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Il metal deve ringraziare Mr. Zuckerberg? Maybe…

Facebook_Metal_LogoSiamo in un sito che parla principalmente di heavy metal, perciò è ovvio che ogni nostra discussione ha questo genere musicale come filo conduttore. Allora è giusto prendere atto di una fatto che nessuno può negare, il mostro di Zuckerberg, Facebook, non è diventato solo un elemento dominante della comunicazione globale, ma è diventato l’architrave della ‘promozione’, nel nostro caso musicale. Dopo il flop del fu MySpace (qualcuno se lo ricorda?), Facebook ha assunto il ruolo di quel che amo definire ‘il tutto della parola’ in generale, il padrone della musica nel nostro specifico. Non c’é compagnia, sia essa una casa discografica o un’azienda come Microsoft o Apple, così come non c’é locale, band o magazine, che non usi Facebook per farsi conoscere. Fai un concerto? Niente manifesti o volantini, crea l’evento su Facebook. Fai un disco? Promuovi i tuoi video su Facebook. Scrivi una recensione dell’ultimo album degli Sbudrellation Mon Amour? Fallo girare su Facebook. Tra pagine di ‘i like’, gruppi chiusi ed aperti, complici gli smartphone e la loro velocità, Facebook ormai ha letteralmente desertificato la varietà dell’offerta virtuale. Finanche per le news non fai più capolino sui siti che seguivi con affetto, ti basta aprire la pagina di Facebook e sai già tutto. La carta stampata ormai non è neanche più un feticcio per chi ama la lettura in bagno, i vari tablet e telefonini hanno invaso anche le nostre più intime riflessioni sulla tazza. Tutto ciò mi fa sentire ‘schiavo’, metaforicamente è come se annullasse in toto la mia libertà di scelta. Implicitamente Zuckerberg è riuscito a condizionare le nostre scelte negli ascolti e nelle letture. Ora tale x pubblica il video della band y, ora A pubblica l’articolo del magazine B, insomma, siamo colpiti in modo così frontale e violento da migliaia di proposte ogni secondo, che sempre più frequentemente non sentiamo neanche il desiderio di guardare oltre. Di sicuro il mondo del metal ormai dipende al 90% dalla sua capacità di promuoversi su Facebook, dal suo modo di rendersi accattivante eccetera. Le case discografiche mettono in piedi pagine su pagine di ‘mi piace’ per ogni uscita; le band ed i locali pianificano le loro serate con le pagine degli eventi; addirittura le pochissime riviste cartacee rimaste pubblicizzano le loro uscite mettendo sul noto social network immagini su immagini del prodotto in edicola. Che fine che abbiamo fatto, tutto ciò mi rimanda alla mente Essi Vivono di Carpenter. La domanda a questo punto è: se domani Facebook chiudesse i battenti? Sarebbe una splendida apocalisse. (Aldo Luigi Mancusi)

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Pubblicato il 20 gennaio 2014, in Speciali con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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