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Thrash metal VS black metal? I nuovi dischi di DIE HARD & DECLINE OF I!

Al mondo ce ne è di gente strana, con le sue fissazioni e manie. C’è chi ad esempio si gasa nell’attesa di un nuovo album dei Manowar. Te li vedi in mezzo alla strada, tipo i fan dei Dethklok nella serie Metalocalypse. Piangono asciugandosi le loro true-lacrime col fazzoletto in pelle di drago, mentre pregano il loro santino di Richard Benson, implorandolo di concedergli una morte vichinga. Io invece, ascoltando “War Against Christ” ad ogni festa santificata, attendo un nuovo album dei Venom. Sto aspettando quel già annunciato futuro capolavoro di Cronos. Quel tipo che devo ringraziare per “Black Metal” e per tutti i suoi figliocci che hanno letteralmente stuprato i miei timpani come a Ray nella scena del bagno in Scary Movie 1. Prima di andar avanti, però, vi piacciono i Venom? Il black/trash con il death metal, più trash che black con il death metal degli anni ’80? E la birra? Se avete risposto di no anche solo ad una domanda, chiudete pure qui l’articolo e tornate a sentire quel metalcore che di pettinato ha solo i peli del pube, altrimenti preparatevi a conoscere i Die Hard. Questi vengono dalla Svezia e, tenetevi forte, non fanno death metal. Già vedo le faccie incredule, invece sì. Una nuova, fresca proposta nel panorama svedese che per anni ci ha propinato solo melodeath e bestemmie dei Marduk. Beh, fresca si fa per dire, i nostri sono in giro dal 2005. Nel 2009, dopo due ep pubblicarono il loro primo lavoro in studio, “Nihilistic Vision”. Mi ricordo che appena lo presi la prima cosa che feci fu metterlo nello stereo della macchina e correre in strada con gli amici, con il volume a palla, cantando e urlando ai poser ogni tipo di sofferenza. Ora quegli amici non ci sono più, ma il nuovo album dei Die Hard, “Conjure the Legions”, sì e sono cambiate molte cose. Nonostante l’album sia ignorantissimo, ottima cosa per le serate di birra e porchetta tra amici, ciò che ho avuto modo notare è una maggiore maturità nel songwriting, oltre a una produzione decisamente migliorata. Avevo paura di ritrovarmi una copia carbone del precedente lavoro, o un album troppo piatto e derivato per soddisfare il mio palato fine. Ad inizio recensione avrete pensato che si tratti del solito gruppo clone come ne escono spesso in giro, in verità vi dico che qui di personalità ce ne è a palate. Eppure, ci metto l’eppure, senti quel dolce retrogusto, quel riff che ti fa pensare ai primi Slayer, i Celtic Frost, i pure primi Kreator e Sodom. Io ho sentito pure un riff rubato di peso agli Emperor, chissà voi chi sentirete invece. Trashers venite a me, ascoltate e tramandate il verbo dei Die Hard, gli altri vadano a fare un giro con i loro amici fighetti indie boy. Ora su il freno a mano, una derapata e corriamo contro mano, perché quello che vi propongo va esattamente nella via opposta del gruppo succitato. Blacksters avvicinatevi. Per la serie “in Francia non siamo tutti hipster come Neige”, ecco i Decline Of The I con il debutto, “Inhibition”. Non si sa niente su di loro, tranne che fanno post-black metal e il loro cantante, A.K., milita nei Merrimack e nei Vorkreist, due progetti rispettivamente black e black/death. La proposta viene definita dai suoi stessi autori un mix tra Burzum, Neurosis e Code. Tra i paragoni aggiungerei anche i loro compaesani Celeste per la forte componente hardcore/black presente sopratutto a inizio album. Disarmanti. A tratti depressivi. No. Non che diventi depressive black, anzi. In più, grazie ad una dose di sperimentalizzazione firmate da A.K. con sample e sintetizzatore industrial, i pezzi risultano vari e mai noiosi. All’inizio, infatti, ero rimasto allarmato vista l’immane lunghezza del platter, un’ora divisa in otto tracce. L’ascolto invece è andato talmente liscio che ad album concluso, oltre a non essermi accorto dello scorrere del tempo, ho dovuto ricliccare play per sentirmi pienamente soddisfatto. Blacksters, ora potete rompere le righe e, già che ci state, rompete qualche cranio. (Ruggiero Musciagna)

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Pubblicato il 23 agosto 2012, in Recensioni con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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