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Kunta Kinte ci riprova, ma non spezza le sue catene: il nuovo album degli HIRAX!

HIRAX-Immortal-LegacyBadate, non sono un razzista, a me nun me ne frega na mazza del colore della pelle, però quel negretto di W. De Pena mi ricorda troppo il Kunta Kinte di Radici, peccato che a differenza del piccolo schiavetto, lui non si sia mai liberato dalle sue catene fatte di musica popopopopopo demmerda e mediocrità. A parte che qualcuno me deve spiegà come cazzo fanno ‘sti sfigati ad incidere per la Spv, è possibile che sti Californiani ancora non si rendano conto che, se dal 1984 ad oggi non hanno concluso NIENTE, forse sarebbe il caso di dedicarsi ad altro? “Immortal Legacy”, na botta di originalità de titolo, è la somma di 12 brani di mediocre, melenso e puerile speed/thrash metal come neanche nel 1984 si poteva pensare. Riffetti gratta cipolle, suoni da Nintendo 64 e la voce di Kunta Kinte che colpisce dura in faccia come un involtino primavera vuoto. La cosa più gajiarda è il guerriero in copertina, un cornuto mulatto, con la spada insanguinata perché ha ucciso i suoi nemici NEGRI! Poi so io il razzista! Ah Kunta Kinte, ma vattel’a pijà nder culo… (Massimiliano Lodigiani)

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Pubblicato il 17 gennaio 2014, in Recensioni con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. tu non sei razzista, sei imbecille

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