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Sopravvalutare ciò che non si conosce? Tutto è possibile, dipende chi ne parla…

Beastmilk-ClimaxNon avevamo in progetto di recensire il nuovo disco dei Beastmilk, “Climax”. Questo cd è arrivato sulle nostre scrivanie, è stato ascoltato ed è finito nel cassetto dei cestinati senza remore. A parte la copertina carina, il disco non ci ha assolutamente esaltati. Poi, facendo un giro per la rete, siamo rimasti senza parole quando abbiamo visto che un po’ tutti ne hanno decantato le lodi. Perché? Non lo abbiamo capito. O certa gente non conosce la dark wave ’80, o non siamo riusciti a percepire il genio nascosto tra i brani di “Climax”. Dopo più scambi di opinioni fra noi abbiamo capito che la risposta stava nella prima opzione. I Beastmilk hanno prodotto un collage stilistico, carino ed accattivante quanto vi pare, servo della vecchia lezione di Bauhaus su tutti, con qualcosa dei primissimi Christian Death, parlo delle reminiscenze più accostabili al post punk, tutte cose sentite e strasentite anche da altre band identiche negli anni 90. Basso grasso e grosso, chitarre con il suono di una marmitta svuotata, batteria incalzante e voce da masculo triste. “Climax” è un prodotto così prevedibile da fare sembrare i Sisters Of Mercy dei geni dell’avanguardia. Parlare di capolavoro del 2013, o anche solo di disco meraviglioso, mah… Secondo noi è inopportuno. Se vi piacciono i derivati, allora si, avete ragione, ma questo amore per i Beastmilk è non meno curioso dell’amore di chi, negli anni 90, metaforicamente si faceva ricche seghe sulle band che copiavano gli Helloween o inneggiava al true metal del decennio precedente. Fortuna che ci siamo noi ad aprirvi gli occhi. (David Giannatiempo)

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Pubblicato il 20 gennaio 2014, in Funny Bloody Stuff con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Non mi dispiacciono, anche se confermo la scarsa originalità

  2. Se non è metal non mi interessa

  3. Enrico Bortolotti

    Mertafora riuscita! 😀 Posso dare la mia opinione in merito? Sinceramente, e per non farla da leccaculo, ammetto, papale-papale che, con poche eccezioni come appunto Brutal Crush,il sottoscritto ne ha pieni i testicoli di questi cazzi di blog! Finiranno tutti come e peggio delle vecchie fanzine!!! Diciamo pure questo: anni fa era diventato impossibile continuare, almeno per me, a seguire un giornalismo metal sempre più ruffiano e prevedibile. Perciò, al primo sentore di “blog”, con annessi e connessi, ho esultato: finalmente la parola a chi davvero ama la musica, ci mette passione, soldi, interesse…. Basta riviste patinate e inaffidabili! Sennonchè, mi resi conto abbastanza presto di un’altra faccenda non disconnessa da quanto detto prima: chi ha grande passione, amore, interesse e via dicendo per la musica…spesso scrive minchiate illeggibili, incondivisibili, assurde. Insomma, l’informazione in mano al fan non è un sogno, è un incubo! Opinioni personali vendute per legge, assoluta incapacità di concepire opinioni diverse, assoluta cecità di fronte ad evidenze palesi. Sinceramente, ho letto e continuo a leggere recensioni idiote, che mi fanno davvero rimpiangere quei vecchi critici che mettevano sul piedistallo gruppi da Hard Rock Cafe e denigravano il nuovo dei Maiden, ormai fuori corso e inutili. E’ una vita che si dice chi i Maiden (che non adoro) sono finiti, e loro continuano a riempire stadi: viceversa, sono davvero meravigliato che non ci siano date al San Siro per i Voivod, come mai? Se a qualcuno fischiano le orecchie, meglio: non si giudica il valore da i dati di vendita, ma se mi devi dire che è magnifico solo quello che riesci ad acoltare… Rimane il fatto che questa generazione di incurabili nerd del metal mi fa una nostalgia canaglia, paragonata alla spocchia con cui oggi si recensiscono robe che almeno, per fortuna, nessuno comunque ascolterà. Perchè, e qui ho finito, se nel 2014 la notiziona della settimana deve essere Gene Simmons con parrucca e pannolone che si scaglia, vent’anni dopo Lars Urlich, contro il download illegale (illeggale una fava: ma secondo voi, perchè la rete e persino YouTube ne sono pieni?!?), questo vuol dire che con la musica abbiamo veramente chiuso. Anzi, no, c’è di peggio: leggere di come, poveraccio, vogliano “spacciare” Lemmy, uomo vecchio e ammalato, come uno comunque “figo”, col manager che dice perle del tipo:”cazzo, non riusciamo a farlo smettere, lui continua a bersi due bottiglie di vino al giorno, che zuzzurrellone!” mette una tristezza, ma proprio una tristezza, INCREDIBILE. Ma lasciatelo in pace!

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