probabile stroncatura insiste nella pubblicazione della recensione, decliniamo ogni responsabilità, ok? Bene, amici come prima. Partiamo con il demo dei crucchi Verkummert, “Schwarze Leidenschaft”. Prevedibile copertina in bn, produzione confusionaria, chitarre taglienti come rasoi e voce al vetriolo. Insomma, un piccolo classico del come dovrebbe suonare una produzione black metal underground, ma i Verkummert ci aggiungono quella verve depressiva che rende il demo più interessante. Niente di trascendentale o nuovo, ma certe volte il fascino va a braccetto con la tradizione. Rimaniamo sempre in ambito black metal ma andiamo in Croazia per gustarci il 3 tracks demo “Black Is Empire Of Torture And Despair” dei Tenebrositas. Il cd gira bene, ma manca un po’ di mordente. I brani sono ben sviluppati, così come i suoni sono buoni, ma la voce è un’anticchia scialba e le idee sembrano pochine. Si può fare meglio. Passiamo dal nero al viola con gli Apothecary ed il loro ep omonimo di 4 tracce che ripercorre con un tocco più moderno le gesta dei migliori Autopsy. Death/doom metal vecchia scuola ma suonato con un approccio sludgettone di quelli che ogni riff è un lurido schiaffone in faccia. Per quanto fa schifo la copertina, il cd è proporzionalmente bello. Restiamo sempre in America e restiamo sempre nei sepolcrali con “V” dei Desolation. La band ci offre un doom a tratti sperimentale e vicino ad un certo space rock d’annata. Tolto il primo brano di ben 10 minuti, il resto non è un granché. Belli i suoni, anonima la voce del cantante. Chiudiamo con gli Embolism ed il loro “Devillumination”. Questi slovacchi sanno bene quello che vogliono fare, un grind core macina sassi, brutale e condito con qualche reminiscenza swedish. Peccato per una scelta di suoni non proprio azzeccata, ma la stoffa non manca. (David Giannatiempo)

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Pubblicato il 21 gennaio 2014, in Demo Invasion con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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